Il Festival del Cinema Francese a Firenze

Redazione Nove da Firenze

La diciottesima edizione di France Odeon, il festival del cinema francese diretto da Francesco Ranieri Martinotti, si svolgerà dal 28 ottobre al 1° novembre 2026, rinnovando il dialogo culturale tra Italia e Francia attraverso una selezione di opere che attraversano generi, linguaggi e generazioni. Un’edizione particolarmente significativa, quella della maggiore età, che celebra anche i quarant’anni della presenza a Firenze di una manifestazione interamente dedicata al cinema transalpino, nata nel 1986 con France Cinéma e proseguita dal 2009 con France Odeon.

Al centro, un cinema capace di interrogare il presente attraverso le grandi questioni della contemporaneità, dalla memoria storica alle trasformazioni sociali, dai rapporti familiari alle dinamiche del lavoro, senza rinunciare alla leggerezza della commedia e alla forza del racconto d’autore. Un festival che si conferma luogo di incontro tra cinematografie, professionisti e pubblico, con una particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni.

Il festival avrà il suo fulcro nel Cinema La Compagnia di Firenze, affiancato da appuntamenti culturali e incontri a Palazzo Bastogi, Institut francais Firenze e al The Artists’ Palace Florence. Si rafforza inoltre la collaborazione con il Comune di Fiesole, che assume quest’anno un ruolo particolarmente significativo nel programma, ospitando uno degli appuntamenti cinematografici più attesi e partecipando a un percorso che intreccia cinema, storia e territorio.

“France Odeon rappresenta da diciotto anni un importante ponte culturale tra Italia e Francia, un appuntamento che arricchisce l'offerta culturale della Toscana e conferma Firenze come luogo privilegiato di incontro e dialogo internazionale” dichiara l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti. “Il cinema è uno straordinario strumento per raccontare il nostro tempo, affrontare le grandi questioni della società e costruire relazioni tra culture diverse. Questa edizione, che celebra un traguardo significativo, guarda anche al futuro, con un’attenzione particolare ai giovani, offrendo loro occasioni di formazione, partecipazione e confronto diretto con i protagonisti della settima arte. La Regione Toscana sostiene ed è orgogliosa di manifestazioni come questa, che si contraddistinguono nel panorama cinematografico italiano come eventi capaci di coniugare qualità artistica, apertura internazionale e valorizzazione del territorio”.

"France Odeon rappresenta un appuntamento di grande valore per Firenze, una manifestazione che da diciotto edizioni rinnova il legame profondo tra la nostra città e la cultura francese. Festeggiare questo traguardo significa celebrare una storia importante di scambi culturali, di incontri tra autori e pubblico e di apertura verso l’Europa, nel segno di una tradizione che continua a rinnovarsi" asserisce l'assessore alla cultura del Comune di Firenze Giovanni Bettarini. "Il festival offre l’opportunità di scoprire opere, linguaggi e sensibilità differenti, affrontando temi centrali del nostro tempo e dimostrando quanto il cinema possa essere uno strumento prezioso per leggere la società, custodire la memoria e stimolare il dialogo tra generazioni.

Particolarmente significativo è l’investimento sui giovani, coinvolti non soltanto come spettatori, ma come protagonisti attivi di percorsi di formazione, critica e creatività. Firenze è orgogliosa di accogliere una manifestazione che contribuisce ad arricchire la vita culturale della città e a rafforzarne la vocazione internazionale. A France Odeon e a tutti coloro che, con passione e competenza, ne rendono possibile la realizzazione, rivolgo i miei auguri per questa diciottesima edizione, con l’auspicio che continui a essere un luogo di incontro, confronto e crescita culturale".

“Ospitare a Fiesole l’anteprima in esclusiva di Un bon petit soldat, alla presenza di Vincent Lindon, rappresenta per noi un’occasione speciale” dichiara la sindaca di Fiesole Cristina Scaletti. “Brizé racconta una scelta che ciascuno di noi può trovarsi ad affrontare: da che parte stare quando il proprio ruolo e la propria coscienza non coincidono più. Portare un film premiato alla Mostra Internazionale di Venezia, che parla di lavoro e di responsabilità individuale, nel teatro della nostra comunità significa offrire ai cittadini un’esperienza di cultura vicina, non riservata a pochi. Ringrazio France Odeon per aver scelto Fiesole come parte di questo percorso”.

