Industria Toscana, nove direttrici di intervento
Firenze – Sono nove le direttrici di intervento della Giunta regionale a sostegno della reindustrializzazione in Toscana. Lo ha detto il presidente della Giunta, Eugenio Giani, rispondendo all’interrogazione presentata da Alessandro Tomasi (FdI) sulle iniziative della Regione.
Il presidente ha ricordato “il bando filiera del 2026, che coinvolgerà la moda e l’oro per rafforzare le filiere produttive strategiche, destinatari saranno le piccole e medie imprese, con almeno 4 componenti che operano in questi settori” “a cui dedichiamo 9 milioni di euro del Fesr”.
Al secondo punto, le “sovvenzioni per le piccole e medie imprese per il turismo – continua Giani- con bando a sportello per sostenere gli investimenti produttivi e il settore turismo mediante l’abbattimento degli interessi e le commissioni di garanzia su finanziamenti Bei”, “le risorse sono pari a 9milioni e 268mila euro”.
Il terzo punto è “il fondo di reindustrializzazione con 21,2 milioni di euro a sostegno di programmi di investimento produttivi immediatamente cantierabili” come “aree di crisi industriali e le zls” “aree portuali”. C’è poi il “bando per l’impresa digitale per accompagnare processi di innovazione e di transizione digitale, avente tra le priorità l’innalzamento della sicurezza, l’innovazione e novità per il comparto aerospaziale, le risorse saranno per 21milioni”. E ancora, “l’internazionalizzazione con l’incremento all’export e l’inserimento nei mercati emergenti e strategici”, “con 15milioni di euro con bando per le piccole e medie imprese con sede in toscana, nei settori manifatturiero, del turismo e del commercio”.
“Il fondo per capitali di rischio che si rivolge alle start up innovative, e il bando è per 19 milioni di euro”. “Il fondo equity moda – continua - su corsi di approfondimento per favorire investimenti per il rilancio della competitività per il sistema moda sostenendo le aggregazioni societarie, qui si tratta di 9milioni di euro”. Ci sono poi “le proposte che dobbiamo organizzare per il potenziamento dei distretti tecnologici regionali con 3milioni e 700 mila euro” e infine “mettiamo 3milioni di euro a sostegno dei centri commerciali naturali”.
Accanto alle direttrici di intervento, sono quattro gli indirizzi di operatività sulla normativa regionale. Giani cita “la semplificazione della normativa; la coesione delle comunità locali e il commercio di prossimità; la candidatura delle aree a divenire Zai (zone di accelerazione industriale) e la revisione della normativa regionale relativa ad artigianato e commercio in ottica semplificatoria”.
“Il tema non è solo quello della possibile deindustrializzazione – ha detto Tomasi nel corso della sua replica – ma anche quello della capacità dell’impresa e della filiera di creare valore aggiunto, oltre alle crisi internazionali”. Tomasi si è detto preoccupato “per il muoversi del resto dell’Italia”, “le Regioni del nord si sono unite attraverso concertazione con Confindustria, per far una strategia di sviluppo tutte insieme”, “dall’altra parte il sud dove nelle ‘zone semplificate’ si cerca di ridare slancio, nel mezzo ci sono Toscana e Lazio che rischiano di restare indietro per strategia e finanziamenti”. “Registravo una grande sofferenza della concertazione – aggiunge - bisogna che le risorse siano impiegate bene e abbiano ricadute concrete sul tessuto industriale e sulle nostre aziende, sulle nostre esportazioni e sull’artigianato”.