Rubrica — Mostre

Tornano gli appuntamenti culturali delle Notti dell'archeologia

Sino al 2 agosto promosse dalla Regione Toscana su tutto il territorio. Il Museo Archeologico di Montelupo riapre le porte ai visitatori. Legionari romani alla Badia di Vaiano


Sino al al agosto, si rinnova l’appuntamento con le Notti dell’Archeologia, iniziativa promossa dalla Regione Toscana. Questa edizione, a venti anni dalla prima, ha un valore tutto speciale, segnato dalle difficoltà determinate dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Con le Notti dell’Archeologia quest’anno, quindi, più che mai, l’intento della Regione è quello di promuovere il nostro passato più antico, ma anche dare un segnale positivo di ripresa della vita culturale, dell’educazione e dell’intrattenimento, del turismo, nel segno di una Toscana sempre più terra accessibile, vivibile, originale, sicura. Per facilitare il lavoro di tutti, è stato scelto di non proporre nessun tema vincolante, diversamente dal passato.

Le iniziative empolesi, data la situazione, saranno tutte on line, tre brevi incontri, accessibili attraverso i canali social dei musei cittadini, agli indirizzi Instragam @Empolimusei e sul canale youtube. «Empoli, cogliendo il valore della proposta dell’assessore Monica Barni e della Regione Toscana, coinvolgendo la Soprintendenza competente sul territorio e quindi la dottoressa Ursula Wierer, e l’Associazione Archeologica Volontariato Medio Valdarno, ha elaborato un piccolo programma teso a valorizzare sia le novità emerse durante le indagini di archeologia preventiva sul territorio sia gli studi su Empoli in epoca romana e in particolare sul vetro».

Riapre al pubblico anche il Museo Archeologico di Montelupo, situato in via Santa Lucia, ai margini del Parco dell’Ambrogiana. Il Museo, attualmente gestito dalla cooperativa Ichnos, è stato inaugurato nel 2007 nell’ex complesso di San Quirico e Santa Lucia, il Museo Archeologico è uno dei più importanti del suo genere a livello nazionale, per la quantità di reperti e per la diversificazione nel tipo di ricerca. Il centro espositivo, per la sua storia, ha una fisionomia peculiare che lo distingue da gran parte dei musei civici della Toscana e di altre regioni italiane, in ordine alla spiccata estensione geografica e all’importante cronologia di riferimento. In esso, infatti, sono esposti resti provenienti da oltre 160 stazioni preistoriche, i reperti protostorici degli insediamenti capannicoli del Valdarno, le prime tracce del popolamento e dei centri etruschi d’altura, la colonizzazione romana e le conseguenti radicali trasformazioni impresse al territorio, la lunga transizione al Medioevo e la nascita dei nuovi insediamenti che supportarono il miracolo della Firenze rinascimentale. I visitatori possono quindi tornare a scoprire tracce della storia del territorio. Il museo sarà visitabile solo su prenotazione. Le visite saranno solo su prenotazione (telefonica al numero 329/9509814 o via mail all’indirizzo mail didattica@coop-ichnos.com); i gruppi saranno accompagnati da operatori della Ichnos e dovranno essere composti da un massimo di 15 persone. Il costo di ogni visita guidata pari a € 50,00. Inoltre nei prossimi mesi sono programmate alcune attività speciali, legate alle NOTTI DELL’ARCHEOLOGIA:

  • Venerdì 24 luglio - ore 21,30: conferenza sul Villa del Vergigno Archaeological Project nel giardino del Museo Archeologico;
  • Sabato 25 luglio e domenica 26 luglio - ore 18,00: visita guidata alla villa romana del Vergigno.

Cosa lega due soldati romani alla Badia di Vaiano? E' possibile scoprirlo nel cucinone dei monaci del Museo della Badia di Vaiano – Casa della Memoria di Agnolo Firenzuola, dove sono esposti per la prima volta due manichini a grandezza naturale, abbigliati con l'armatura e le armi dei legionari romani. Opera di archeologia sperimentale del collezionista Renzo Brachi, rappresentano un legionario della fanteria pesante e un cavaliere numida della cavalleria ausiliaria. L’iniziativa, che prende il titolo di “Legionari romani alla Badia di Vaiano” rientra nel cartellone di eventi delle Notti dell'Archeologia. L'esposizione aprirà sabato 4 luglio (ore 21) alla presenza di Ilaria Bugetti, consigliere regionale della Toscana, Primo Bosi sindaco di Vaiano, Adriano Rigoli presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria e coordinatore del Museo della badia di Vaiano e Marco Capaccioli vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, per ringraziare Renzo Brachi per il lavoro e il dono.

«Questa è un’occasione importante di ripartenza: si tratta del primo evento ufficiale dopo l’emergenza Covid promosso nel Comune di Vaiano – afferma il sindaco Primo Bosi -. Ed assume un valore ancora maggiore perché vede protagonista l’azione di un cittadino, che ha donato due opere frutto di un lavoro minuzioso e appassionato che ospitiamo con estremo piacere all’interno del nostro Museo della Badia».

«È un bel segnale che la Regione Toscana abbia scelto di confermare le Notti dell’archeologia anche in questo momento difficile - afferma Adriano Rigoli presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria e coordinatore del Museo della Badia di Vaiano -. Questo cartellone di eventi da sempre dà la possibilità anche a realtà minori di farsi conoscere dal pubblico. E nell’anno dell’emergenza Covid questo è più importante che mai».

«Il cartellone delle Notti dell’Archeologia quest’anno abbraccia anche i musei non archeologici - aggiunge Marco Capaccioli vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -: crediamo che questa scelta inclusiva possa essere un buon punto di partenza per offrire nuove opportunità anche ai musei non statali e alle piccole realtà in questa fase che è senza dubbio critica per tutto il mondo della cultura».

L’esposizione rimarrà aperta fino al 12 luglio in orario 21-23. Domenica 12 alle ore 10.30 si terrà la Messa in Badia in occasione di San Giovanni Gualberto, patrono dei Forestali. L’ingresso alla mostra, gratuito, permetterà anche la visita al Museo della Badia di Vaiano – Casa Agnolo Firenzuola che conserva una sezione di archeologia medievale. Per ottemperare ai protocolli Covid l'ingresso al museo sarà da piazza A. Baroni 7. Info: 328 6938733, adriano.rigoli@gmail.com

Casole d'Elsa venerdì 10 luglio alle ore 21:00 (Teatro all’aperto – via dietro le mura) la conferenza “Nuovi strumenti per raccontare l’anima più antica del territorio: gli Etruschi”. Interverranno Marco Bezzini, presidente della Soc. Archeologica Valdelsa; l’archeologo Giacomo Baldini, direttore del Museo Archeologico Ranuccio Bianchi Baldinelli di Colle di Val d’Elsa e la storica dell’arte Patrizia La Porta, direttrice del Museo civico archeologico e della collegiata di Casole d’Elsa. L’iniziativa tratterà dei nuovi strumenti tecnologici e non, adottati dal Museo, per documentare la storia del popolamento del territorio in età etrusca già a partire dalle più antiche fasi preistoriche.

Redazione Nove da Firenze