AVS Ecolò chiede una rimodulazione progressiva dell'Addizionale IRPEF
“L’addizionale IRPEF è una risorsa importante, non vincolata a una specifica destinazione di spesa, che contribuisce a finanziare i servizi pubblici locali. Firenze, dal 2012, ha scelto una strada che ha reso l’addizionale fiorentina la più bassa tra i capoluoghi di Regione: esenzione totale fino a 25.000 euro annui e aliquota allo 0,2% “piatta” per i redditi superiori -dichiarazioni dei consiglieri di AVS Ecolò Vincenzo Pizzolo, Caterina Arciprete e Giovanni Graziani- Tuttavia, alla luce delle recenti riforme fiscali nazionali, questo impianto rischia oggi di non garantire più adeguatamente la progressività complessiva del sistema, richiamata anche dalla nostra Costituzione.
Proprio per tenere insieme due obiettivi fondamentali – salvaguardare i servizi e garantire equità fiscale – nel nostro ordine del giorno abbiamo chiesto di incaricare gli uffici competenti di redigere, entro il primo semestre del 2026, uno studio e delle simulazioni per valutare l’ipotesi di una rimodulazione dell’addizionale IRPEF in senso progressivo, alleggerendo il carico sui redditi più bassi e aumentando – nei limiti di legge – quello sui redditi più alti. “Di fronte a un sistema fiscale nazionale sempre meno progressivo il livello comunale può e deve fare la sua parte per difendere il principio costituzionale di equità, tutelare i redditi medio-bassi e garantire al tempo stesso la sostenibilità dei servizi pubblici locali”.
“Abbiamo votato convintamente contro l’ordine del giorno presentato da AVS sulla rimodulazione dell’addizionale comunale IRPEF, perché dietro la parola studio si nasconde in realtà un’unica prospettiva possibile: aumentare le tasse ai cittadini fiorentini" dichiarano Francesco Grazzini e Francesco Casini, consiglieri comunali di Italia Viva – Casa Riformista “Dal 2011 Firenze applica l’addizionale comunale IRPEF allo 0,2%, il livello minimo consentito dalla legge, una scelta politica chiara introdotta dall’allora sindaco Matteo Renzi e che continuiamo a rivendicare. Più in basso non si può andare: parlare oggi di ‘rimodulazione’ significa inevitabilmente ipotizzare un aumento.”
“Questo avviene in una fase in cui ai cittadini vengono già richiesti molti sacrifici: aumentano i costi della vita, cresce la Tari, pesano le scelte del Governo nazionale su accise e nuove imposte, e la città affronta disagi quotidiani legati ai cantieri. In questo contesto riteniamo sbagliato anche solo aprire una discussione che va nella direzione di nuove tasse.” “Solo poche settimane fa il Consiglio comunale ha approvato un bilancio solido, capace di garantire servizi e investimenti. Non esiste quindi alcuna ragione economica che giustifichi una proposta di questo tipo. Se non c’è una necessità finanziaria, resta soltanto una motivazione ideologica, che non condividiamo.”
“Se davvero si vogliono fare degli studi, si facciano per ridurre il peso fiscale complessivo sui fiorentini, a partire dalla Tari o da altre voci che incidono sulle famiglie e sulle imprese, non per mettere in discussione l’unica tassa comunale mantenuta al minimo.”“Italia Viva continuerà a opporsi, in Comune come in Regione, a qualsiasi ipotesi di aumento dell’IRPEF. In una città con i conti in ordine, la priorità deve essere difendere il potere d’acquisto dei cittadini, non colpirlo.”