Al Via del Mare il Lecce si salva con il cuore
La 33ª giornata di Serie A ha messo in scena al Via del Mare un confronto che profuma orgoglio. Davanti a una cornice di pubblico di 26.366 spettatori Lecce e Fiorentina si sono divise la posta in palio in un 1-1. In un’atmosfera di tensione, la sfida poteva rappresentare un crocevia fondamentale per entrambe le formazioni, impegnate a tenere a debita distanza le fiamme della "zona calda". Questo punto, sudato e sofferto, quasi alla fine del campionato, non sposta però l'ago della bilancia verso la permanenza nel massimo campionato.
La gara della Fiorentina si è aperta con una nota stonata: l'uscita anticipata di Gosens, costretto ad abbandonare il rettangolo verde già all'11' per fare posto a Balbo. Nonostante il cambio forzato e un brivido al 18' — quando Fagioli è stato prodigioso nel respingere sulla linea di porta un'incornata a botta sicura di Walid Cheddira — i viola hanno trovato la forza per sbloccare il match. Al minuto 30, la squadra di Vanoli ha ricamato un'azione corale di pulizia tecnica: Fagioli ha indirizzato verticalmente per Roberto Piccoli, il cui scarico per Mandragora ha permesso a quest'ultimo di trovare l'imbucata per Jack Harrison.
L'attaccante inglese ha finalizzato la manovra con un gesto tecnico di categoria, controllando la sfera e sprigionando una traiettoria arcuata che non ha lasciato scampo a Falcone. Il vantaggio gigliato nasce da un "mancino" che trafigge l'estremo difensore salentino, nobilitando una manovra d'attacco costruita con ritmi e tempi d'inserimento.
Il secondo tempo ha visto il Lecce alzare il baricentro, producendo uno sforzo offensivo costante. Al 54', la retroguardia viola ha vacillato su una serie di batti e ribatti in area, risolti dalla prontezza di Marin Pongracic, capace di trovarsi "nel posto giusto al momento giusto" per sventare la minaccia. Tuttavia, il momento più alto della resistenza fiorentina è arrivato al 70': Lameck Banda si è reso protagonista di una iniziativa personale, convergendo dalla sinistra e scagliando un fendente a giro sotto l'incrocio. È qui che David De Gea ha sfoderato un riflesso felino, mettendo una "pezza" su una palla che pareva già in rete.
Ma sull'angolo immediatamente successivo al suo miracolo plastico, la difesa viola è capitolata. Al 71', la spinta del Via del Mare ha trovato il suo sfogo. Dalla bandierina è scaturito il cross per l'inserimento di Tiago Gabriel, che con uno stacco ha anticipato l'intera linea difensiva viola firmando l'1-1. Il pareggio premia per la gestione tattica di Eusebio Di Francesco, che al 56' ha rimescolato le carte inserendo forze fresche come Banda, Gandelman e Stulic.
Questi innesti hanno conferito al Lecce l'elettricità per ribaltare l'inerzia del match e costringere la Fiorentina sulla difensiva, nonostante un ultimo sussulto viola con Ndour che, di testa, ha sfiorato il palo al 73'.
L'agonismo e l'importanza della posta in palio sono stati certificati dal bollettino disciplinare dell'arbitro Fabio Maresca. In una gara dai ritmi serrati e dai contatti frequenti, sono stati 6 i cartellini gialli estratti: per il Lecce sono finiti sul taccuino Pierotti e l'autore del gol Tiago Gabriel, mentre la Fiorentina ha visto ammoniti lo stesso De Gea, Pongracic, Fazzini e Solomon. Queste sanzioni raccontano la storia di un finale di partita vissuto sul filo del rasoio.
Al triplice fischio, la Fiorentina sale a quota 36 punti in classifica. Se da un lato resta l'amaro in bocca per non aver capitalizzato il vantaggio, dall'altro la squadra di Vanoli può guardare con moderata soddisfazione a un punto che mantiene invariata la distanza di sicurezza dalle zone pericolose. Per il Lecce, il pareggio è un'iniezione di fiducia vitale, la dimostrazione di poter lottare alla pari contro compagini tecnicamente dotate.