Aggredite due dottoresse al presidio sanitario di via D'Annunzio

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 10 luglio 2026 – “Due colleghe sono state minacciate e insultate mentre lavoravano nel presidio di continuità assistenziale di via Gabriele D’Annunzio a Firenze. Chi svolge un servizio sanitario, soprattutto nelle ore notturne e in contesti di particolare delicatezza, deve poter lavorare in condizioni di sicurezza e serenità” A dirlo il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Firenze, Pietro Dattolo, esprimendo “piena solidarietà alle due dottoresse coinvolte nell’episodio verificatosi nella notte tra il 5 e il 6 luglio”“Secondo quanto ricostruito dalle colleghe – spiega Dattolo - due uomini si sono presentati nella struttura.

Non volendosi registrare al numero unico 116117, come previsto dalla procedura aziendale, hanno assunto un comportamento progressivamente aggressivo e intimidatorio nei loro confronti, rendendo necessario l’intervento della polizia municipale. Le colleghe, che fortunatamente non sono rimaste ferite, hanno comunque vissuto momenti di forte tensione e preoccupazione per la propria incolumità. Una di loro ha dovuto prolungare il proprio turno per l’impossibilità di uscire in sicurezza dalla struttura”.“Le aggressioni ai danni del personale sanitario – sottolinea il presidente dell’Ordine - rappresentano un fenomeno che richiede un impegno costante sul piano della prevenzione, della tutela degli operatori e dell’applicazione delle norme previste a difesa di chi esercita una funzione pubblica essenziale.

Dobbiamo uscire dalla logica della contrapposizione: il medico non è un avversario del paziente, bensì un professionista che lavora per la tutela della sua salute”.“Ogni aggressione – conclude Dattolo – colpisce non solo il singolo professionista, ma l’intero sistema sanitario e il rapporto di fiducia tra cittadini e operatori della salute. Ancora più odiosi sono gli atteggiamenti intimidatori e violenti verso le donne che lavorano nella sanità, perché alla rottura del rapporto tra medico e paziente si unisce una chiara discriminazione di genere”.

"Questo episodio rappresenta un grave episodio di inciviltà: le persone sono trattate come applicazioni che devono funzionare sulla base delle proprie richieste - dichiara Nicola Armentano, consigliere della Città Metropolitana di Firenze delegato alla Sanità - Essendo la sanità un pilastro essenziale del vivere comune, fatti come quello accaduto alle due dottoresse, alle quali esprimo vicinanza e solidarietà sono un vulnus anche alla serenità essenziale per un lavoro delicato come quello che si prende cura della salute".

La Consulta delle Professioni Socio Sanitarie della Città Metropolitana di Firenze ha attenzionato più volte questo problema: "Siamo disponibili a dare il nostro contributo nei tavoli preposti ad affrontare questo problema. In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari del 12 marzo scorso,abbiamo preso in esame diverse strategie che vanno dalle azioni di informazione e comunicazione, rivolte alla cittadinanza, a quelle di formazione e informazione rivolte agli operatori sanitari e sociosanitari, fino alle misure infrastrutturali e tecnologiche, quali: installazione di nuove e ulteriori telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso sia all'interno sia all'esterno degli edifici, installazione di pulsanti di allarme o emergenza, collegati a control room, installazione di dispositivi di controllo degli accessi a edifici e locali con badge e infine acquisto e sperimentazione di dispositivi di emergenza indossabili con possibilità di chiamata di emergenza con localizzazione Gps".

A partire dai numeri forniti nella Relazione annuale dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie 2025, pubblicata il 12 marzo sul sito del Ministero della salute, è stata fatta una riflessione sul fenomeno, che è purtroppo in aumento, e sulle azioni messe in campo per arginarlo. In Toscana risultano 2.172 segnalazioni nel 2025, tutte nel settore pubblico, per un totale di 2.200 operatori coinvolti, di cui il 73% sono donne, e 582 aggressioni fisiche. L'ambiente più esposto risulta essere quello del Pronto Soccorso