Rifiuti: via libera a proposta di risoluzione Pd

A maggioranza la commissione Ambiente approva il testo che introduce una disciplina straordinaria. L’atto aggiorna le esigenze degli ambiti Toscana Costa e Toscana Centro, non costituisce adeguamento al Piano regionale


Firenze – Via libera a maggioranza, nella commissione Ambiente del Consiglio regionale presieduta da Stefano Baccelli (Pd), alla proposta di legge che introduce una “specifica e mirata disciplina straordinaria” per l’adeguamento degli atti di programmazione delle Aato (piani straordinari e di ambito) a seguito della conclusione dell’iter di approvazione della modifica al Piano regionale adottato con delibera del Consiglio (22/2017). Una modifica già giudicata “necessaria” e di “buon senso, anticipazione della revisione generale” dal presidente Baccelli, che ha eliminato dalla pianificazione regionale l’impianto di Selvapiana, a Rufina (Firenze), e inserito quello di trattamento meccanico biologico (Tmb) realizzato nella discarica di Legoli, a Peccioli (Pisa). La proposta di legge, che ora passa all’esame dell’Aula, “non costituisce adeguamento del piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, si legge nella relazione di accompagnamento. Si tratta infatti di un aggiornamento “specifico e limitato a esigenze sopravvenute che interessano gli ambiti Toscana Costa e Toscana Centro”. La proposta di legge approvata dispone che le modifiche al Piano regionale approvate “costituiscono modifica al piano straordinario dell’Ato Toscana Costa e al piano di ambito dell’Ato Toscana Centro”. Le modifiche del piano straordinario e del piano di ambito, inoltre, “acquistano efficacia dalla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana”, con le modalità e secondo quanto previsto dalla legge 61/2014 (Norme per la programmazione e l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di gestione dei rifiuti, commi 4 e 5 dell’articolo 26 bis). La commissione ha espresso voto favorevole alla proposta di legge dopo aver approvato, sempre a maggioranza, la delibera di Giunta sulle osservazioni pervenute alla modifica del Piano regionale, ossia allo stralcio votato dal Consiglio lo scorso 29 marzo, in linea con il percorso di revisione generale sul settore. 

“Rafforzare le politiche regionali in materia di rifiuti ed economia circolare; stimolare il passaggio, su tutto il territorio regionale, al sistema di tariffazione puntuale e quindi al meccanismo del pagamento in base ai rifiuti effettivamente conferiti e non più calcolato sui metri quadri dell’abitazione e al numero dei componenti del nucleo familiare; creare un coordinamento unico regionale utile al contrasto dei reati ambientali; disporre di un’ulteriore strumento di monitoraggio dello stato dell’ambiente e dei siti inquinati; disincentivare il conferimento dei rifiuti in discarica e verso impianti senza recupero energetico; garantire una formazione unica e costante del personale alla luce di un quadro normativo in costante evoluzione”. Sono questi alcuni dei punti contenuti nella proposta di risoluzione approvata a maggioranza dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Baccelli (Pd).

L’atto, di cui sono firmatari lo stesso presidente di commissione e la vicepresidente del gruppo Pd Monia Monni, punta al raggiungimento di un sistema evoluto che superi la cosiddetta economia lineare (produci, consuma, dismetti) in favore di quella circolare che tuttavia rappresenta, ha spiegato Monni nel corso della sua illustrazione, un “cambiamento strutturale del sistema” che occorre intendere come “rigenerativo, teso sia alla massimizzazione dei profitti sia all’economia sociale e sostenibile”. Evitando definizioni “fuorvianti” del sistema circolare, è possibile comprenderne le “reali potenzialità: garantire competitività, occupazione, innovazione, equilibrio”. Da qui la considerazione, sempre spiegata dal vicepresidente Pd, che la “sola gestione dei rifiuti, pur elemento cardine del modello circolare, non possa rappresentare elemento sufficiente per il passaggio verso un sistema evoluto”. La transizione dovrà essere “graduale”, mantenendo un approccio “realistico”. “Ad oggi - ha continuato Monni - non sono immaginabili sistemi di gestione dei rifiuti senza l’utilizzo di moderni impianti di smaltimento”. “È evidente che questo non impedisce la crescita di raccolta differenziata e del riciclo” ha chiarito. “Occorrono, semmai, una corretta pianificazione della gestione dei rifiuti senza sovraccaricare gli impianti di termovalorizzazione, e misure sempre più incisive per favorire il passaggio all’economia circolare”.

