La salute degli animali aiuta a salvaguardare l’ambiente
Serve sempre più prevenzione ed è necessario lavorare in squadra, perché la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente non sono variabili tra loro scollegate. E’ un po’ questo il filo rosso che ha accompagnato il lungo convegno che stamani si è svolto nella sede della presidenza della giunta regionale toscana a Palazzo Strozzi Sacrati, in occasione della prima edizione della giornata nazionale dedicata alla prevenzione veterinaria che ricorrerà domenica, quando altri cento eventi su tutto il territorio nazionale sono attesi.
Un convegno tecnico, con tanti veterinari, operatori delle Asl e studenti di veterinaria presenti, organizzato dall’Università di Tor Vergata e dall’Università di Pisa assieme all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana: la prima parte in simultanea e in videocollegamento, la seconda in sessioni parallele a Firenze e a Roma.
“La salute non può essere più affrontata in modo settoriale – afferma il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. La scienza l’ha capito da alcuni decenni e le istituzioni si devono comportare di conseguenza. Le crisi sanitarie globali, l’emergere di nuove malattie portate dagli animali ma anche la resistenza dei batteri agli antibiotici, i cambiamenti climatici e la pressione sugli ecosistemi ce lo ricordano ogni giorno”. “La figura del veterinario diventa centrale – aggiunge - ed è mia intenzione rafforzare con nuovo organico il settore interno alla Regione che si occupa di queste politiche e di questi controlli”.
“Salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente sono sempre più interconnesse e dipendenti – evidenzia l’assessora alla sanità della Toscana, Monia Monni -. Per questo è necessaria integrazione delle competenze, cooperazione ed un investimento sulla prevenzione. Prendersi cura della salute degli animali vuol dire pensare infatti alla salute del pianeta e dei suoi abitanti e il veterinario ha un ruolo importante nella prevenzione che va valorizzato”. “Questo evento – aggiunge poi - rappresenta un riconoscimento significativo del ruolo strategico della medicina veterinaria nelle politiche di prevenzione sanitaria.
La prevenzione veterinaria contribuisce infatti in modo determinante alla sicurezza alimentare, al controllo delle zoonosi e alla tutela della salute pubblica. Per questo la Regione Toscana guarda con grande attenzione e sostegno al lavoro dei dipartimenti di prevenzione delle Asl e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, delle Università coinvolte e di tutte le professioniste e i professionisti impegnati quotidianamente in questo ambito”.
Nel corso delle quattro ore fitte di relazioni più casi sono stati rappresentanti su come, nel lavoro pratico di tutti i giorni, il veterinario sia in prima linea rispetto a molte emergenze o su come la salute degli animali aiuti a salvaguardare l’ambiente (e dunque anche la qualità della vita dell’uomo). Tutti doveri e diritti peraltro scolpiti nella Costituzione, come è stato ricordato.
Le api, ad esempio. Che da questi insetti dipenda la sopravvivenza del pianeta e delle sue biodiversità è risaputo: le api garantiscono l’impollinazione di gran parte delle colture alimentari e delle piante selvatiche. Ma c’è un progetto dell’Università di Pisa che utilizza questi insetti anche come sensori – peraltro a basso costo – e termometro della salute dell’ambiente. Attraverso infatti dispositivi inseriti nelle arnie, che raccolgono informazioni dal corpo delle api e dal loro miele, si può misurare e monitorare la presenza nei campi circostanti di pesticidi o farmaci tossici e il livello di alcuni metalli pericolosi.
Si è parlato anche delle malattie che possono colpire allevamenti e dunque danneggiare l’economia – dalla peste africana di cinghiali e suini all’influenza aviaria - e dei possibili rischi sulla salute degli uomini nel caso di patologie dove, per il tramite magari di zanzare o altri insetti, si verifica il salto di specie. I dati scientifici indicano che la maggior parte delle malattie infettive emergenti ha origine animale. Investire sulla prevenzione, che non vuol dire solo abbattere gli animali infetti ma anche mettere in pratica tutte quelle azioni finalizzate a mantenerli sani – dagli animali da reddito alla fauna selvatica o gli animali da compagnia - è utile a fronteggiare nuove epidemie.
Si è parlato anche della sicurezza alimentare e dell’antibiotico resistenza, che riguarda uomini e animali. Non minore rilievo nel corso della mattina ha avuto il tema del benessere animale. Quello che emerge è un quadro complessivo molto articolato, dove una visione frammentata della salute del nostro pianeta evidenzia chiari limiti e va superata, a fronte anche dei cambiamenti climatici e della pressione sugli ecosistemi in corso.