Inaugurato a Firenze il Centro per la Giustizia riparativa

Redazione Nove da Firenze

A Firenze nasce il primo Centro per la Giustizia riparativa della Toscana, destinato a servire tutto il territorio regionale. Oggi l’inaugurazione con l’assessore al Welfare Comune di Firenze Nicola Paulesu, il presidente del Quartiere 5 Filippo Ferraro, il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze Fabio Gianfilippi e il suo predecessore Marcello Bortolato, ora presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, la professoressa Maria Paola Monaco, delegata della Rettrice all'Inclusione e Diversità per l’Università di Firenze, il Sostituto Procuratore dott. Filippo Focardi, la Presidente del Tribunale per i Minorenni di Firenze Silvia Chiarantini, il professore di Diritto Penale e referente per il master per mediatori Giustizia Riparativa Roberto Bartoli.

La giustizia riparativa è un paradigma innovativo in cui la vittima e l'autore del reato sono attivamente coinvolti nella risoluzione e nella trasformazione del conflitto, con l'aiuto di un mediatore specializzato; un percorso parallelo e autonomo rispetto al processo penale, fondato sul consenso delle parti e sulla mediazione imparziale, volto a ricomporre le conseguenze del danno e a promuovere responsabilità e consapevolezza.

Il Centro nasce in attuazione della Riforma Cartabia, è uno dei 36 dislocati su tutto il territorio nazionale che il Ministero della Giustizia ha sostenuto con il Fondo statale per il finanziamento di interventi in materia di giustizia riparativa. I Centri, infatti, sono chiamati ad assicurare i servizi di giustizia riparativa in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, nel rispetto dei principi e delle garanzie stabiliti dalla legge e nel rispetto dei principi europei e internazionali in materia.

Da oggi trova casa in un immobile di proprietà comunale nella zona di Novoli. Il Comune ha deciso di avvalersi per la prima apertura del Centro per la giustizia riparativa dell’ente del terzo settore “Aleteia ETS – Studi e ricerche giustizia riparativa”, previa valutazione del Ministero come soggetto avente i requisiti. All’interno del centro opereranno a tempo pieno 6 mediatori esperti, tutti iscritti nell'elenco istituito presso il Ministero della Giustizia, coadiuvati da interpreti e traduttori e personale di supporto.

Palazzo Vecchio ha inoltre sottoscritto un protocollo di intesa con le Università di Firenze, Pisa e Siena che ha visto l’attivazione di un master per mediatori esperti in giustizia riparativa, per formare le figure che lavoreranno all’interno del centro e che qui svolgeranno il tirocinio.

“Un obiettivo importante che abbiamo raggiunto grazie a un lungo lavoro di squadra con tutte le istituzioni coinvolte, che ringrazio. - ha detto l’assessore Paulesu - Abbiamo creduto molto in questo percorso per dare attuazione a uno strumento previsto della normativa. La giustizia riparativa è uno strumento innovativo, complementare al processo penale, volto a mettere al centro le vittime ma anche il dialogo, la responsabilizzazione del reo, spesso con il coinvolgimento della comunità intera”.

L’apertura del Centro di giustizia riparativa a Firenze rappresenta un passaggio importante per la città e per l’evoluzione del sistema di giustizia sul nostro territorio.

«Si tratta di un risultato significativo dell’amministrazione comunale – dichiarano il Presidente della Commissione 4 Edoardo Amato e il capogruppo PD Luca Milani – che dà attuazione a una riforma nazionale importante e che vede Firenze tra i primi territori a tradurla concretamente in un servizio pubblico, gratuito e strutturato».

La giustizia riparativa non sostituisce il processo penale né la pena, ma li affianca con un percorso volontario di confronto tra autore e vittima, mediato da figure qualificate, con l’obiettivo di affrontare le conseguenze del reato sul piano umano, relazionale e sociale.

«Si tratta non solo di uno strumento giuridico -dichiara Amato- , ma di un dispositivo culturale e sociale, che riconosce i limiti della sola dimensione punitiva e prova a colmare uno spazio spesso lasciato scoperto dal processo: quello dell’elaborazione del trauma, del conflitto e delle sue conseguenze. La giustizia riparativa riporta al centro i protagonisti del conflitto e offre loro uno spazio in cui poter esprimere bisogni, responsabilità e vissuti che nel processo non trovano voce».

Per Milani il valore del nuovo Centro va oltre la dimensione strettamente giudiziaria: «Può rappresentare anche per Firenze un’ulteriore occasione di crescita civile, perché introduce un approccio fondato sul dialogo, sulla mediazione e sulla capacità di affrontare i conflitti senza ridurli alla sola dimensione sanzionatoria».

“Oggi con l’assessore Nicola Paulesu e il presidente del quartiere 5 Filippo Ferraro abbiamo inaugurato un luogo che non è soltanto uno spazio fisico, ma un impegno concreto verso una giustizia più umana, più consapevole e più vicina alle persone.Il centro per la giustizia riparativa nasce da un’idea semplice ma profonda: che il conflitto non debba necessariamente lasciare dietro di sé solo ferite, ma possa diventare occasione di ascolto, responsabilità e ricostruzione. Qui si metteranno al centro le persone, le loro storie, il bisogno di comprendere e di essere compresi.

La giustizia riparativa non sostituisce la giustizia tradizionale, ma la arricchisce. Ci ricorda che dietro ogni reato ci sono relazioni spezzate, comunità ferite, e che riparare significa anche ricostruire fiducia. Significa dare voce a chi ha subito un danno, ma anche responsabilizzare chi lo ha causato, in un percorso che guarda al futuro. Questo centro sarà uno spazio di dialogo, di mediazione, di crescita. Un luogo dove il dolore può essere riconosciuto e trasformato, dove il conflitto può trovare una via diversa dalla contrapposizione, dove la comunità può tornare ad essere parte attiva nei processi di giustizia.

Un ringraziamento a tutte le persone che hanno reso possibile questo progetto: le istituzioni, gli operatori, i volontari. Ma soprattutto ringrazio chi avrà il coraggio di attraversare questo spazio, mettendosi in gioco con sincerità. Inaugurare questo centro significa affermare un principio importante: che la giustizia non è solo punizione, ma anche responsabilità, relazione e possibilità di cambiamento. Con questo spirito e con l’augurio che possa essere un luogo di incontro, di ascolto e di rinascita per tutta la comunità”. Queste le dichiarazioni del consigliere del Partito Democratico Andrea Ciulli.