Conti in sanità: l'atto d'accusa di Fratelli d'Italia
State pagando l'Irpef più alta d'Italia nella convinzione di acquistare un diritto: quello a una sanità d'eccellenza. Ma la realtà scovata tra le pieghe dei bilanci racconta una storia diversa. Quel prelievo forzoso sulle buste paga dei toscani non sta comprando nuovi posti letto o riducendo le attese; sta semplicemente fungendo da tappo per una nave che imbarca acqua da ogni lato. Il patto tra istituzioni e cittadini è stato stracciato da una gestione che non fa tornare i conti, trasformando il "modello Toscana" in un caso studio di inefficienza finanziaria. Nonostante l'afflusso record di risorse, la voragine si allarga, e oggi siamo qui a chiederci: dove finiscono realmente i vostri soldi?
I dati della Ragioneria Generale dello Stato non lasciano spazio a interpretazioni burocratiche: la Toscana ha conquistato il triste primato nazionale del disavanzo sanitario. Con un deficit di 244,4 milioni di euro su un totale nazionale di 2,57 miliardi, la nostra regione incide per quasi il 10% sull'intero buco italiano. È un tracollo verticale. Siamo passati dai 72,5 milioni di deficit del 2022 a cifre che l'opposizione definisce senza mezzi termini "mostruose". Ma c'è un dettaglio politico ancora più inquietante: l'aumento dell'Irpef di due anni fa non è stata una scelta di programmazione, ma una mossa disperata per evitare il commissariamento della sanità regionale. Un rischio che, stando ai numeri attuali, non è affatto scongiurato.
Chiara La Porta (FdI) ha inchiodato la Giunta alle proprie responsabilità: "La Toscana è maglia nera nella gestione della spesa sanitaria, confermando il triste primato dell'anno scorso. In due anni il disavanzo è aumentato di quasi 172 milioni di euro, passando dai 72,5 milioni del 2022 alla cifra mostruosa del 2024."Il mistero della "vasca bucata": dove sono i miliardi?La domanda che ogni contribuente dovrebbe porre al Presidente Giani è semplice: se i rubinetti sono aperti al massimo, perché la vasca rimane vuota? Analizzando le entrate straordinarie dell'ultimo periodo, il volume di denaro iniettato nel sistema è impressionante, eppure i conti continuano a mostrare falle strutturali.
Ecco il bilancio delle risorse immesse:
- +200 milioni di euro annui derivanti dall'aumento dell'aliquota Irpef deciso dalla Regione.
- +170 milioni di euro dal Fondo Sanitario Nazionale (stanziati dal Governo Meloni).
- +172 milioni di euro di risorse proprie stanziate direttamente dalla Regione nell'ultimo bilancio.
Nonostante questa pioggia di denaro, mancano ancora all'appello 100 milioni di euro nei conti delle sole Asl. Se sono stati versati centinaia di milioni per "riequilibrare", e il deficit invece di ridursi esplode, è evidente che esiste uno scarico aperto che nessuno vuole (o sa) chiudere. La metafora della "vasca con tante falle" citata nelle fonti diventa una certezza contabile: le risorse dei toscani vengono disperse in una gestione fuori controllo.
I consiglieri della Commissione Sanità Tucci, Tomasi, Petrucci e Cellai denunciano che la notizia del nuovo "buco" milionario non è stata comunicata nelle sedi istituzionali preposte, ma è dovuta trapelare sulla stampa per diventare di dominio pubblico.I l dito è puntato in particolare contro l'Assessore Monni. Durante la sua audizione in Commissione Sanità — definita dai consiglieri come la "prima e ultima" occasione di confronto — non è stata fatta alcuna menzione del dissesto dei conti delle Asl. Questo deficit di trasparenza suggerisce una volontà precisa di nascondere la polvere sotto il tappeto finché possibile. Il grido di battaglia dell'opposizione è chiaro: "Se lui non vuole vedere la sanità in modo ragionieristico, noi siamo stufi di vederla amministrata ‘alla Giani’ perché si dimentica che i soldi con cui sta facendo i conti non sono suoi, ma dei toscani!".
Il paradosso è brutale: se le risorse dell'Irpef, nate per garantire la salute, vengono utilizzate esclusivamente per coprire buchi di bilancio pregressi e inefficienze gestionali, non rimane un solo euro per assumere medici o finanziare esami diagnostici. Il cittadino toscano è vittima di una doppia beffa: paga tasse da record ma riceve servizi in costante peggioramento. I 100 milioni che mancano all'appello nelle Asl sono infermieri mai assunti e macchinari mai acquistati.
La sanità toscana non è più un modello, ma un'emergenza contabile e sociale. Un deficit che cresce di 172 milioni in due anni nonostante tasse e fondi nazionali ai massimi storici obbliga la Giunta Giani a chiarire se l'aumento dell'Irpef sia stato davvero vincolato alla sanità.