Desertificazione bancaria in Toscana, il punto

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 6-10-2026 - La Fisac Cgil Toscana ha partecipato oggi a Firenze alla riunione dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria che si è aperta con la presentazione del rapporto Irpet “La rarefazione dei servizi bancari in Toscana”.

Su 273 comuni toscani, 31 non hanno più alcuno sportello bancario: vi vivono più di 60 mila persone. Altri 58 comuni ne hanno uno soltanto, per una popolazione di oltre 160 mila abitanti. In tutto sono 89 comuni, quasi uno su tre, in cui 220 mila cittadine e cittadini non hanno una banca sotto casa oppure dipendono da un’unica filiale, che basta chiudere per trasformare il comune in un deserto bancario.«Dietro questi numeri c’è una questione di inclusione finanziaria e quindi di possibilità di iniziativa economica e partecipazione alla vita sociale, politica e organizzativa del territorio», dichiara Sabrina Marricchi, segretaria generale della Fisac Cgil Toscana. «Dove resta un solo sportello non esiste più alcuna possibilità di scelta se non spostandosi di chilometri. Una situazione che pesa soprattutto sulle aree interne e montane e su chi ha meno dimestichezza con i servizi digitali».

La Fisac Cgil Toscana richiama inoltre l’attenzione sul risiko bancario in corso, che coinvolge in pieno la nostra regione. «Qualunque sia l’esito della partita, il risultato sarà un’ulteriore concentrazione tra grandi gruppi», prosegue Sabrina Marricchi. «L’esperienza di questi anni ci dice che ogni accorpamento si traduce nel rischio di chiusure di filiali, con ricadute sui territori e sull’occupazione. La Toscana non può permettersi un’altra stagione di tagli».Per questo la Fisac Cgil Toscana ritiene che l’Osservatorio sulla desertificazione bancaria debba diventare cabina di regia permanente (utilizzando gli indici di esposizione alla rarefazione finanziaria proposti da Irpet per attuare impegni concreti sul mantenimento della presenza fisica nei territori, a partire dai comuni oggi serviti da un solo sportello), debba promuovere strumenti innovativi e auspicare un confronto preventivo con le parti sociali su ogni piano di riorganizzazione della rete.

 «Diamo la nostra disponibilità a lavorare insieme per costruire soluzioni adeguate alle diverse realtà territoriali coinvolgendo anche gli istituti bancari che hanno un forte radicamento nelle nostre comunità. Penso in particolare al credito cooperativo, che può rappresentare un interlocutore importante per mantenere servizi di prossimità».

A dirlo Simone Gheri, direttore di Anci Toscana, commentando i dati del Rapporto Irpet, sulla rarefazione dei servizi bancari, presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati. «È un fenomeno che colpisce in modo particolare i piccoli Comuni e le aree interne – aggiunge Gheri -, dove la presenza di un presidio bancario continua ad avere un valore importante per cittadini e imprese».

«Ringraziamo la Regione Toscana, con il presidente Eugenio Giani e l’assessore Leonardo Marras – conclude - per l’attenzione dedicata a questo tema e per il lavoro di monitoraggio e analisi avviato, che può rappresentare una base importante per individuare insieme risposte concrete alle esigenze dei territori».