Due piani per lo sviluppo rurale del grossetano

Redazione Nove da Firenze

FIRENZE- Il sostegno al sistema produttivo agroalimentare, il miglioramento dell’ambiente rurale, lo sviluppo integrato del territorio. In sintesi sono queste le direttrici che caratterizzano i due piani di sviluppo rurale che, il primo relativo alla Provincia di Grosseto, il secondo mirato specificamente sui territori della Comunità montana dell’Amiata grossetana, sono stati approvati dalla giunta regionale su proposta dell’assessore all’agricoltura, Tito Barbini. Con questi documenti si definiscono le strategie, le priorità, i finanziamenti da qui fino al 2006, in piena coerenza con gli obiettivi già fissati dal Piano regionale di sviluppo rurale per un’agricoltura pulita, di qualità, capace di innescare un circolo virtuoso con altre opportunità di reddito e occupazione, quali l’agriturismo e l’artigianato.

La provincia di Grosseto, ricordiamo, conta sulla più estesa superficie agraria in Toscana (373 mila ettari, il 21 per cento di quella regionale) e contribuisce per il 18 per cento alla produzione vendibile regionale. E’ su questa realtà di assoluto che interviene il Piano provinciale, con strategie e obiettivi definiti in connessione con il progetto di Distretto rurale e con le risorse attivabili con altri strumenti, come il Leader Plus e i patti territoriali.
Le previsioni finanziarie prevedono una spesa pubblica per il finanziamento del piano di circa 114 milioni di euro (quasi 228 miliardi di lire), per quanto riguarda la Provincia di Grosseto, a cui vanno aggiunti 11 milioni e 218 mila euro (approssimativamente 22 miliardi e 435 milioni) per la Comunità montana amiatina, che comprende i comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Cinigiano, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano, Semproniano.