Gallo Nero: la miglior Gran Selezione della RossoRubino WineCup 2026

Redazione Nove da Firenze

FIRENZE- Tutto ebbe inizio ufficialmente il 14 maggio 1924 a Radda in Chianti, quando 33 viticoltori visionari fondarono il primo Consorzio in Italia per difendere l'identità del loro vino. Oggi, avendo appena celebrato i primi cento anni di vita, il Gallo Nero vive una stagione di splendore senza precedenti.

Al vertice di questo "momento d'oro" troviamo la Gran Selezione, la punta di diamante della piramide qualitativa, capace di coniugare il rigore tecnico a una narrazione emozionale profonda. Per decifrare lo stato dell'arte di questa categoria, la quarta edizione della RossoRubino WineCup 2026 ieri sera ha animato alla trattoria Il Pratellino un confronto tecnico che ha saputo svelare l'anima più autentica del Sangiovese contemporaneo.

La Gran Selezione è una promessa di eccellenza basata su regole che esaltano il legame ombelicale tra vitigno e territorio. Non si tratta solo di attendere che il tempo compia il suo corso, ma di perseguire una filosofia produttiva che affonda le radici nel vigneto d’elezione.

Secondo il disciplinare, i requisiti per fregiarsi di questo titolo sono ferrei:

Questa rigidità non è un limite, ma una garanzia di caratteristiche organolettiche superiori e di un potenziale evolutivo che posiziona il Gallo Nero tra i grandi vini da collezione.

Ieri sera all’Osteria Pratellino a Firenze, la quarta edizione del contest ideato da RossoRubino.tv ha celebrato il trionfo della qualità. In un'atmosfera di alto profilo professionale, la commissione — composta da figure di spicco come Milko Chilleri (direttore di RossoRubino.tv), Miriam Massai (FISAR), Michele Nasoni e Adriano Guerri (AIS) — ha affrontato l’analisi di 47 campioni delle annate 2021 e 2022.

L'approccio è stato, come da tradizione, un confronto tecnico trasparente condotto rigorosamente alla cieca. Le sessioni di blind tasting hanno messo a nudo la consistenza, l'integrità e, soprattutto, la tipicità dei vini, premiando quelle etichette capaci di mantenere una trama tannica fitta e una verticalità aromatica ineccepibile.

Il verdetto della RossoRubino WineCup 2026 ha incoronato Villa di Rignana 2021 come vincitore assoluto con lo straordinario punteggio di 99/100. Un vino che incarna la perfezione stilistica del Sangiovese di Greve, capace di unire potenza ed eleganza in un sorso vibrante.

Questo risultato si inserisce in un panorama internazionale che vede il Chianti Classico abbattere ogni record: è notizia recente il punteggio di 100/100 assegnato da Falstaff a IPSUS 2021 di Tenuta Il Caggio, il primo Chianti Classico in assoluto a ricevere il massimo riconoscimento dalla prestigiosa testata austriaca.

"RossoRubino WineCup 2026 premia l’eccellenza del Chianti Classico... confermando l’elevato livello qualitativo raggiunto dalle aziende del territorio. Questi punteggi non sono numeri astratti, ma il riconoscimento di una capacità tecnica che permette di interpretare il terroir con una precisione quasi sartoriale" ha spiegato il direttore di di RossoRubino.tvMilko Chilleri.

La Gran Selezione rivela la sua vera natura a tavola, dove la complessità si trasforma in piacere gastronomico. Il contest ha saputo valorizzare questa versatilità attraverso menzioni speciali:

I vini protagonisti della serata all'Osteria Pratellino dimostrano come la Gran Selezione possa essere tanto un vino da meditazione quanto il compagno perfetto per una cucina toscana d'autore, capace di esaltare ingredienti genuini con la sua spiccata acidità e struttura.

L’introduzione delle Unità Geografiche Aggiuntive rappresenta una rivoluzione copernicana per la denominazione. Poter leggere in etichetta nomi come Greve, Panzano o Radda non è un vezzo per esperti, ma lo strumento per comprendere la diversità pedoclimatica dei 70.000 ettari del Gallo Nero. L’UGA permette di mappare il potenziale evolutivo di ogni singola collina: se il vincitore Villa di Rignana ci parla della sapidità minerale di Greve, altre etichette premiate come Fontodi o Istine ci raccontano la verticalità e il respiro balsamico delle loro specifiche zone. È il passaggio dal concetto di "vino di marca" a quello di "vino di luogo".

I risultati della RossoRubino WineCup 2026 e l'attesa per la Chianti Classico Collection 2026 (prevista il 16 e 17 febbraio alla Stazione Leopolda di Firenze) confermano che la denominazione non è mai stata così vitale.