Soccorso e recupero di animali: convenzione di Metrocittà e Usl Toscana Centro

Coldiretti però denuncia i danni alla vendemmia a causa dell'"eccessiva burocrazia"


Approvata all'unanimità dal Consiglio della Città Metropolitana di Firenze la convenzione, presentata da Angelo Bassi, consigliere delegato alla Protezione civile, tra la Metrocittà e la struttura di igiene urbana veterinaria dell'Usl Toscana Centro, per lo sviluppo e l'espletamento del servizio di soccorso e recupero degli animali. 

"Verrà istituito - spiega Angelo Bassi - un numero unico per la segnalazione e l'attivazione delle procedure per il recupero di animali sia di affezione che selvatici che abbiano subito un incidente o comunque siano in difficoltà".
La struttura aziendale di Igiene urbana veterinaria della Usl Toscana Centro ha infatti istituito un sistema di recupero per gli animali, stipulando a questo scopo una convenzione con molti comuni del territorio metropolitano e con le associazioni di volontariato, mediante l'attivazione di un servizio veterinario di igiene urbana, consistente nel soccorso e nel recupero di animali selvatici, cani e gatti randagi o comunque trovati vaganti, con prestazioni veterinarie specialistiche. La Città Metropolitana, attraverso la Sala operativa unificata di Protezione civile, a fronte di un'attività formativa per il personale sui rischi specifici e di un contributo di 30 mila euro l'anno, istituirà un numero telefonico per la ricezione delle chiamate di emergenza e un database per la relativa istruttoria. Il numero non è diretto, nel senso che potrà essere utilizzato esclusivamente da forze dell'ordine, di pubblica sicurezza o da altri soggetti posti a presidio del territorio ai quali si rivolgono i cittadini anche per segnalazioni di soccorso e recupero di animali.
"Con la convenzione - conclude Bassi - operiamo per un servizio di tutela del territorio con la prevenzione del randagismo e di incidenti sulle strade di nostra competenza, garantendo attenzione all'incolumità dei cittadini e degli animali".

Un 2016 generoso, per la vendemmia. Almeno dal punto di vista della qualità. I grandi vini senesi prodotti in questa annata saranno eccellenti. Ma c'è un problema, la quantità dei cinghiali e dei caprioli presenti. Tanti, troppi i produttori che denunciano a Coldiretti i danni subìti dagli ungulati. Più di sempre. Perché a essere prese di mira in questo periodo sono ovviamente le vigne: caprioli e cinghiali mangiano l'uva, i grappoli sono decimati e a risentirne, facile comprenderlo, sarà la produzione del vino.

“Siamo estremamente preoccupati per i grandi vini senesi perché aumentano a dismisura le segnalazioni da parte dei nostri associati - commenta Coldiretti Siena – e la situazione non è tutelata da coloro che ne hanno il dovere e la competenza. Tutto il sistema degli abbattimenti degli ungulati non ha funzionato, troppa burocrazia, tempi biblici per l'attuazione delle norme e ancora una volta a farne le spese è il settore. Ad oggi si salvano soltanto i vigneti trasformati in una sorta di lager. Basta affacciarsi in un qualsiasi angolo del Chianti e non solo, per verificare le recinzioni delle splendide campagne senesi: una misura alla quale sono stati costretti i produttori che, tuttavia, non sempre è bastata. Necessario dare un freno alla burocrazia qui come in altre situazioni perché la lentezza delle procedure e i troppi passaggi che colpiscono al cuore il sistema produttivo di tutto il Paese”.

Redazione Nove da Firenze