Inizia la stagione dell’olio nuovo in Toscana

Redazione Nove da Firenze

C'è un momento preciso, tra la fine dell'ottobre e l'inizio di novembre, in cui le colline toscane cambiano luce e nei frantoi si sprigiona quel profumo erbaceo e pungente che annuncia l'arrivo dell'olio nuovo. Eppure, a guardare il quadro macroeconomico, verrebbe da tirare un sospiro di sconforto: i dati ISTAT relativi al periodo 2006-2025 mostrano un vero e proprio crollo strutturale della produzione italiana di olio d'oliva, precipitata dai 603,3 milioni di litri del 2006 ai soli 378,6 milioni del 2025. Nel frattempo, per coprire la domanda, le importazioni dall'estero hanno toccato la cifra record di 565 milioni di litri.

Ma se i numeri nazionali raccontano una crisi, la Toscana risponde a questa contrazione trasformando la frangitura in un’esperienza culturale vivissima. Nei borghi storici non ci si arrende all'omologazione del prodotto industriale: al contrario, la ridotta disponibilità rende ogni goccia del nuovo raccolto un tesoro ancora più ricercato. La festa dell'olio diventa così la risposta orgogliosa dei territori, dove il caratteristico pizzicore dell'extravergine appena franto si celebra tra piazze in festa, camminate negli oliveti e abbinamenti gastronomici d'eccellenza.

Lasciandosi alle spalle la piana fiorentina per salire verso i leccio-secolari di Reggello, si percepisce subito quanto l'olivo sia parte integrante dell'identità locale. Il borgo si prepara a ospitare la 53ª Rassegna dell’Olio Extravergine di Oliva, che dal 30 ottobre al 1° novembre 2026 vedrà il Palazzetto dello Sport trasformarsi nel tempio della frangitura. Ma a scaldare i motori in vista della festa è un fitto calendario outdoor programmato per domenica 25 ottobre con la rassegna "Verso ReOlio 2026":

Il momento clou della manifestazione vedrà la partecipazione di ben 15 produttori locali, pronti a presentare le sfumature organolettiche della nuova annata. Accanto a nomi storici e iconici del panorama olivicolo come Gonnelli 1585 – Frantoio di Santa Téa, Podere Carraia, I Sergenti e Love Olive Oil, il pubblico potrà incontrare direttamente i vignaioli e frantoiani di:

Spostandosi verso sud, il paesaggio sfuma nelle forme dolci e caratteristiche della provincia senese. Incastonato in una posizione geografica strategica per chi desidera esplorare la zona — a soli 15 km dal casello Valdichiana della A1, 15 km da Pienza, 20 km da Montalcino e 25 km da Montepulciano — sorge il piccolissimo borgo medioevale di Montisi, frazione di Montalcino.

Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, il paese accoglie la 26ª edizione de "Il Primo Olio e Altro Ancora", appuntamento inserito nel circuito nazionale "Andar per Frantoi e Mercatini" promosso dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio e curato dalla Pro Loco Giostra di Simone in collaborazione con il Comune di Montalcino.

In questo fine settimana di pura immersione enogastronomica, l'olio di nuovissima spremitura diventa il filo conduttore per scoprire le altre grandi ricchezze locali. Negli stand, nelle sedi delle contrade e nei ristoranti del borgo, la spremitura fresca incontra prodotti d'eccellenza come il pregiato tartufo bianco delle crete senesi e i calici strutturati del Vino Doc Orcia. Il programma offre un'esperienza a tutto tondo che unisce gusto e cultura:

(Per informazioni e dettagli sul programma di Montisi: tel. 3338988032)

Se a Montisi e Reggello il focus si concentra nei weekend a cavallo tra ottobre e novembre, a San Quirico d'Orcia la festa dell'extravergine si trasforma in un vero e proprio itinerario autunnale che accompagna residenti e viaggiatori fino alle porte dell'inverno. Il Comune e la Pro Loco hanno infatti strutturato un calendario diffuso che fa da apripista alla tradizionale 33ª Festa dell'Olio (in programma dal 4 all'8 dicembre 2026).

Si parte con l'anteprima "Primo Olio", pensata per regalare un assaggio in anteprima delle primizie della campagna d'Orcia:

Le storie che arrivano dai borghi della Toscana dimostrano come, al di là dei freddi grafici sulla contrazione della produzione nazionale, la vera anima dell'olivicoltura risieda nell'ostinata passione dei suoi custodi. Dietro ogni singola bottiglia d'olio nuovo non c'è solo un calcolo economico, ma la salvaguardia di un paesaggio modellato dai secoli, il presidio umano di colline uniche al mondo e un sapere artigianale trasmesso di generazione in generazione.