I Vertici Antimafia della Fondazione Caponnetto: origine e significato
di Salvatore Calleri
Presidente della Fondazione Antonino Caponnetto
Come sono nati e perché si chiamano proprio “vertici”?
Nel 1999 il sottoscritto, insieme a Ornella — amica storica del giudice Antonino Caponnetto — maturò la convinzione che Nonno Nino dovesse tornare protagonista dell’impegno pubblico contro le mafie. Negli ultimi due anni aveva progressivamente ridotto la sua partecipazione alle iniziative, anche perché spesso si trovava a intervenire in incontri caratterizzati da interventi troppo lunghi o poco centrati.
Complice che, chiacchierando con noi, il giudice ci aveva confidato di spazientirsi talvolta in alcune iniziative antimafia proprio a causa di interventi fuori luogo o eccessivamente prolissi.
Il tempo passava e sentivamo che l’esperienza e la voce del nostro Nonno Nino non potevano restare ai margini dell’impegno antimafia.
Fu allora che iniziammo a pensare a una formula diversa.
Nacque così l’idea di un incontro con molti relatori di alto livello — non necessariamente personaggi già molto noti — ma con interventi brevi, di massimo 8-10 minuti ciascuno. L’apertura dell’iniziativa era affidata a un intervento più ampio, di circa 20-25 minuti, del giudice Caponnetto.
Il primo incontro si svolse il 20 novembre 1999 al Dopolavoro Ferroviario di Firenze. In quei giorni la città ospitava anche l’inizio del G7 Summit, e da quella coincidenza nacque il nome “Vertice Antimafia”.
Il titolo scelto per quella prima edizione era particolarmente significativo:
“Uomini e donne che credete nel rinnovamento del Paese, se ci siete battete un colpo”.
La sala era gremita. Il successo fu inatteso e segnò una vera ripartenza per Caponnetto, che ritrovò entusiasmo ed energia nel confronto diretto con cittadini e realtà impegnate contro le mafie.
I Vertici avevano anche un’altra funzione importante: consentire ai relatori di confrontarsi tra loro sullo stato della lotta alle mafie. Spesso arrivavano prima dell’incontro o si fermavano dopo, creando occasioni di dialogo, di scambio e talvolta anche di conoscenza reciproca tra persone impegnate su questo fronte.
Negli anni questa formula ha dimostrato la sua efficacia. Oltre che a Firenze, i Vertici Antimafia si sono svolti in diverse città — tra cui Campi Bisenzio, Bagno a Ripoli, Reggello, Lomellina, Roma, Napoli e San Marino — arrivando oggi alla 35ª edizione in 27 anni di attività, con una formula che continua a reggere nel tempo.
Quest’anno abbiamo deciso di organizzare il Vertice a Nizza, con l’obiettivo di entrare in contatto con esponenti del movimento antimafia francese, in particolare di Marsiglia e della Corsica. Le mafie, infatti, sono una realtà presente anche oltre i confini italiani.
Per questo riteniamo importante ascoltare le esperienze francesi, dialogare e condividere con loro il patrimonio di conoscenze maturato in Italia.
Innovare nella continuità: è questo lo spirito che da oltre venticinque anni anima i Vertici Antimafia della Fondazione Caponnetto.