Autonomia Differenziata, preoccupazione in Toscana

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 22-10-2026 - La Via Maestra della Toscana, che ha dato vita nel 2024 al comitato regionale contro l’Autonomia Differenziata, "esprime forte preoccupazione per la decisione assunta il 13 ottobre dal Consiglio dei Ministri di approvare le intese definitive sull’autonomia differenziata con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, avviando l’iter parlamentare per l’attribuzione di ulteriori competenze alle quattro regioni.

Il Governo prosegue così nell’attuazione della legge Calderoli, forzando i paletti posti dalla sentenza n. 192 del 2024, con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime alcune sue disposizioni e ha fissato precisi limiti al trasferimento di funzioni dallo Stato alle Regioni, a tutela dell’unità della Repubblica, della solidarietà e dell’uguaglianza dei diritti.

Particolarmente preoccupanti sono le disposizioni riguardanti la sanità, che consentirebbero alle Regioni interessate maggiori margini di autonomia nell’impiego delle risorse, nella remunerazione delle prestazioni e nella gestione del personale sanitario. In un Paese già attraversato da profonde disuguaglianze territoriali, queste differenziazioni rischiano di accentuare ulteriormente i divari nell’effettivo godimento del diritto alla salute.

I presidenti delle Regioni Puglia e Campania, Antonio Decaro e Roberto Fico, hanno già manifestato la volontà di contrastare questo percorso anche attraverso il ricorso alla Corte costituzionale.

Anche la Toscana ha assunto in passato una posizione contraria all’autonomia differenziata: nel 2024 ha impugnato la legge Calderoli davanti alla Corte Costituzionale e, ancora il 2 aprile 2026, ha espresso parere negativo sulle pre-intese nella Conferenza unificata. Rivolgiamo pertanto un appello pubblico al presidente Eugenio Giani affinché dia continuità a queste scelte, esprima una ferma opposizione alle nuove intese e dichiari la disponibilità della Toscana ad affiancare Puglia e Campania nelle iniziative istituzionali e giudiziarie per contrastarne l’attuazione, compresa l’eventuale impugnazione delle leggi che saranno approvate dal Parlamento.

Non si tratta di contrapporre una regione a un’altra, né il Nord al Sud, ma di difendere il principio costituzionale secondo cui la Repubblica è una e indivisibile e deve garantire a tutte le cit-tadine e a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono, l’effettivo esercizio dei medesimi diritti fondamentali".

Lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani firmata da La Via Maestra Toscana (di cui fanno parte Coordinamento per la Democrazia Costituzionale Toscana, CGIL Toscana, Legambiente Toscana, ARCI Toscana, ACLI, comitati provinciali ANPI della Toscana, Libera Toscana).