Spari a Firenze: indagini ancora in corso

Qualcuno ha notato qualcosa di strano nell'area probabilmente attraversata dall'omicida?


Alla vigilia della manifestazione antirazzista in programma sabato pomeriggio a Firenze, la comunità senegalese ed il console onorario chiedono che le indagini procedano alla ricerca della verità.
 Le indagini non sono concluse. “Mentre aspettiamo fiduciosi le conclusioni del lavoro della magistratura sull'omicidio del fratello ed amico Idy Diene... ultima vittima di una follia omicida” scrive la comunità senegalese fiorentina a poche ore dalla manifestazione in programma nel centro storico del capoluogo toscano. 
Mentre Pape Diaw, portavoce della comunità, rivolge un appello alla calma e si scusa per gli episodi di lunedì sera, l'auspicio è che vi siano accertamenti su quanto già emerso in sede di interrogatorio ed anche "sulla personalità" dell'assassino, questo è quanto ha chiesto il console onorario Eraldo Stefani parlando ai microfoni dell'emittente locale Radio Fiesole.

Riassumiamo gli elementi che sarebbero in possesso degli inquirenti.
Il residente dell'Oltrarno avrebbe lasciato la propria abitazione su Viale Aleardi attorno alle 8 e 30 del mattino di lunedì 5 marzo per poi "vagare" rimuginando sull'ultima lite con la moglie e sui problemi economici. Lo stesso dichiara che in strada sarebbe maturata la scelta di non suicidarsi, come dichiarato in un biglietto lasciato a casa, ma di uccidere qualcuno per poter andare in galera.
In tasca, l'uomo ha una Beretta PX4 semiautomatica, l'arma ospita un caricatore da 14 colpi che possono arrivare a 17 se modificata. Il porto d'armi è regolare, ad uso sportivo.

 Da quale direzione arrivava?
L'uomo avrebbe incontrato un anziano, poi una donna con un bambino ed infine Idy Diene, il venditore di ombrelli di 54 anni sul quale spara alcuni colpi, concludendo l'azione mirando alla testa. Secondo l'autopsia 3 colpi hanno ferito la vittima al torace ed alla testa. Altri 3 colpi, per la balistica, sono andati a vuoto. Sei i colpi totali.
Una telecamera presente sui Lungarni avrebbe ripreso l'uomo che prosegue la marcia verso la Stazione di Santa Maria Novella, fermandosi al semaforo rosso alla fine del ponte.
Dove stava andando? L'arma era carica e pronta a sparare?

I militari della Brigata Folgore, in pattuglia per l'operazione Strade Sicure, armati di mitra, su segnalazione di alcuni testimoni, raggiungono l'uomo, lo riconoscono e lo disarmano all'intersezione tra via Melegnano e via Montebello. Trasportato in Questura dalle volanti sopraggiunte, racconterà agli inquirenti la propria versione dei fatti.

 Sembrano non mancare i testimoni oculari per quanto avvenuto sul ponte Vespucci, ma qualcuno che era in zona a quell'ora si è accorto da dove arrivasse l'omicida? Quante persone c'erano nell'area interessata dai possibili spostamenti del fermato? Sono state controllate anche le telecamere in Oltrarno?

Sabato 10 marzo intanto la partenza del corteo, al quale aderiranno comunità senegalesi, autorità ed associazioni in arrivo da tutta Italia, avrà luogo da piazza Santa Maria Novella alle tre del pomeriggio per poi muoversi in direzione del ponte Vespucci, sull'Arno. 

Redazione Nove da Firenze