"Il cinema francese a Firenze vanta una lunga tradizione, iniziata con il festival France Cinéma tanti anni fa, fondato dal grande critico e scrittore Aldo Tassone, che prosegue oggi grazie al festival France Odeon, che ne ha preso il testimone da diciotto edizioni, grazie al lavoro di Francesco Ranieri Martinotti e di tutto il suo staff. La cinematografia francese è una delle più amate e apprezzate al mondo e ha da sempre un fondamentale e vivace interscambio culturale con la cinematografia italiana, nelle sue espressioni più alte, con la quale ha strette relazioni e reciproche contaminazioni artistiche. Non possiamo quindi che accogliere ancora una volta con entusiasmo un festival che prosegue una tradizione culturale di centrale importanza all'interno della programmazione della "50 Giorni di Cinema a Firenze", all'interno della Casa del Cinema della Regione Toscana" - afferma il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo.

“Con il suo diciottesimo anniversario France Odeon ribadisce la sua presenza nel dialogo artistico e culturale tra Italia e Francia” – dichiara Enrico Castaldi, presidente di France Odeon; “quando le nuvole si addensano sui nostri cieli, arte e cultura danno speranza e offrono testimonianza. Come ogni anno i giovani saranno protagonisti di un nostro premio. Con il premio Sguardi Mediterranei continuiamo a ricordare il valore e l’attualità della nostra storia e della nostra comune cultura.

«Il menu del nostro diciottesimo compleanno è vario e ben assortito. E noi tutti, genitori, parenti e amici del festival, ci siamo impegnati a renderlo degno della creatura che diventa maggiorenne», racconta il direttore artistico Francesco Ranieri Martinotti, ricorrendo alla metafora di un grande banchetto cinematografico. «Antipasti, primi piatti, portate principali, contorni, dolci, caffè e cantucci di Prato: tutto preparato da una cucina di eccellenza». Un programma nel quale commedie, drammi contemporanei e racconti storici si alternano restituendo la ricchezza del cinema francese di oggi.

«Quest’anno il cinema francese guarda molto alla Storia, soprattutto a quella dei primi anni Quaranta. Forse perché, per scongiurare un futuro che si teme nero, conviene tornare a guardare ciò che è già accaduto». E l’invito finale è rivolto a tutti gli spettatori: «Siete tutti invitati a spegnere con noi le 18 candeline e ad augurare a France Odeon buon compleanno».

A valutare i film in concorso sarà una giuria composta da cinque autorevoli personalità del cinema, della cultura e dello spettacolo. Ne fanno parte Valeria Golino, attrice, regista e sceneggiatrice, due volte vincitrice della Coppa Volpi e autrice di opere come Miele, Euforia e L’arte della gioia; Marco Bechis, regista e scrittore, il cui cinema ha indagato le ferite della storia e della memoria, da Garage Olimpo a Birdwatchers, fino al recente Ritorno a Buenos Aires; Federica Pontremoli, sceneggiatrice e regista, da anni collaboratrice di Nanni Moretti, con il quale ha firmato, tra gli altri, Il Caimano, Habemus Papam e Il sol dell’avvenire; Ena Marchi, traduttrice ed editor della casa editrice Adelphi, tra le più riconosciute conoscitrici della letteratura francese, impegnata in particolare nella valorizzazione dell’opera di Georges Simenon; e Salvo Bitonti, regista teatrale, drammaturgo, docente e direttore dell’Accademia Albertina e della Pinacoteca Albertina di Torino, già membro della giuria permanente dei Premi David di Donatello.

