Anche oggi incendio sotto il Ponte all’Indiano

Redazione Nove da Firenze

Colonne di fumo nero si levano dall'area dell'Isolotto. E' la cronaca di oggi di un'area diventata la "Terra dei Fuochi" fiorentina, tra il Poderaccio e il Viadotto dell'Indiano.

E' ormai una zona di impunità. La cadenza degli incendi dolosi è diventata quasi mensile, ma il dato che inquieta maggiormente è la frequenza ravvicinata degli ultimi episodi: un rogo è divampato proprio oggi, nello stesso identico punto colpito appena giovedì scorso. Questa ripetitività nello spazio e nel tempo è il sintomo di un territorio fuori controllo, una cicatrice urbana che stride violentemente con l’identità residenziale dell’Isolotto.

Il decantato "superamento" del campo Rom del Poderaccio si è rivelato un fallimento amministrativo che oggi presenta il conto. La chiusura formale ha generato una discarica a cielo aperto la cui bonifica costerà alle casse comunali 1,5 milioni di euro. La denuncia dei consiglieri di Fratelli d’Italia è un atto d’accusa durissimo: “L'area tra il Poderaccio e il Viadotto dell'Indiano è fuori controllo; da quando è stato 'superato' il campo Rom del Poderaccio, non solo sono rimasti i rifiuti... ma vere e proprie baraccopoli, abitate anche da minori.”

Mentre gli uffici tecnici sfornano rendering patinati del futuro "Parco Florentia", la realtà quotidiana racconta la desolazione di quello che i consiglieri FdI hanno ribattezzato "Parco Sarajevo". Il contrasto tra la propaganda delle visioni urbanistiche d'avanguardia e le macerie fumanti delle baraccopoli abitate da minori è la prova plastica dell'immobilismo di Palazzo Vecchio. Non si può parlare di riqualificazione quando la legalità è sospesa e la dignità umana viene calpestata tra cumuli di masserizie e fumi nocivi, in una zona dove l'autorità sembra aver definitivamente abdicato.

Il degrado del Poderaccio non è una fatalità meteorologica, ma il prodotto di 15 anni di gestione fallimentare. L'eurodeputato FdI Francesco Torselli denuncia questa situazione dal 2010, anno della sua prima visita nell'area, evidenziando un copione che le amministrazioni PD ripetono identico da tre lustri: "Sappiamo che il problema esiste, ma stiamo già intervenendo e abbiamo pronta la soluzione".

Può un’amministrazione dirsi civile se progetta parchi avveniristici sulla carta lasciando che i propri cittadini respirino i fumi di una "Terra dei Fuochi" locale?