Street Art a Firenze: il decoro è anche arte contemporanea

Le città italiane sono piene di graffiti, alcuni finiscono per essere ripuliti mentre altri sopravvivono Foto: Alessandro Rella


Il capoluogo toscano non sembra essere particolarmente generoso con i suoi artisti di strada, ma a volte capita che il senso del decoro vada a rispettare l'arte contemporanea rappresentata sempre più dall'uso di materie e materiali essenziali e dalla creatività.

Aprono e crescono le gallerie in città che ospitano opere del genio contemporaneo, dalle rivisitazioni dei grandi capolavori alle sperimentazioni più audaci passando per l'uso di materie prime riciclate o riadattate, segno di una rivoluzione culturale cui ha contribuito Palazzo Vecchio e del sindaco Dario Nardella che ha ospitato artisti controversi in location di primo piano, ed innescata anche dalla nascita del Museo Novecento che ha letteralmente stracciato il velo dell'antico splendore lasciando filtrare l'aria di un cambiamento sociale inevitabile e, forse, necessario.

In via Mariti, zona Dalmazia, lungo le mura dell'ex Panificio Militare per anni area abbandonata in procinto di rinascere e sottoposta ad una sentita battaglia civica tra residenti ed amministrazione pubblica l'esempio di una street art delicatamente rispettata nella sua forza dirompente.
Le pennellate si fermano a pochi centimetri dal tratto creando quasi una sfumatura e l'intonaco resta scrostato alla base del soggetto.

L'opera di Exit Enter, noto street artist che ha invaso la culla del Rinascimento con i suoi attacchi creativi spesso mirati a mettere in risalto facciate danneggiate, vuoti di colore ed orrori edili è sopravvissuta al passaggio del rullo monocromatico.

Per gli Angeli del Bello, cittadini volontari nel riqualificare le aree degradate, si apre dunque una stagione nuova in cui la sensibilità artistica dovrà valere quanto il desiderio di ripristinare l'originalità dei luoghi. 

Antonio Lenoci