Europa: in Regione il punto sulla gestione dei fondi Ue

Redazione Nove da Firenze

Firenze – La commissione Politiche europee e relazioni internazionali presieduta da Irene Galletti (Movimento 5 Stelle) ha ascoltato nella seduta di lunedì 16 marzo Elena Calistri e Angelita Luciani responsabili di settore dell’Autorità dei Programmi operativi regionali del Fondo Sociale Europeo e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Audizioni utili per fare il punto sulla gestione dei Fondi europei in Toscana per la programmazione 2021-2027.

“In vista della nuova programmazione europea che inizierà dal 2028 – ha dichiarato la presidente della commissione Irene Galletti – è stato importante fare con l’Autorità di gestione il punto sulle principali sfide che hanno caratterizzato la programmazione 2021-2027. È da questo lavoro che possiamo comprendere quali strumenti hanno funzionato e quali invece devono essere rafforzati nella prossima fase della politica di coesione europea. La spinta che arriva dall’Unione europea verso gli investimenti nelle energie rinnovabili rappresenta per noi uno dei fattori chiave per incidere sui costi di produzione delle imprese e sulle bollette dei cittadini.

In questi anni famiglie e aziende hanno visto crescere in modo sproporzionato il costo dell’energia anche a causa delle tensioni internazionali, e per questo accelerare sulla transizione energetica è una scelta non solo ambientale ma anche economica e sociale. I fondi europei sono stati inoltre uno strumento decisivo per ridurre il divario tra territori e la coesione territoriale è un principio al quale non possiamo rinunciare. Ci auguriamo che questo elemento venga tenuto nella dovuta considerazione anche nelle future negoziazioni europee, soprattutto di fronte alle spinte di alcuni Paesi che vorrebbero accentrare maggiormente la gestione dei fondi a livello statale”.

Elena Calistri e Angelita Luciani hanno portato all’attenzione della commissione Europa la strategia della Regione Toscana nella gestione dei Fondi nella programmazione dal 2021 al 2027. Fondi che per quanto riguarda il FSE+ sono stati pari a 1 miliardo e 83 milioni di euro, con un contributo dell’Unione europea pari a 433 milioni e 452 mila euro (40%), 195 milioni sono arrivati dalla Regione Toscana (18%) e il restante 42% da parte dello Stato.

Elena Calistri ha spiegato che “sono state necessarie due riprogrammazioni”. La prima è stata finalizzata ad aumentare in particolare il sostegno a misure volte a supportare il miglioramento della qualità, dell’inclusività e dell’efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione, come Libri Gratis, e il potenziamento dell’accesso paritario e tempestivo ai sistemi di protezione sociale e ai relativi servizi, in un’ottica di rafforzamento della qualità e della sostenibilità, come Vita indipendente.

Nella seconda riprogrammazione le modifiche sono state introdotte per potenziare le policy già attuate o da attuare per rispondere a fabbisogni principalmente connessi al sostegno alle famiglie con fragilità socioeconomiche, da Libri Gratis alle borse di studio per gli studenti universitari, e alle misure tese a garantire occupazione stabile, nonché nel potenziamento delle misure di conciliazione vita-lavoro come Nidi gratis.

Facendo un bilancio, la dottoressa Calistri ha sottolineato come il FSE+ contribuisca alla realizzazione della Strategia di specializzazione intelligente, sostenendo la ricerca e l’innovazione al fine di favorire la crescita degli ambiti produttivi a forte potenziale di sviluppo, e la strategia regionale per le Aree interne che si rivolge a quelle aree della Toscana distanti dai grandi centri di urbanizzazione, per la realizzazione di progetti territoriali tesi a sviluppare le potenzialità interne a questi territori, così da invertire e migliorare le tendenze demografiche in atto.

Per quello che riguarda i progetti finanziati, ottimo l’esito per gli Istituti tecnici superiori (Its), con l’80% dei ragazzi che li seguono che trovano lavoro entro 12 mesi, e che verrà riproposto e rifinanziato. Il progetto ‘Nidi Gratis’ ha coinvolto poi 14 mila famiglie toscane e quello ‘Vita indipendente’ 2 mila persone. Libri gratis ha riguardato invece 43 mila giovani.

Ad illustrare i contenuti del Programma regionale sull’utilizzo delle risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) è stata Angelita Luciani. La dotazione complessiva per la programmazione 2021-2027 è pari a 1 miliardo e 229 milioni di euro, 491,6 milioni provengono dall’Unione europea, 516,18 milioni dallo Stato e 221,2 milioni dalla Regione. Il Programma, in un dialogo costante con il territorio, promuove opportunità concrete per imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini e rappresenta un volano per una crescita della Toscana.

Con la modifica al Programma, approvata dalla Commissione europea nel 2025, è stata confermata l’adesione alla Piattaforma sulle tecnologie strategiche (STEP), piattaforma istituita per il sostegno alle tecnologie strategiche e rispettive catene di approvvigionamento nei settori digitale, green e biotech, al fine di ridurre le dipendenze dell’Ue in questi settori chiave.