La proposta di risoluzione chiede quindi alla Giunta azioni precise e diversificate su più fronti. Partendo dalla richiesta di “avviare uno studio relativo all’analisi dei flussi e del ciclo di vita dei rifiuti su base regionale, da presentare al Consiglio entro sei mesi, necessario e propedeutico alla riorganizzazione dell’intero sistema di gestione integrata con la costituzione di un unico Ambito Territoriale Ottimale regionale”, si impegna la Giunta, dopo l’aggiornamento del Prb (Piano rifiuti e bonifiche) e l’approvazione della legge per l’istituzione del nuovo Ambito Toscana Rifiuti e dell’Autorità Toscana per il servizio di gestione dei rifiuti urbani, “l’avvio della complessiva revisione del Piano regionale dei rifiuti e bonifica dei siti inquinanti”.

In tema di appalti pubblici nel settore edilizio, tenuto conto degli indirizzi contenuti nel Prs (Piano regionale di sviluppo 2016-2020) e delle richieste contenute nella mozione approvata dal Consiglio il 23 novembre 2016 per il sostegno all’utilizzo di materiali riciclati, prima firmataria la consigliera Pd Elisabetta Meucci, si chiedono “nuove misure per incentivare l’utilizzo di prodotti e materiali aggregati riciclati e il recupero di materiali inerti, anche attraverso l’inserimento nei bandi regionali di clausole specifiche”. E ancora, l’attivazione di un “tavolo istituzionale con tutti i soggetti interessati per agevolare l’istituzione di centri comunali per il riuso”. Sul fronte del contrasto ai reati ambientali, si propone un protocollo d’intesa per un piano straordinario, la creazione di un “coordinamento unico regionale” per “ridurre la sovrapposizione dei controlli”, e uno “strumento ulteriore di monitoraggio dello stato dell’ambiente e dei siti inquinati”.

Parallelamente la proposta di risoluzione punta a stimolare campagne di educazione e sensibilizzazione soprattutto sulla gestione del rifiuto domestico; implementare i sistemi di raccolta differenziata presso aree verdi, spiagge, parchi urbani, spazi pubblici; stimolare i produttori di beni e servizi, anche con sistemi di incentivi e disincentivi, ad investire nel campo della sostenibilità e della progettazione e produzione eco compatibile; premiare i cittadini e i Comuni virtuosi anche attraverso la previsione di uno specifico “Fondo regionale a sostegno delle gestioni virtuose”.

In tema di raccolta dei rifiuti urbani, considerato “sbagliato qualunque approccio che privilegi a priori un sistema rispetto ad altri, perché si rischierebbe di non tenere conto delle diverse realtà territoriali” ha spiegato ancora Monni, la risoluzione punta a “rafforzare i sistemi di monitoraggio sui risultati ottenuti dai gestori del servizio di raccolta”; “sollecitare i gestori a pubblicare mensilmente i dati relativi al servizio di raccolta sui propri portali web”.

Infine, per il miglioramento quantitativo e qualitativo della raccolta differenziata, è “fondamentale stimolare il passaggio, su tutto il territorio regionale, al sistema di tariffazione puntuale” e quindi al meccanismo del pagamento in base ai rifiuti effettivamente conferiti e non più calcolato sui metri quadri dell’abitazione e al numero dei componenti del nucleo familiare” ha concluso il vicepresidente Pd.

Nel corso della seduta di oggi, mercoledì 19 luglio, la commissione ha respinto la proposta di legge presentata dal Movimento 5 stelle “Economia circolare per una Toscana a rifiuti zero”.

Redazione Nove da Firenze