La giuria assegnerà il Premio Foglia d’Oro – Giusto Manetti Battiloro, rappresentato da un trofeo in cristallo e foglia d’oro realizzato dall’antica manifattura fiorentina che dal Seicento produce la preziosa materia prima utilizzata nella doratura delle opere d’arte. Accanto al riconoscimento principale si conferma il Premio Sguardi Mediterranei, ideato dal presidente di France Odeon Enrico Castaldi per valorizzare le opere capaci di rivolgere uno sguardo ai modelli di convivenza fra i popoli e alle culture che si affacciano sul Mediterraneo. Il riconoscimento, il cui trofeo è realizzato a mano dall’argentiere Gianfranco Pampaloni, sottolinea una delle vocazioni culturali del festival: riconoscere nel cinema uno strumento privilegiato di dialogo e confronto fra identità differenti.

Un ruolo centrale è riservato anche alla Giuria dei Giovani, coordinata da Anna Margherita Vallaro, affiancata da Bianca Mattei, che assegnerà il Premio Foglia d’Oro dei Giovani. Per il quarto anno consecutivo torna infatti PRIMA FILA GIOVANI, il progetto realizzato in collaborazione con la Fondazione CR Firenze che offre agli under 25, agli studenti delle scuole superiori, agli aspiranti blogger e ai giovani artisti l’opportunità di vivere il festival da protagonisti, riservando loro le prime due file della platea a ogni proiezione.

Un’iniziativa che supera il semplice accesso agevolato alla sala per promuovere un rapporto diretto tra i giovani spettatori, le opere e i loro autori. Questo impegno si arricchisce nel 2026 con nuove esperienze formative e creative, tra cui Ritratti due volte e Generazione Cinéphile, che affiancano alla visione cinematografica il disegno, la scrittura critica e il confronto con i professionisti del settore.

La pre-apertura di mercoledì 28 ottobre, alle ore 20.30 al Cinema La Compagnia, sarà dedicata a Brigitte Bardot, icona assoluta del cinema francese e figura rivoluzionaria dell’immaginario femminile del Novecento. L’omaggio, con gli interventi di Marco Luceri e della sindaca di Fiesole Cristina Scaletti, precederà la proiezione, alle 20.45, di Le repos du guerrier – Il riposo del guerriero (1962), diretto da Roger Vadim e interpretato da Bardot accanto a Robert Hossein e Jean-Marc Bory. Tratto dall’omonimo romanzo di Christiane Rochefort, il film racconta la relazione tormentata tra Geneviève, una giovane donna che salva uno sconosciuto dal suicidio, e Renaud, uomo instabile e autodistruttivo che entra prepotentemente nella sua vita.

L’omaggio assume un valore particolare per il profondo legame dell’attrice con la Toscana. Il film venne infatti girato in parte tra San Gimignano e l’abbazia di San Galgano, scenario della sequenza finale, mentre Bardot soggiornò per quasi un mese a Fiesole, presso Villa San Michele, rimanendo così affascinata dal luogo da tornarvi negli anni successivi. Un capitolo della storia del cinema che il festival sceglie di riportare alla memoria attraverso il territorio che ne fu testimone, celebrando non soltanto una grande interprete ma anche una stagione indimenticabile del cinema europeo.

La memoria sarà protagonista anche giovedì 29 ottobre, alle ore 16.30, a Palazzo Bastogi, nella Sala Collezioni, con un incontro dedicato ad Aldo Tassone, critico cinematografico, giornalista e studioso del cinema francese, tra i fondatori di France Cinéma, la manifestazione nata nel 1986 grazie all’intuizione condivisa con Françoise Pieri e Daniel Arasse, dalla quale avrebbe successivamente preso forma France Odeon.

Profondo conoscitore della cinematografia d’Oltralpe, Tassone ha contribuito in maniera determinante alla diffusione del cinema francese in Italia, coltivando rapporti diretti con autori come Alain Resnais, Bertrand Tavernier, Louis Malle e Claude Miller. Il ricordo, al quale parteciperanno molti ospiti del festival e storici amici di Tassone, sarà anche un’occasione per ripercorrere le origini della manifestazione e il passaggio di testimone che ne ha garantito la continuità, nel segno di una stessa passione culturale.

