Crocifisso, il Comune di Signa va avanti, la Regione chiede verifiche

Redazione Nove da Firenze

Signa (Firenze), 11 marzo 2026 – "Sull’area del Crocifisso a Signa non siamo più soltanto davanti a un confronto urbanistico. Siamo davanti a un problema politico e istituzionale. È il quadro che emerge dalle risposte a tre interrogazioni presentate in consiglio comunale e consiglio regionale". Così il Comitato Territorio e Buonsenso del Crocifisso.

"Il Comune di Signa - sottolinea il Comitato - vuol proseguire il percorso di approvazione delle previsioni edificatorie contenute del Piano operativo come se il quadro fosse sostanzialmente definito. Ma dagli atti ufficiali emerge una realtà diversa: la Regione Toscana ha sollevato rilievi, ha chiesto integrazioni e ha ricordato che alcuni passaggi procedurali sono lontani dall’essere conclusi.

Il punto non è una divergenza di opinioni. Il punto è che esistono due risposte ufficiali, protocollate, sulle schede 25-30 del Piano operativo dell’amministrazione, che raccontano la stessa vicenda in modo non coerente. E parliamo di un piano operativo che prevede nella zona del Crocifisso una nuova urbanizzazione su oltre 114 mila metri quadrati di suolo agricolo e verde, con 211.546 metri cubi di edificato, l’impermeabilizzazione di più della metà dell’area interessata e la realizzazione di una nuova arteria stradale che attraversa il Padule, destinata a sostenere un traffico stimato fino a 50mila veicoli al giorno.

La questione nasce da due interrogazioni presentate nelle sedi istituzionali: una in Consiglio comunale a Signa, firmata dai consiglieri di Fratelli di Signa Marco Colzi, Mauro Golini e Luigi Forte; l’altra in Consiglio regionale della Toscana, presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia Claudio Gemelli, Alessandro Capecchi e Marco Guidi. Entrambe chiedevano chiarimenti sulla coerenza delle previsioni urbanistiche dell’area del Crocifisso rispetto al Piano Paesaggistico Regionale, agli obiettivi di tutela ambientale e alla normativa regionale sul governo del territorio.

Alle interrogazioni sono seguite due risposte distinte: quella del Comune, datata 23 febbraio 2026, e quella della Regione, del 21 gennaio 2026. Letti uno accanto all’altro, i due atti sembrano descrivere due percorsi differenti, tanta è la distanza che emerge nei contenuti.

Nella risposta del Comune, si afferma che “al momento non si rilevano gravi criticità” ai fini della conformazione al Piano Paesaggistico Regionale e che il procedimento di controdeduzione alle osservazioni sarebbe in fase di ultimazione.

La Regione Toscana, invece, ha scritto che le schede relative al Crocifisso “necessitano di approfondimenti di natura paesaggistica”, in particolare per il rapporto con aree di pregio come la ZCS-ZPS “Stagni della Piana Fiorentina e Pratese”, chiedendo esplicitamente “opportune integrazioni”. Inoltre, ha precisato che il Comune non ha ancora trasmesso le controdeduzioni agli uffici regionali, passaggio necessario per poter convocare la conferenza paesaggistica prevista dalla legge regionale.

In altre parole: per il Comune la situazione viene rappresentata come ordinaria, per la Regione il percorso richiede sostanziali approfondimenti.

Anche sulla proposta alternativa Terrazza del Padule presentata dal Comitato Territorio e Buonsenso del Crocifisso emerge una divergenza fondamentale. Il Comune dichiara di non conoscere la proposta solo perché non è pervenuta nel periodo delle osservazioni. La Regione, invece, afferma che tale proposta “debba essere valutata” dal Comune in quanto ente competente per la pianificazione.

Criticità emergono anche sulla nuova infrastruttura viaria prevista nell’area del Padule. Da un’altra risposta della Regione Toscana a un’interrogazione del consigliere Gemelli risulta, infatti, che il tracciato è indicato solo come previsione strategica, mentre non esiste ancora alcuna proposta progettuale di fattibilità. Questo significa che si discute della realizzazione di una nuova strada destinata ad attraversare il Padule di Signa e un sito della rete Natura 2000 senza che esista ancora un progetto vero e proprio, né le verifiche ambientali obbligatorie previste dalla normativa europea e nazionale. In particolare, la Regione ricorda che ogni intervento che possa incidere su un sito Natura 2000 deve essere sottoposto a valutazione di incidenza ambientale, procedura che a oggi non è stata avviata proprio perché non è stato presentato alcun progetto.

Questi non sono dettagli tecnici. Sono passaggi che riguardano il rispetto delle procedure e delle indicazioni dell’ente sovraordinato".

“Il Comune di Signa rappresenta come lineare un percorso che, secondo la Regione stessa, richiede integrazioni, approfondimenti e verifiche – sottolinea ancora il Comitato Territorio e Buonsenso del Crocifisso –. Ma il rispetto delle indicazioni regionali e delle procedure previste dalla legge regionale 65/2014 non è facoltativo: il Comune dovrebbe conformarsi alle regole stabilite dalla Regione. Su una trasformazione urbanistica di questa portata è indispensabile che ogni passaggio avvenga nel pieno rispetto della normativa e sotto la verifica degli enti competenti”.

Se la Regione ritiene necessari approfondimenti paesaggistici e verifiche sostanziali, è evidente che il progetto non può essere considerato né politicamente, né tecnicamente consolidato. Proseguire come se nulla fosse significa ignorare non solo la forte preoccupazione espressa da una parte significativa dei cittadini, ma anche i rilievi ufficiali regionali.

Il Comitato chiede, quindi, che le previsioni edificatorie sull’area del Crocifisso vengano stralciate e riconsiderate, riaprendo un confronto reale sul futuro dell’area. Non si tratta soltanto di completare un iter procedurale, ma di rimettere in discussione un progetto che molti cittadini considerano dannoso per l’equilibrio ambientale e paesaggistico del territorio e che la stessa Regione non ha ritenuto pienamente conforme.

“Il governo del territorio non può essere una corsa ad arrivare prima delle verifiche – conclude il Comitato -. Deve essere un percorso trasparente, condiviso e coerente con le regole regionali. Se queste regole impongono integrazioni e controlli, il Comune ha il dovere di fermarsi. Solo così si può parlare di rispetto istituzionale e di tutela effettiva del territorio”.

Possibile consultare tutta la documentazione sul sito del Comitato: https://ilcrocifissosigna.wordpress.com/2026/03/11/crocifisso-il-comune-di-signa-tira-dritto-ma-la-regione-chiede-verifiche/