Via Gioberti, cuori su Facebook per la pedonalizzazione anni '30

Alla vista dell'immagine d'epoca è stato difficile trattenere l'entusiasmo


Ad ogni chiusura di un esercizio commerciale storico scattano lacrime e indignazione, ma quali sono i rimedi concreti per favorire il commercio di vicinato?
Immancabile sui Social l'intervento di chi riporta tutti alla realtà "Ma se non ci andavi mai...". Solo una questione economica di prezzi di mercato ed offerta concorrenziale oppure la cultura dello shopping ha abdicato alle vendite online?
E se mancasse la suggestione di un Centro commerciale naturale non solo nel nome ma anche nella sua fruibilità urbanistica alla maniera degli outlet visitati ogni giorno da migliaia di turisti in attesa delle navette dedicate?

L'esempio di un rinnovato entusiasmo per la via dello shopping arriva da Vecchia Firenze Mia, la pagina curata da Gianni Greco.
La strada simbolo della Firenze "bottegaia" e non a caso detta "delle 100 Botteghe" appare su Facebook fotografata negli anni '30 e riscuote immediato successo.
Tra ricordi del passato e sogni vintage il successo delle pietre parrebbe assicurato per una strada totalmente riservata ai pedoni.

Via Gioberti, tra l'allora periferica via Aretina - piazza Alberti e la centrale Porta alla Croce - piazza Beccaria è stata al centro di una lunga discussione circa l'opportunità di pedonalizzare in tutto o in parte il percorso espositivo che negli ultimi anni ha riscosso grande successo in occasione della chiusura straordinaria durante le festività.

Come spesso accade a Firenze, il tavolo tra amministratori residenti e commercianti non ha portato ad una decisione facile ed immediatamente praticabile. Questo nonostante la presenza di ben due Parcheggi su entrambi i versanti della strada che avrebbero servito l'area. 

Nell'estate 2016 è stato diramato il progetto definitivo della riqualificazione approvato dalla giunta comunale, su proposta dell’assessore Stefano Giorgetti.
Un investimento di 800.000 euro e "lavori entro fine anno".
Un progetto che riguarderebbe l'asse Beccaria - Villari ed un lotto ulteriore per piazza Alberti che manterrebbe la circolazione limitata a 30 chilometri all’ora con posti carico-scarico posti auto moto e bici e stazioni interrate di raccolta dei rifiuti. La speranza c'è sempre.

Forse il futuro del commercio di vicinato non è basato solo su sgravi fiscali ed incentivi, ma anche sulla suggestione e magari passa attraverso una visione urbanistica adeguata ad ospitare i potenziali clienti, offrendo loro spazi disegnati per essere vissuti e non solo attraversati. 

Antonio Lenoci