La cerimonia ufficiale di apertura, in programma alle ore 18.45, darà il via alle proiezioni dei film in concorso con Ni vue, ni connue di Marc Fitoussi (ore 19.20), commedia agrodolce interpretata da Isabelle Huppert e Sandrine Kiberlain. Al centro del racconto, Corinne, un’attrice che non è riuscita ad affermarsi e che continua ostinatamente a inseguire il sogno del grande schermo, barcamenandosi tra piccoli ruoli, provini, compromessi e le contraddizioni del mondo dello spettacolo.

Quando incontra una celebrità interpretata da Sandrine Kiberlain, intravede finalmente l’occasione per cambiare il proprio destino. Fitoussi, che torna a dirigere due delle interpreti più rappresentative del cinema francese, costruisce una riflessione al tempo stesso ironica e malinconica sulla ricerca del riconoscimento, sulla fragilità delle aspirazioni e sulla dignità di chi non rinuncia a inseguire la propria vocazione. Un film che, dietro i toni apparentemente leggeri della commedia, rivela una sensibilità profondamente umana.

La serata inaugurale proseguirà alle ore 21.30 con un altro film in concorso, L’objet du délit di Agnès Jaoui. Attrice, sceneggiatrice e regista fra le personalità più versatili del cinema francese, Jaoui affronta con intelligenza e spirito critico le conseguenze del movimento #MeToo all’interno del mondo dello spettacolo. La vicenda si sviluppa durante l’allestimento di una produzione delle Nozze di Figaro di Mozart, tra difficoltà economiche, rivalità artistiche, compromessi produttivi e tensioni personali.

Nel cast, accanto alla stessa Jaoui, figura Daniel Auteuil, nei panni di un affermato direttore musicale. Quella che inizialmente appare come una commedia corale sull’universo dell’opera lirica si trasforma progressivamente in una riflessione sulle molestie sessuali, sulle responsabilità individuali e collettive e sulle ambiguità che attraversano i rapporti di potere. Un’opera che affronta una delle questioni più dibattute della contemporaneità senza rinunciare alla complessità delle posizioni e alla libertà dello sguardo.

Venerdì 30 ottobre il concorso proseguirà alle ore 16.30 al Cinema La Compagnia con Les jours d’après di Stéphanie Pillonca, interpretato da Valérie Donzelli e Jalil Lespert. Il film racconta la storia di Louise, una radiologa cinquantenne che torna nel paese natale dopo la morte del padre per svuotarne la casa. Il ritorno diventa presto un viaggio nella memoria, tra gli oggetti e i ricordi dell’infanzia, l’incontro con il fratello e con un amore del passato mai completamente dimenticato. Attraverso una narrazione delicata e intimista, Pillonca esplora il rapporto con le proprie radici, il dolore della perdita e la possibilità di ricominciare, intrecciando malinconia e riscoperta di sé. Un racconto sulla necessità di confrontarsi con ciò che si è stati per ritrovare un senso nel presente.

Alle ore 18.30 sarà la volta di La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Tacquet, altro titolo in concorso, interpretato da Léa Drucker, Charles Berling e Mélanie Thierry. Protagonista è Gabrielle, primario di chirurgia maxillo-facciale, donna energica e profondamente convinta del valore del servizio sanitario pubblico, abituata a farsi carico delle responsabilità professionali e familiari.

Quando le certezze sulle quali ha costruito la propria esistenza cominciano a sgretolarsi, Gabrielle si trova costretta a rimettere in discussione il proprio ruolo, le relazioni affettive e la fiducia nelle istituzioni. Il film indaga così la crisi della sanità pubblica e le fragilità individuali attraverso un ritratto femminile di grande complessità, in cui la ricostruzione di una vita diventa anche metafora della possibilità di ricucire le ferite di un sistema sociale in difficoltà. Ambientata tra Lione, le Alpi e Torino, la pellicola comprende anche un cameo dello scrittore Erri De Luca.

La proiezione sarà accompagnata dalla presenza di Léa Drucker e Charline Bourgeois-Tacquet, protagoniste di una presentazione e di un successivo incontro con il pubblico.

