Garante toscano per l’infanzia e l’adolescenza: nomina rinviata

Redazione Nove da Firenze

Firenze La delibera sulla nomina del nuovo Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Toscana è stata rinviata in commissione Affari istituzionali e sarà messa presumibilmente all’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale. È quanto ha deciso l’Aula di palazzo del Pegaso questo pomeriggio (mercoledì 29 aprile) accogliendo la proposta avanzata in mattinata dal presidente della Giunta Eugenio Giani in apertura del dibattito. Hanno votato a favore del rinvio i partiti di maggioranza, esclusi i consiglieri Federico Eligi e Vittorio Salotti, entrambi di Casa Riformista, che si sono astenuti. Ha espresso voto contrario l’opposizione.

Nel suo intervento Giani ha spiegato di aver esaminato le norme sulla nomina e ha sottolineato che “si tratta di un voto politico, non si vota un nome ma una proposta della commissione Affari istituzionali. Si può solo prendere o lasciare, dirsi a favore o contro, nonostante la delicatezza del ruolo”. Il presidente ha ricordato che la legge regionale 26 del 2010 stabilisce che “il Garante agisce in piena indipendenza e non è sottoposto a forme di subordinazione gerarchica”. Per la sua nomina si sono applicati alcuni articoli della legge sulle nomine ma, a questo punto, si sarebbe invece dovuto applicare un articolo diverso per garantire l’autonomia di questa istituzione.

Per questo “io voglio – ha proseguito - che ogni consigliere voti liberamente e con voto segreto il nome che ritiene più giusto scegliendo tra una rosa di candidati. La proposta avanzata è, dunque, quella di rinviare alla Commissione l’atto, che la Commissione faccia un’istruttoria sui candidati e che si ritorni in Consiglio con una rosa di nomi da votare”.

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Nel suo intervento Giani ha spiegato di aver esaminato le norme sulla nomina e ha sottolineato che “si tratta di un voto politico, non si vota un nome ma una proposta della commissione Affari istituzionali. Si può solo prendere o lasciare, dirsi a favore o contro, nonostante la delicatezza del ruolo”. Il presidente ha ricordato che la legge regionale <a href="https://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2010-03-01;26">26 del 2010</a> stabilisce che “il Garante agisce in piena indipendenza e non è sottoposto a forme di subordinazione gerarchica”.

Per la sua nomina si sono applicati alcuni articoli della legge sulle nomine ma, a questo punto, si sarebbe invece dovuto applicare un articolo diverso per garantire l’autonomia di questa istituzione. Per questo “io voglio – ha proseguito - che ogni consigliere voti liberamente e con voto segreto il nome che ritiene più giusto scegliendo tra una rosa di candidati. La proposta avanzata è, dunque, quella di rinviare alla Commissione l’atto, che la Commissione faccia un’istruttoria sui candidati e che si ritorni in Consiglio con una rosa di nomi da votare”.

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Chiara La Porta (FdI) si è detta d’accordo sul fatto di tornare in Commissione e fare un’analisi dei nomi e delle relative competenze, “ma non si può certo votare questo pomeriggio”. “Occorre una seduta apposita, dopo aver valutato bene le caratteristiche dei candidati”. La Porta ha ricordato che “abbiamo chiesto a suo tempo di riaprire i termini per la presentazione delle candidature, poiché la procedura è stata aperta e chiusa quando ancora i consiglieri regionali non si erano insediati”.

La presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi a questo punto ha chiesto una sospensione della seduta di Aula e la convocazione della Conferenza dei Capigruppo.

Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi ha fatto presente di non credere che si possa risolvere la questione con una riunione dei capigruppo. “Con le sue affermazioni il presidente Giani – ha osservato - ha di fatto sfiduciato gli uffici consiliari e il segretario generale che ci hanno seguito in tutto l’iter. Per inciso, io sono d’accordo con gli Uffici, ma così si sta mettendo in dubbio la regolarità del procedimento. E per la nomina passata come avete fatto?”. “Avrei trovato molto più dignitoso – ha proseguito Tomasi – che lei avesse detto ‘non troviamo un accordo politico, ritiriamo l’atto’. Così è imbarazzante”.

Matteo Zoppini (FdI) si è detto contrario alla proposta di sospensione e alla convocazione della Conferenza dei capigruppo “perché la procedura seguita dalla commissione Affari istituzionali è corretta, coerente e rispondente alle previsioni di legge”.

Marco Stella (Fi) ha commentato che “il presidente Giani in un colpo solo è riuscito ad avocare a sé tutti i poteri”. “Noi non abbiamo mai messo in discussione l’operato degli uffici, a cui va tutta la nostra solidarietà – ha aggiunto -. A questo punto date i pieni poteri a Giani, noi torniamo in Commissione se la presiede lui”.

Simone Bezzini (Pd) ha espresso una valutazione favorevole alla sospensione e alla convocazione della Conferenza dei capigruppo. “Credo che quanto detto in apertura sia un contributo importante e serio del presidente Giani alla discussione, serve a questo punto un supplemento di riflessione”.

La sospensione della seduta del Consiglio è stata approvata a maggioranza, dopo di che si è riunita la Conferenza dei Capigruppo.

Quando la seduta è ripresa, nel pomeriggio, è intervenuta nuovamente la capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta che, dopo aver espresso solidarietà al presidente della commissione Affari istituzionali Vittorio Salotti e agli Uffici legislativi “di fatto sfiduciati da Giani”, ha chiesto chiarimenti sull’iter che seguirà la Commissione Affari istituzionali sulla scelta del nuovo Garante. “Chiediamo che le regole vengano comunicate prima, per avere il tempo di studiarle e formulare altre proposte – ha detto -. Se si cambiano le regole in corso si rischia di aprire un fronte di illegittimità. Anche per questo si deve ricominciare l’iter da capo”.

Forza Italia ha espresso contrarietà al rinvio in Commissione “alla luce della nebulosità con cui si va ad affrontare il percorso che abbiamo davanti”. Inoltre, è stato ribadito come la scheda di legittimità era stata consegnata insieme agli atti senza alcun rilievo da parte degli Uffici.

Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi ha sottolineato come la questione della nomina del nuovo Garante non sia di carattere tecnico, ma politico. “L’iter è stato corretto – ha affermato - . Oggi, al di là dell’interpretazione di Giani, la pratica poteva essere votata e da domani Stefano Scaramelli avrebbe potuto diventare il Garante dell’infanzia o meno, in caso di bocciatura dell’Aula”. “All’interno della maggioranza si è consumata una battaglia politica disgustosa fino ad arrivare al Consiglio regionale senza una sintesi sul nome di una figura così rilevante – ha aggiunto - .

Crediamo che il responsabile di questo pasticcio sia il presidente Giani. In questi mesi abbiamo provato in tutti i modi ad interrompere questo scempio prima di arrivare in Aula, ma il nostro grido d’allarme non è stato ascoltato. Saremo a fianco dell’associazioni e qualora tutto questo pasticcio assumesse dimensioni ancora più gravi, siamo pronti a fare ricorso al TAR”.