Diritto allo studio e didattica: contributi per 30 miliardi
FIRENZE- Un pacchetto di interventi per il diritto allo studio, per un importo complessivo di quasi 30 miliardi, è stato varato dalla giunta regionale su proposta dell’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Paolo Benesperi per sostenere gli sforzi delle famiglie degli alunni che frequentano le scuole toscane, dalla materna alle superiori, per l’anno scolastico 2000-2001. La Regione ha ripartito le risorse fra le Province che, sulla base del numero degli iscritti, hanno provveduto all’assegnazione ai Comuni i quali hanno il compito di erogarli alle famiglie.
La novità principale, per l’anno scolastico che sta per cominciare, è rappresentata dalle borse di studio per gli alunni delle elementari, delle medie e delle superiori: si tratta di contributi per un totale di oltre 7 miliardi che la Regione ha ripartito fra le Province le quali hanno provveduto a destinarli ai Comuni.
Obiettivo di questo incentivo, riservato alle famiglie con situazione economica non superiore ai 50 milioni di reddito annuo, ridurre al minimo le dispersioni e gli abbandoni scolastici per ragioni economiche, prima del raggiungimento dell’obbligo. A questi si accompagnano poi altri interventi più tradizionali. Come gli assegni di studio a favore degli studenti che frequentano il biennio delle superiori (nello scorso anno scolastico in Toscana erano circa 60 mila), per un totale di 2 miliardi e 150 milioni.
Ma non è tutto.
Rientrano in questi interventi anche i 3 miliardi e 200 milioni stanziati a favore delle scuole dell’infanzia paritarie e i 2 miliardi e 150 milioni per le scuole dell’infanzia di enti locali e territoriali. Si tratta di contributi che le Province erogano ai Comuni che stipulano convenzioni con scuole materne paritarie e non statali per ampliare l’offerta di posti disponibili.
Già liquidati alle Province anche i fondi stanziati per le tradizionali attività come trasporti e mense (in tutto 2 miliardi e 150 milioni) cui si accompagnano i 7 miliardi e 200 milioni destinati alle iniziative dei piani integrati di area.
I piani integrati di area sono lo strumento che la Regione ha individuato, fin dal 1994, per la programmazione degli interventi a livello locale. E’ uno strumento innovativo, che punta a incidere sull’attività didattica e non più solo sui tradizionali interventi sulle strutture. Caratteristica principale, la progettazione di area, appunto, che coinvolge comuni ed enti locali su progetti mirati per le esigenze di quel territorio. Fra le iniziative, si possono citare quelle per l’educazione alla multiculturalità, laboratori teatrali, di lingue, di informatica.
Questi progetti hanno già dato buoni risultati e la Regione, per questo, ha deciso con il piano di indirizzo 2001-2002 di continuare a finanziarli in maniera consistente.
L’ultimo provvedimento del nutrito pacchetto è il via libera ai finanziamenti per la fornitura gratuita, totale o parziale, dei libri di testo agli alunni che frequentano la scuola dell’obbligo: 1 miliardo e 662 milioni per le superiori (dal secondo al quinto anno) e 4 miliardi e 378 milioni per le medie e il primo anno delle superiori Anche in questo caso saranno le Province, alle quali la Regione li ha ripartiti, a destinare le somme ai Comuni che provvederanno ad emanare i bandi e a stilare le graduatorie per l’assegnazione alle famiglie.