La serata del 30 ottobre si concluderà alle ore 21.15 con la proiezione fuori concorso di La Gradiva, opera prima di Marine Atlan, che sarà presente a Firenze per presentare il film. Coproduzione franco-italiana ambientata a Napoli e premiata al Festival di Cannes, la pellicola segue un gruppo di liceali francesi durante un soggiorno nel capoluogo campano. La città, lontana da ogni rappresentazione cartolinesca, diventa un laboratorio umano nel quale gli adolescenti si confrontano con le proprie contraddizioni, i desideri, i conflitti e le domande sul futuro. Attraverso uno stile vicino al documentario, Atlan affronta temi come la sessualità, il razzismo e la politica, restituendo un ritratto autentico e non convenzionale delle nuove generazioni.

Sabato 31 ottobre il programma coinvolgerà direttamente anche Fiesole, con una matinée di eccellenza: alle ore 11 sarà infatti proiettato, in esclusiva, Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, alla presenza di Vincent Lindon. Il film, premiato all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è interpretato da Alba Rohrwacher nel ruolo di Carla Moretti, responsabile delle risorse umane di una compagnia di assicurazioni, interamente assorbita dal proprio lavoro.

La sua quotidianità viene sconvolta quando emerge un grave caso di mobbing ai danni di una dipendente, mettendola di fronte a un conflitto tra responsabilità aziendali e coscienza individuale. Brizé torna così a indagare le dinamiche del mondo del lavoro, tema centrale della sua filmografia, mettendo in discussione le logiche del profitto e il rapporto tra individuo e istituzioni economiche. Accanto alla Rohrwacher, Lindon interpreta il vertice dell’azienda, ribaltando la prospettiva rispetto ai personaggi che lo hanno reso protagonista delle precedenti opere del regista.

In parallelo a Firenze, sempre il 31 ottobre, alle ore 11.30, è prevista al The Artists’ Palace Florence, una conversazione tra la regista e attrice Nicole Garcia e la giornalista e scrittrice Ritanna Armeni. Un appuntamento che offrirà l’occasione di approfondire il tema del nuovo film della Garcia Milo (7h40 ce-matin là), incentrato sulle contestazioni giovanili negli anni 90, che sarà proiettato nel pomeriggio, alle ore 16, al Cinema La Compagnia, alla presenza della stessa regista.

Interpretato da Marion Cotillard, Théodore Pellerin e Laure Calamy, il film racconta la storia di Alice, una donna che, dopo quindici anni trascorsi in carcere per attività sovversive, arriva in un piccolo paese francese cercando di riallacciare i rapporti con il suo passato. Il tentativo di ricostruire un legame affettivo interrotto si intreccia con una riflessione sulle responsabilità individuali e sulla radicalizzazione politica. Scritto da Garcia insieme al suo storico collaboratore Jacques Fieschi, il film unisce il dramma familiare a un più ampio affresco storico e sociale, interrogandosi sulla possibilità di riconciliare passato e presente, memoria e desiderio di riscatto.

Tra gli appuntamenti più attesi della giornata figura Les misérables di Fred Cavayé, in concorso e in programma alle ore 18.30, alla presenza di Vincent Lindon. Il regista propone una nuova trasposizione cinematografica del capolavoro di Victor Hugo, affidando a Lindon il ruolo di Jean Valjean e a Tahar Rahim quello di Javert. Una rilettura che coniuga il respiro epico del romanzo con una sensibilità contemporanea, restituendo nuova forza ai grandi interrogativi sulla giustizia, sulla colpa, sulla redenzione e sulla disuguaglianza sociale. Attraverso il confronto tra due uomini segnati da esperienze e convinzioni profondamente diverse, il film riporta al centro questioni che continuano a interrogare l’Europa di oggi.

Domenica 1° novembre il concorso si concluderà alle ore 15 con La troisième nuit di Daniel Auteuil, che firma la sua sesta regia cinematografica e figura anche tra gli interpreti, accanto ad Antoine Reinartz. Ambientato nell’agosto del 1942, durante il regime di Vichy, il film trae ispirazione da una vicenda realmente accaduta nel campo di internamento di Vénissieux, nei pressi di Lione. Il giovane funzionario Gilbert Lesage viene incaricato di presiedere una commissione chiamata a decidere il destino di alcuni internati ebrei.

