TAV di Firenze: operai incrociano le braccia al cantiere Stazione Foster

Al cantiere fiorentino presidio degli operai supportati dai sindacati di categoria. Giovedì incontro Regione-sindacati. Solidarietà ai lavoratori di Condotte dal comitato No Tav


FIRENZE- Attuare ogni sforzo per garantire gli stipendi arretrati e valutare l'attivazione dell'ammortizzatore sociale più adeguato per fronteggiare questa fase di difficoltà dell'azienda. Sono queste le richieste più urgenti che Regione Toscana e Comune di Firenze hanno avanzato a Nodavia (il consorzio guidato da Condotte titolare dei lavori per il sottoattraversamento ferroviario di Firenze) nel corso di un in incontro cui hanno preso parte il consigliere per il lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini, l'assessore comunale al lavoro, Federico Gianassi, e il responsabile del personale del consorzio. In questo complesso passaggio, con la richiesta di concordato presentata da Condotte, la Regione - ha sottolineato Simoncini - è disponibile, se necessario, a mettere a disposizione i suoi uffici per accompagnare l'azienda nell'individuazione delle soluzioni più opportune, tenendo fermi gli obiettivi di proseguire i lavori e di tutelare il reddito e l'occupazione dei dipendenti. Da parte dell'azienda è stata ribadita la volontà di proseguire l'appalto e di salvaguardare il rapporto di lavoro e le competenze professionali dei dipendenti. Intanto, il consigliere Simoncini ha preso contatti con il Mise per avere informazioni sulla vicenda Condotte, fondamentale per gli assetti finanziari di Nodavia, e sulle iniziative che il Ministero intende prendere, ottenendo l'assicurazione che a breve si terrà un incontro nazionale sui destini del gruppo. Di queste iniziative Regione e Comune informeranno le organizzazioni sindacali in un incontro che si svolgerà giovedì pomeriggio presso la presidenza della Regione.

Gli operai intanto oggi incrociano le braccia e chiedono garanzie sul futuro. Garanzie le chiedono da tempo anche i fiorentini, mentre i Comitati proseguono nella richiesta di ripensare all'intero progetto. Sulla Grande Opera che avrebbe dovuto sbloccarsi a febbraio con la partenza del cantiere a Campo di Marte per il sottoattraversamento ed in via Circondaria per la realizzazione della nuova Stazione con Hub di interscambio ferro-gomma il clima è ancora teso. "L’azienda, Condotte Spa, che ha chiesto di essere ammessa al concordato e il ritardo nel pagamento delle spettanze preoccupano non poco le maestranze, una sessantina, che lavorano alla Stazione Foster di Firenze" denunciano i sindacati Cgil Cisl Uil. Ad aumentare le preoccupazioni è stata poi la notizia dell’arresto del presidente del consiglio di gestione Duccio Astaldi, adesso ai domiciliari. Temono per i soldi che devono avere, ma anche e soprattutto per la continuità del loro lavoro. Da qui la scelta della mobilitazione con presidio nel cantiere.

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze esprime solidarietà ai lavoratori di Condotte SpA in sciopero, "che non ricevono lo stipendio da tempo e che stanno correndo il rischio di perdere definitivamente il loro posto di lavoro". "Tutto questo è frutto di scellerate scelte dei decisori politici e della dirigenza di Condotte stesse; le molte inchieste della magistratura sulla società, compresa l’ultima che ha visto agli arresti il presidente Duccio Astaldi, hanno reso evidente il sistema devastante alla base delle grandi opere inutili. Non sono esenti da responsabilità neanche i sindacati confederali che hanno difeso acriticamente la realizzazione di un’opera sbagliata e dannosa rifiutando sistematicamente ogni confronto" sostiene il Comitato.

Oggi il presidio davanti al cantiere della stazione Foster di via Circondaria, mercoledì una passeggiata fino alla sede di RFI, giovedì un incontro in Regione.
Sono le azioni decise da Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Feneal-Uil per cercare di ottenere una risposta per i lavoratori Nodavia (ad oggi una sessantina) impegnati sul cantiere della stazione Foster di Firenze e che vivono giornate di angoscia, tra stipendi che non arrivano (da pagare ancora la mensilità di Febbraio senza risposte su quando questo avverrà) e difficoltà dell’azienda, la Condotte Spa, che controlla Nodavia, che ha chiesto di essere ammessa al concordato.
Lo hanno raccontato loro stessi ai giornalisti durante il presidio davanti al cantiere di quella che dovrebbe essere un’infrastruttura strategica per la città e la regione, ma la cui realizzazione da anni procede a rilento, tra mille difficoltà, “delle quali alla fine facciamo le spese proprio noi”.

Hanno spiegato che ora dovranno anche anticiparsi il pagamento dei viaggi, perché sono quasi tutti trasfertisti dal sud “perché l’azienda non lo fa più direttamente promettendo rimborsi futuri” e da giovedì anche i pasti, “perché i ristoranti convenzionati dicono di non essere stati pagati e quindi non li forniranno più.”
Per questo domani mattina si ritroveranno di nuovo davanti al cantiere, alle 8,30 e poi raggiungeranno in corteo la sede fiorentina di RFI in viale Fratelli Rosselli, per chiedere alla committenza dei lavori per il nodo TAV fiorentino di non assistere passivamente, come fatto finora, al dramma dei lavoratori, ma di partecipare agli incontri ai tavoli istituzionali.

Giovedì pomeriggio (ore 14,30, Palazzo Strozzi Sacrati) è già fissato un incontro tra i sindacati, la Regione Toscana e il Comune di Firenze. I lavoratori sperano di avere risposte che diano sostanza alle loro speranze e chiedono di lavorare ed essere pagati.

Redazione Nove da Firenze