​Il grande valzer delle banche italiane: il riscatto di MPS

Redazione Nove da Firenze

Può il sistema bancario italiano riprogettare la propria mappa industriale nel giro di poche settimane? L'autunno del 2026 risponde con un perentorio sì. In un contesto macroeconomico in cui la corsa dei margini di interesse frena, i giganti del credito si contendono il vero tesoro strategico: il wealth management e le ricche commissioni della gestione del risparmio.

Al centro di questo Risiko senza precedenti si incrociano le mosse di Banca Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo e Banco BPM. Tra spettacolari promozioni dei rating, contromosse difensive e maxi-offerte da decine di miliardi, il consolidamento bancario è diventato una partita a scacchi ad altissima tensione.

Il 1° ottobre 2026 ha segnato la data del riscatto per Banca Monte dei Paschi di Siena. L'agenzia DBRS Ratings GmbH (Morningstar DBRS) ha promosso l'istituto senese portando sia il Long-Term Issuer rating sia il Long-Term Senior Debt rating a "BBB (high)" dal precedente "BBB". Il Long-Term Deposit rating è salito ad "A (low)".

Il passaggio tecnicamente più rilevante riguarda però il debito subordinato Tier 2, promosso a "BBB (low)" da "BB (high)": un salto di categoria che promuove ufficialmente tutti gli strumenti di debito a lungo termine di MPS nell'area "investment grade", con Outlook Stabile su tutte le valutazioni.

A spingere l'upgrade sono stati i solidi risultati del primo semestre 2026 e i rapidi progressi nell'integrazione di Mediobanca S.p.A.. L'operazione ha permesso a MPS di diversificare la propria struttura di ricavi verso attività a elevate commissioni, acquisendo posizioni leadership nel corporate e investment banking, nel credito al consumo, nel private banking e nel wealth management.

"L'unione tra le competenze specialistiche di Mediobanca e la rete distributiva di MPS permettono un profilo di ricavi più bilanciato e opportunità di sinergie di ricavo." — Comunicato Stampa Morningstar DBRS, 1° ottobre 2026.

Ieri la tensione è salita alle stelle con una presa di posizione categorica di Intesa Sanpaolo sulla propria OPAS lanciata su MPS. Intesa ha annunciato che l'offerta diventerà del tutto inefficace qualora l'Assemblea degli azionisti di MPS del 29 ottobre approvi anche solo uno tra i punti 3, 4 o 5 all'ordine del giorno. Si tratta di punti chiave che autorizzerebbero MPS a procedere con le proprie contromosse espansive su Banco BPM e Banca Generali; Intesa ha già chiarito che non rinuncerà a tale condizione di efficacia.

L'offerta di Intesa Sanpaolo sul piano finanziario mette in campo cifre d'impatto sistemico:

Nel mezzo del confronto tra MPS e Intesa si colloca il terzo tassello fondamentale della scacchiera: Banco BPM. Il 29 settembre 2026, S&P Global Ratings ha alzato il rating emittente di lungo termine dell'istituto a "BBB+" da "BBB", con Outlook Positivo. La promozione ha anche visto lo stand-alone credit profile salire a "bbb" (da "bbb-") e il resolution counterparty rating toccare "A-1", allineando tutte le principali agenzie di valutazione sulla fascia più alta della categoria "BBB".

Il mercato premia la strategia di Banco BPM, capace di ripristinare la propria posizione di capitale risk-adjusted dopo aver completato un'operazione trasformativa interamente per cassa: l'acquisizione e piena integrazione di Anima.

Rafforzando la stabilità dei ricavi proprio nel campo del wealth management, Banco BPM si è trasformata nella preda ideale. Non a caso, MPS ha sferrato l'attacco lanciando offerte pubbliche concorrenti sia su Banco BPM sia su Banca Generali per accelerare la propria svolta commissionale.

L'aspetto più avvincente di questo grande valzer risiede nel paradosso di MPS, che si ritrova a recitare simultaneamente il ruolo di cacciatore (all'attacco su Banco BPM e Banca Generali per dominare il risparmio gestito) e di preda (bersaglio della maxi-OPAS da 31,4 miliardi di euro firmata Intesa Sanpaolo).

Tuttavia, sovrapporre più operazioni straordinarie rischia di trasformare un'ambiziosa strategia in un incubo operativo. Morningstar DBRS e i vertici di Intesa Sanpaolo concordano su un punto: l'apertura di nuovi fronti acquisitivi mentre l'integrazione di Mediobanca è ancora in corso porta a un forte aumento dei rischi di esecuzione (execution risks). I nodi critici per il mercato e gli azionisti sono evidenti:

Nei giorni scorsi Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca ha convocato l'Assemblea ordinaria e straordinaria degli Azionisti per il giorno 29 ottobre, per deliberare:

* in sede ordinaria in merito all’integrazione del Consiglio di Amministrazione mediante nomina di un componente;* in sede straordinaria in merito alla Fusione per incorporazione di Mediobanca S.p.A. in Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.

La battaglia dell'autunno 2026 dimostra che il consolidamento bancario italiano non è più una semplice questione di dimensioni dei bilanci, ma di qualità dei ricavi. La vera partita si gioca sulla capacità di presidiare la gestione del risparmio private e istituzionale, riducendo la dipendenza dai tassi di interesse.

Se MPS festeggia il suo ritrovato status "investment grade" e Banco BPM fa scudo con la solidità del rating "BBB+" targato S&P, la rigida strategia di Intesa Sanpaolo — affiancata anche da un piano di impegni sociali ed economici per valorizzare i territori di Siena e della Toscana — fissa paletti invalicabili.