Tra i componenti figura padre Alexandre Glasberg, religioso impegnato clandestinamente a salvare bambini dalla deportazione nazista attraverso la falsificazione di documenti. Il rapporto inizialmente conflittuale fra i due uomini si trasforma progressivamente in una collaborazione che vorrebbe sottrarre alla barbarie 108 bambini ebrei. Auteuil costruisce così un racconto di coraggio civile e resistenza morale, in cui il tema della responsabilità individuale si intreccia con la necessità di opporsi alle ingiustizie anche nei momenti più oscuri della storia.

La cerimonia di premiazione, prevista domenica 1° novembre alle ore 17 al Cinema La Compagnia, sarà il momento culminante della diciottesima edizione, con l’assegnazione dei riconoscimenti del festival. Alle ore 17.45 seguirà la proiezione fuori concorso di Notre salut di Emmanuel Marre, premiato al Festival di Cannes per la migliore sceneggiatura. Ambientato nella Francia di Vichy, il film nasce da un materiale personale e familiare: la corrispondenza di guerra tra il bisnonno e la bisnonna del regista, conservata per generazioni.

Protagonista è Henri Marre, interpretato da Swann Arlaud, un ingegnere quarantanovenne che arriva a Vichy senza denaro né relazioni, cercando di affermarsi grazie a un ambiguo trattato politico di propria elaborazione. Attraverso le contraddizioni di un uomo sospeso tra convinzioni patriottiche, opportunismo e desiderio di riconoscimento, il film affronta il tema del collaborazionismo e della responsabilità morale, proponendo una rilettura della storia capace di risuonare nel presente.

Un’opera che rinnova il linguaggio del racconto storico e si inserisce tra i titoli più rappresentativi della selezione 2026.

Alle ore 20.45 il programma cinematografico si concluderà con la proiezione fuori concorso di Le rêve américain di Anthony Marciano, commedia interpretata da Raphaël Quenard e Jean-Pascal Zadi. Ispirato a una storia vera, il film racconta l’improbabile impresa di Jérémy, impiegato in un videoclub, e Bouna, addetto alle pulizie degli aerei all’aeroporto di Orly, uniti dal sogno di diventare agenti sportivi nella NBA (National Basketball Association) statunitense. Dalla periferia parigina all’ambizione di conquistare il mercato americano, i due protagonisti affrontano ostacoli, pregiudizi e difficoltà, facendo leva sull’amicizia e su una determinazione fuori dal comune. Una commedia brillante che chiude idealmente il percorso del festival con un messaggio di fiducia nelle possibilità individuali e nel valore dei legami umani.

Accanto alle proiezioni, France Odeon 2026 conferma la propria vocazione a essere uno spazio di approfondimento culturale e di confronto sui temi che attraversano il cinema e la società.

Di particolare attualità il convegno internazionale “Intelligenza artificiale ed equo compenso”, in programma venerdì 30 ottobre alle ore 11.30 all'Institut francais, dedicato alle trasformazioni introdotte dalle tecnologie generative e alle conseguenze per il diritto d’autore e il lavoro creativo. Al centro del dibattito, la necessità di costruire strumenti efficaci per garantire trasparenza, consenso e una remunerazione equa agli autori le cui opere vengono utilizzate per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale.

France Odeon propone un confronto tra l’esperienza italiana della SIAE e quella francese della SACD, per approfondire le iniziative intraprese nei confronti delle piattaforme tecnologiche e valutare nuove forme di tutela economica e giuridica della creatività. Dopo i saluti istituzionali di Anne-Laure Jeanvoine, Console Generale di Francia a Firenze, e l’introduzione del presidente di France Odeon Enrico Castaldi, interverranno Giorgio Carlo Brugnoni, direttore della DGCA, Pascal Rogard, direttore generale della SACD, Andrea Marzulli per la SIAE, il giurista Alberto Maria Gambino, Vivian Grace Chammah, esperta di diritto d’autore, e il regista Philippe Le Guay.