“In questo quadro la crescita intelligente e l’innovazione diventeranno strumenti decisivi non soltanto per le imprese ma anche per la pubblica amministrazione” le parole della presidente della commissione Irene Galletti. “L’adesione alla piattaforma STEP, istituita con il regolamento europeo 2024/795 per sostenere le tecnologie strategiche e le catene di approvvigionamento nei settori digitale, green e biotech, va esattamente nella direzione di rafforzare l’autonomia strategica europea. Ridurre le dipendenze in questi ambiti significa non solo dare maggiore competitività ai nostri sistemi produttivi ma anche costruire una resilienza economica e industriale di cui oggi, alla luce dello scenario internazionale, non possiamo più fare a meno”.

Il Programma si articola in diverse priorità: ricerca, innovazione, digitalizzazione e competitività, investimenti per le tecnologie STEP, transizione ecologica, resilienza e biodiversità, mobilità urbana sostenibile e coesione territoriale e sviluppo locale integrato. A queste si affianca l’assistenza tecnica con lo scopo di sostenere l’esecuzione del programma nelle sue principali fasi di monitoraggio, valutazione, informazione e pubblicità.

Facendo un bilancio fino alla fine del 2025 la dottoressa Luciani ha spiegato che ad oggi “è stato attivato il 71% delle risorse, pari a 873 milioni di euro”. Sono stati poi 98 i milioni di euro allocati per sostenere i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di imprese e organismi di ricerca per sostenere lo sviluppo e la produzione in tecnologie chiave, dal digitale alle biotecnologie.

Nella modifica al Programma è stata rafforzata anche la voce della ‘mobilità urbana sostenibile’ con ulteriori risorse destinate all’acquisto di bus sostenibili e verdi.

Parlando degli attuali bandi, la dottoressa Luciani ha ricordato che “sono aperti quelli su innovazione strategica per la moda, filiera smart, impresa digitale e Vetrina Toscana. Per quanto riguarda le tecnologie STEP sta per essere aperto, il 30 marzo, un bando specifico per le imprese. Per quanto riguarda la transizione ecologica sono previsti bandi per l’efficientamento energetico degli uffici pubblici e degli immobili delle imprese e delle Rsa sia pubbliche che private. Vengono poi finanziate infrastrutture verdi e progetti per la natura e la biodiversità.

Per quanto riguarda la mobilità urbana sostenibile sono oltre 137 i milioni di euro in dotazione, la stragrande maggioranza dedicati alla tramvia di Firenze con l’estensione verso Sesto. Nello sviluppo locale integrato vengono sostenuti i progetti di 13 città toscane, allocando oltre 100 milioni di euro di risorse, con investimenti che riguardano soprattutto la rigenerazione urbana”. L’ultimo capitolo trattato dalla dottoressa Luciani è stato quello della strategia territoriale per le sei aree interne della Regione con l’investimento di circa 100milioni di euro per l’attuazione della legge sulla Toscana diffusa.

Tanti gli interventi dei consiglieri regionali. Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia) ha sottolineato come “la scelta dell’ampliamento della tramvia assorba la maggior parte delle risorse destinate alla mobilità” e poi ha chiesto come il Consiglio regionale possa intervenire nelle scelte della prossima programmazione dei Fondi europei. Un dibattito che, è stato spiegato, avviene quando la Giunta propone il documento di indirizzo all’Assemblea legislativa toscana.

La consigliera del Partito democratico Serena Spinelli ha approfondito soprattutto il tema degli accordi di partenariato tra gli enti “con l’incrocio dell’utilizzo dei Fondi europei e che prevedono una strategia territoriale”. “Molto interessante – ha aggiunto – è la riprogrammazione delle risorse Fesr per l’abitare. Tema estremamente fragile da tanti punti di vista, con una fascia grigia non comparabile con altri Paesi europei. Visto che si parla molto di rigenerazione urbana è fondamentale, utilizzando i fondi incrociati, evitare il rischio di creare nella residenzialità nuovi ghetti”.

Il consigliere di Forza Italia Jacopo Maria Ferri, mettendo al centro del dibattito il tema della Toscana diffusa, ha chiesto “il coinvolgimento più ampio possibile di tutto il territorio e in particolare dei comuni più piccoli”. “Fondamentale – ha aggiunto – è una comunicazione più chiara ed efficace possibile per evitare di perdere occasioni importanti di investimento. Una misura efficace ma da calibrare meglio per non gravare troppo sulle casse dei comuni è quella dei Nidi gratis”.

Mario Puppa del Partito democratico ha sottolineato di essere stato incuriosito “dalla Toscana S3. Strategia che punta su ricerca, innovazione e sviluppo e che credo oggi sia fondamentale per la nuova programmazione che la Regione Toscana dovrà affrontare. Viviamo in un mondo dove le istituzioni non riescono a stare al passo con i mutamenti della tecnologia e per questo è fondamentale capire come utilizzare l’intelligenza artificiale senza esserne travolti”.