Santa Maria Novella da Scuola a.. Firenze lo saprà a gennaio

 I finanziamenti per realizzare il Progetto arriveranno dal Patto per Firenze ma, "il progetto è inesistente" esclama la consigliera Amato


Uno spazio enorme nel cuore di Firenze che a differenza di luoghi come la degradata struttura che sorregge la memoria di Sant'Orsola si presenta sul mercato delle idee in discreto stato di conservazione. Come verranno sfruttate le aree liberate, come cambierà Santa Maria Novella?

Di idee residenti e commercianti di zona ne avrebbero tante, ad iniziare da quel ruolo di presidio fisso per la sicurezza di un reticolo delicato dal punto di vista della convivenza di vicinato.
Inserirci attività culturali e soprattutto scientifiche, questo l'obiettivo di Palazzo Vecchio, oltre ad ospitare una Stazione dei Carabinieri operativa 24 ore su 24 come promesso dal sindaco Dario Nardella, ma resterebbe ancora spazio per altro.
La curiosità cresce in una città che spesso lamenta l'assenza di spazi da destinare ad uso pubblico, ma difficilmente riesce poi a tenere insieme idee ed investimenti con il risultato di aumentare il degrado dei luoghi da reinventare facendone lievitare i costi di ristrutturazione.

Parla di "procedura anomala" l'ex candidata sindaco Miriam Amato che proprio sulla trasformazione in "Future Center" della ex Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri, ora trasferita a Firenze-Castello, svolge un question time rivolto all'assessore Federico Gianassi.

"Sono stati già previsti 5 milioni provenienti dal Governo Renzi con il Patto per Firenze - afferma la consigliera - ci viene riferito come cofinanziamento, ma c'è tempo fino a fine gennaio, quando scadrà l'apposito avviso pubblico, per presentare gli studi di fattibilità da parte di privati: quindi adesso si prevedono già le risorse, ma non si sa per farci cosa, come siano state calcolate i costi e di conseguenza il cofinanziamento a fondo perduto del Governo".

La consigliera ha presentato una mozione in Consiglio per l'uso di una parte della ex Scuola: "Ho chiesto che venga valutata la collocazione di uffici comunali - spiega la consigliera - come anagrafe, turismo, cultura, polizia municipale, altri eventuali servizi sanitari e pubblici, e housing sociale, nella parte residua del complesso, non destinata a museo-centro scientifico. Si coglierebbe così l'opportunità di nuovi servizi e funzioni nella centralissima piazza Stazione".

Redazione Nove da Firenze