Modererà Francesco Ranieri Martinotti. Un’occasione per proseguire il dialogo franco-italiano sul futuro della creazione artistica alla luce dell’evoluzione normativa europea e delle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.

Tra gli appuntamenti collaterali figura, venerdì 30 ottobre alle ore 20.30 nel foyer del Cinema La Compagnia, la presentazione del volume Il cinema di Patrice Leconte di Ignazio Senatore, critico cinematografico, giornalista, psichiatra e psicoterapeuta, autore di numerosi studi sui rapporti tra cinema e psiche. Il libro ripercorre la carriera di Patrice Leconte, uno dei registi più originali e versatili del cinema francese, capace di muoversi tra commedia, thriller psicologico e dramma sentimentale.

Da Tandem a L’insolito caso di Mr Hire, fino alle opere successive, il volume ricostruisce il percorso creativo del cineasta attraverso schede filmografiche, analisi critiche, riflessioni dello stesso Leconte e testimonianze di attori e attrici che hanno collaborato con lui. In appendice, una selezione di dialoghi e citazioni significative delle sue opere. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Antonella Matranga.

A caratterizzare la diciottesima edizione saranno infine due nuovi progetti rivolti ai giovani, che ampliano ulteriormente la missione formativa del festival e introducono modalità originali di racconto e partecipazione.

La prima novità è RITRATTI DUE VOLTE, iniziativa ideata da France Odeon per creare un incontro tra il mondo del cinema e quello delle arti visive. Attraverso un bando rivolto alle 25 Accademie di Belle Arti italiane, sono stati selezionati undici studenti chiamati a partecipare agli incontri con registi, attrici, attori e protagonisti del festival, realizzando dal vivo ritratti attraverso matita, china, carboncino e altre tecniche di disegno. L’idea è quella di affiancare al tradizionale ritratto giornalistico, costruito attraverso domande e interviste, una seconda interpretazione, visiva e artistica, capace di raccontare i protagonisti attraverso lo sguardo delle nuove generazioni.

Il progetto nasce anche da una riflessione sul rapporto tra immagini e attenzione, recuperando il valore dell’osservazione diretta in un contesto sempre più dominato da smartphone e dispositivi digitali. I lavori realizzati saranno sottoposti alla valutazione della giuria di France Odeon, che assegnerà il Premio France Odeon – Ritratti due volte 2026.

La seconda novità è GENERAZIONE CINÉPHILE, evoluzione del progetto Raccontando France Odeon, nato nel 2017 per dare voce ai giovani appassionati della settima arte. Coordinata da Atena Forconi, l’iniziativa si rivolge agli aspiranti critici cinematografici e blogger, selezionati attraverso una particolare modalità di candidatura: una vera e propria lettera d’amore al cinema. Ai partecipanti sarà offerta l’opportunità di vivere il festival da una prospettiva privilegiata, prendendo parte alle conferenze stampa, incontrando i protagonisti delle opere e realizzando interviste e contenuti critici.

Il percorso sarà arricchito da una masterclass dedicata alla scrittura e all’analisi cinematografica, tenuta dalla giornalista Ginevra Barbetti, per offrire strumenti professionali a chi desidera avvicinarsi al mondo della critica e della comunicazione culturale. A conclusione dell’esperienza sarà assegnato per la prima volta il Premio Generazione Cinéphile, destinato al giovane blogger che si sarà distinto per l’originalità del proprio sguardo.

Con una programmazione che affianca grandi protagonisti e nuovi talenti, opere di impegno civile e commedie, incontri culturali e opportunità di formazione, France Odeon festeggia dunque i suoi diciotto anni riaffermando il valore del cinema come linguaggio universale e spazio di confronto tra Paesi, culture e generazioni. Un traguardo che è al tempo stesso punto di arrivo e nuovo inizio, nel segno di una storia che continua a rinnovarsi, mantenendo saldo il legame con Firenze e la Toscana e rafforzando la propria vocazione internazionale.