Incontro pubblico di approfondimento sul referendum della giustizia

Redazione Nove da Firenze

Il Movimento 5 Stelle toscano organizza un incontro pubblico per informare i cittadini dei rischi della riforma della giustizia, analizzare l’importanza e l’urgenza del referendum e offrire informazioni e strumenti a chi vorrà attivarsi per promuovere la campagna referendaria. L’evento, che è aperto a tutti ed è organizzato in collaborazione con il Comitato Giusto dire NO, si svolgerà dalle 15:00 alle 17:00 presso l’Hotel Mirage di Firenze, in Via Francesco Baracca 231/18.

Saranno presenti i relatori Roberta Santoni Rugiu, giudice della Corte di Appello di Firenze, e Paolo Solimeno, avvocato facente parte dell’esecutivo nazionale dei Giuristi Democratici.

All’incontro, che si svolgerà a margine dell’assemblea provinciale del Movimento 5 Stelle, indetta per la domenica mattina, saranno presenti anche il deputato Andrea Quartini, la consigliera regionale Irene Galletti e il consigliere regionale Luca Rossi Romanelli: «Il referendum sulla giustizia interviene su equilibri costituzionali fondamentali e incide direttamente sull’indipendenza della magistratura, che è il presidio essenziale dei nostri diritti di cittadini e per questo è fondamentale che il dibattito pubblico sia informato, consapevole e trasparente – spiega Romanelli Il Movimento 5 Stelle invita tutte e tutti a Firenze per il primo di una serie di incontri provinciali, che terremo prima del voto, per conoscere le ragioni del NO al di là degli slogan. Perché solo una scelta informata può rafforzare la democrazia e lo Stato di diritto».

 Anche l’ANED di Firenze ha deliberato l’adesione al Comitato per il NO al referendum costituzionale sulla giustizia, ritenendo che la riforma sulla separazione delle carriere non costituisca un intervento neutro sull’organizzazione giudiziaria, ma incida sull’equilibrio costituzionale tra poteri dello Stato e sulla funzione di garanzia della giurisdizione.

Secondo l’Associazione, la proposta referendaria interviene su un modello costruito nel secondo dopoguerra proprio per evitare che l’esercizio dell’azione penale potesse essere esposto a condizionamenti esterni, con effetti diretti sulla tutela dell’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

L’ANED Firenze segnala in particolare il rischio che la separazione delle carriere produca un pubblico ministero istituzionalmente isolato e, proprio per questo, più vulnerabile rispetto al potere politico, senza che ciò risponda a criticità reali del sistema, né produca miglioramenti in termini di efficienza o di garanzie processuali.

“Le riforme definite tecniche e neutrali sono spesso quelle che finiscono per incidere sui diritti”, afferma Lorenzo Tombelli, avvocato e presidente di ANED Firenze “È per questo che serve la memoria: per riconoscere in tempo i passaggi che riducono i contrappesi democratici e rendono più fragile la tutela delle libertà”.

L’Associazione richiama la propria storia e il legame con la memoria della repressione politica, sottolineando come l’autonomia della magistratura rappresenti un presidio costituzionale a tutela dei cittadini e non un interesse di categoria. L’ANED, pertanto, sarà in prima linea nella campagna per il NO, per difendere i principi costituzionali e i diritti dei cittadini.