Sfratti a Firenze, contributi affitto e morosità: ecco i costi temporanei

Il Comune spende fino a 800 Euro a persona. Dubbi sui contributi perché chi sfratta non rinnova il contratto all'inquilino moroso


A Firenze prosegue l'emergenza abitativa, l'accoglienza temporanea è la soluzione più praticata, mentre interventi di media durata, come quelli portati a termine con la partecipazione privata, non sembrano bastare per rispondere alle richieste.
Progetti di grande dimensione? L'ex Caserma Gonzaga avrebbe dovuto fare parte di questo sistema così come la riqualificazione di tutte le ex caserme. I cittadini appartenenti al Movimento di Lotta per la casa, orfani del leader storico Lorenzo Bargellini, continuano a chiedere l'autorecupero degli immobili sfitti o abbandonati.
Il problema restano i costi elevati per gli affitti, ma quanto paga il Comune per le soluzioni a tempo determinato? I numeri forniti dall'assessorato accendono un campanello di allarme. Fino ad 800 Euro a persona.

“Le preoccupazioni per l’emergenza abitativa che attanaglia Firenze erano fondate” afferma Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera. “Dopo due mesi di attesa, l’assessore Funaro ha risposto alle mie interrogazioni – rende noto la consigliera - E c’è da essere preoccupati purtroppo. Il Comune di Firenze infatti non riesce a fronteggiare seriamente il problema abitativo. Nella nostra città ci sono circa 130 sfratti al mese e la soluzione di prassi è l’ospitalità temporanea in struttura per le donne e i minori, senza alternative per i padri. Numeri che mettono i brividi, ma l’amministrazione continua a investire su strutture costose e inadeguate considerato che il problema delle famiglie è meramente economico”.

Amato punta il dito su quelle che a suo dire sono “cifre esorbitanti per accogliere le persone in struttura”: “Per la struttura di San Paolino, con 64 posti, è stato dato un appalto di 1.474.600,00 euro. Per la struttura del Foligno, gestita direttamente dal Comune il costo è di 24 euro a persona: in un mese spendiamo circa 720 euro a persona. Credo che con la stessa cifra potremmo garantire delle case ad interi nuclei familiari, infatti per un nucleo familiare di 4 persone la cifra è di 2880 euro. Per la struttura di via Slataper che ha 22 posti in convenzione al costo di 28 euro a persona per giorno, considerando sempre 30 giorni, si spende mensilmente 840 euro a persona” sono le cifre snocciolate dalla consigliera.

“Ad oggi l’unica risposta reale continua ad essere la prima accoglienza, in struttura, mentre sulla tipologia di seconda accoglienza, che prevedrebbe degli alloggi, non sappiamo nulla tranne che sono stati dati 14 alloggi a Castelnuovo Tedesco che, ricordo, hanno i contratti in scadenza per marzo 2018. Al momento non si registrano soluzioni per il futuro. Un’altra forma di sostegno all’abitazione è il contributo affitto: ogni anno vengono presentate circa 1500 domande ma solo circa 800/900 vengono accolte. Tutte appartenenti alla fascia A a cui viene riconosciuto 1 affitto su 12. Ovviamente si tratta di una risposta insufficiente. C’è poi anche il contributo per la morosità incolpevole, dato ai proprietari di inquilini per malattia, morte, perdita di lavoro, ed altri eventi oggettivi. Tuttavia si tratta di un contributo che non trova applicazione considerato che chi sfratta non rinnova il contratto ed i nuovi proprietari non si fidano di un affittuario moroso. Su 100 domande solo circa 30 vengono accolte”.

“Dati allarmanti e che mettono i brividi. Dalla politica degli spot sarebbe necessario attuare velocemente politiche più efficaci e programmate con più attenzione. Anche i progetti per accompagnare gli individui e le famiglie fuori dalla crisi economica risultano ad oggi tutte esperienze fallimentari senza risultati tangibili” conclude Amato.

Intanto a Firenze il Consiglio Nazionale Rom Sinti Caminanti (RSC) di Sesto Fiorentino e l'Associazione Nazione Rom (ANR) annunciano una manifestazione per il prossimo giovedì, 16 novembre, da Piazza San Marco alla Prefettura.

"Stamani agenti della Polizia Muncipale di Sesto Fiorentino si sono
presentati c/o la Casa Ikea di Ponte a Giogoli, Sesto Fiorentino,
contassegnando con numeri ogni baracchina presente all'interno dello
stabile e chiedendo a tutti i presenti documento di identità. Gli
stessi riferivano dell'intenzione della Prefettura di procedere allo
sgombero nel giro di due/tre giorni
. Nessuna ipotesi alternativa di
alloggio veniva riferita o proposta alle numerose famiglie con prole.
Il gravissimo sgombero senza inclusione sociale di 120 cittadini di
etnia Rom, avvenuto il 18 ottobre 2017 in Via Lucchese n. 135, nel
Comune di Sesto Fiorentino, Città Metropolitana di Firenze, atto
irresponsabile e scellerato, ha letteralmente privato delle uniche
abitazioni possedute famiglie con bambini, donne, anziani ed uomini
mettendole sulla strada.
Queste persone hanno trovato ospitalità nel Comune di Sesto
Fiorentino, nella Casa di proprietà Ikea, occupata da circa due anni,
da altre famiglie di etnia Rom. Una comunità sgomberata, dai medesimi
luoghi e nelle medesime modalità, il 15 gennaio 2010. Da allora altri
10 sgomberi, senza inclusione sociale, da parte dei Sindaci dei Comuni
di Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino.
Sono spariti nel nulla i FONDI SOCIALI EUROPEI destinati alla loro
inclusione tramite i programmi nazionali denominati PON Metro (894
milioni di euro) e PON Inclusione 2014 -2020 (1.250 milioni di euro) e
tramite i programmi regionali FES, FESR, FEASR 2014 – 2020, situazione
che ha determinato l'apertura di una inchiesta, dopo le nostre
denunce, c/o il TRIBUNALE DI ROMA – PROCURA DELLA REPUBBLICA –
affidata ai Pubblici Ministeri PIOLETTI Alberto e GOLFIERI Letizia
con RGNR 144739/17 mod 44. Tutti i bambini presenti nella casa sono stati iscritti dai propri genitori nelle scuole della zona e frequentano regolarmente le lezioni rispettando gli orari e le normative.
Il Ministro dell'Interno Marco Minniti ha emanato recentemente
direttive nelle quali stabilisce che nessuna famiglia può essere
sgomberata se non vi sono le condizioni per offrire una ipotesi
alternativa abitativa
alle stesse, preservandone l'unità. Costituisce pratica assolutamente illeggitima e contraria alle norma stabilite dalla Costituzione Italiana, dalla leggi vigenti nell'ordinamento della Repubblica Italiana, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, quella che porta i servizi sociali, ASL Regione Toscana, Assistenti Sociali dei Comuni ad offrire ipotesi
di accoglienza riservate alle soli madri e minori dividendo i padri ed
i mariti dai propri figli e mogli. Oltretutto le ipotesi di accoglienza offerte hanno durata per un solo mese. Trascorso tale periodo le madri ed i bambini vengono rimessi sulla strada. Chiediamo la sospensione dello sgombero della Casa Ikea e la convocazione di un TAVOLO REGIONALE E LOCALE per programmare il superamento dell'occupazione e l'inclusione abitativa e lavorativa di RSC, attraverso l'utilizzo dei FONDI SOCIALI EUROPEI".

Redazione Nove da Firenze