Rifiuti: approvato il Piano stralcio, cancellazione per Selvapiana, avanti con Case Passerini

A maggioranza il Consiglio regionale esprime parere favorevole alla proposta firmata da Stefano Baccelli e Monia Monni. Respinti gli atti presentati dal Movimento 5 stelle. Smaltimento scarti tessili: il punto al Comune di Prato con le categorie economiche. Oggi fermato un cittadino residente a Pistoia


Firenze– Dopo l'adozione del Piano regionale, votata in consiglio regionale lo scorso marzo 2017 e finiti i tempi per le osservazioni, nella giornata di oggi 26 luglio, il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza - 22 favorevoli, 8 contrari e nessun astenuto - la cancellazione dell'impianto di Selvapiana dalla pianificazione regionale. Questa votazione chiude l'iter intrapreso dal 2015 dove in un protocollo, le amministrazioni e gli Enti coinvolti esprimevano la volontà di procedere alla cancellazione dell'impianto dalla pianificazione regionale.

“Rafforzare le politiche regionali in materia di rifiuti ed economia circolare; stimolare il passaggio, su tutto il territorio regionale, al sistema di tariffazione puntuale e quindi al meccanismo del pagamento in base ai rifiuti effettivamente conferiti e non più calcolato sui metri quadri dell’abitazione e al numero dei componenti del nucleo familiare”. Ecco alcuni dei passi che la Toscana dovrà compiere per entrare in un ‘sistema evoluto’ di gestione dei rifiuti. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza una articolata risoluzione a firma del presidente della commissione Ambiente, Stefano Baccelli, e della vicepresidente del Gruppo Pd Monia Monni. Ha votato a favore anche il Movimento 5 stelle. Astenuti i gruppi Lega, Sì-Toscana a sinistra e Misto-Tpt. Contrario Fratelli d’Italia.

La risoluzione punta anche a “creare un coordinamento unico regionale utile al contrasto dei reati ambientali; disporre di un’ulteriore strumento di monitoraggio dello stato dell’ambiente e dei siti inquinati; disincentivare il conferimento dei rifiuti in discarica e verso impianti senza recupero energetico; garantire una formazione unica e costante del personale alla luce di un quadro normativo in costante evoluzione”. Il testo elenca una serie di priorità da affrontare per superare la cosiddetta economia lineare (produci, consuma, dismetti) in favore di quella circolare che tuttavia rappresenta, ha spiegato Monni durante l’illustrazione, un “cambiamento strutturale del sistema” che occorre intendere come “rigenerativo, teso sia alla massimizzazione dei profitti sia all’economia sociale e sostenibile”. Evitando definizioni “fuorvianti” del sistema circolare, è possibile comprenderne le “reali potenzialità: garantire competitività, occupazione, innovazione, equilibrio”. Da qui la considerazione, sempre spiegata dal vicepresidente Pd, che la “sola gestione dei rifiuti, pur elemento cardine del modello circolare, non possa rappresentare elemento sufficiente per il passaggio verso un sistema evoluto”. La transizione dovrà essere “graduale”, mantenendo un approccio “realistico”. “Ad oggi – ha continuato Monni – non sono immaginabili sistemi di gestione dei rifiuti senza l’utilizzo di moderni impianti di smaltimento”. “È evidente che questo non impedisce la crescita di raccolta differenziata e del riciclo”, ha chiarito. “Occorrono, semmai, una corretta pianificazione della gestione dei rifiuti senza sovraccaricare gli impianti di termovalorizzazione, e misure sempre più incisive per favorire il passaggio all’economia circolare”.

La risoluzione chiede quindi alla Giunta azioni precise e diversificate su più fronti. Partendo dalla richiesta di “avviare uno studio relativo all’analisi dei flussi e del ciclo di vita dei rifiuti su base regionale, da presentare al Consiglio entro sei mesi, necessario e propedeutico alla riorganizzazione dell’intero sistema di gestione integrata con la costituzione di un unico Ambito Territoriale Ottimale regionale”, si impegna la Giunta, dopo l’aggiornamento del Prb (Piano rifiuti e bonifiche) e l’approvazione della legge per l’istituzione del nuovo Ambito Toscana Rifiuti e dell’Autorità Toscana per il servizio di gestione dei rifiuti urbani, “l’avvio della complessiva revisione del Piano regionale dei rifiuti e bonifica dei siti inquinanti”.

In tema di appalti pubblici nel settore edilizio, tenuto conto degli indirizzi contenuti nel Prs (Piano regionale di sviluppo 2016-2020) e delle richieste contenute nella mozione approvata dal Consiglio il 23 novembre 2016 per il sostegno all’utilizzo di materiali riciclati, prima firmataria la consigliera Pd Elisabetta Meucci, si chiedono “nuove misure per incentivare l’utilizzo di prodotti e materiali aggregati riciclati e il recupero di materiali inerti, anche attraverso l’inserimento nei bandi regionali di clausole specifiche”. E ancora, l’attivazione di un “tavolo istituzionale con tutti i soggetti interessati per agevolare l’istituzione di centri comunali per il riuso”.

Sul fronte del contrasto ai reati ambientali, si propone un protocollo d’intesa per un piano straordinario, la creazione di un “coordinamento unico regionale” per “ridurre la sovrapposizione dei controlli”, e uno “strumento ulteriore di monitoraggio dello stato dell’ambiente e dei siti inquinati”. Parallelamente la risoluzione punta a stimolare campagne di educazione e sensibilizzazione soprattutto sulla gestione del rifiuto domestico; implementare i sistemi di raccolta differenziata presso aree verdi, spiagge, parchi urbani, spazi pubblici; stimolare i produttori di beni e servizi, anche con sistemi di incentivi e disincentivi, ad investire nel campo della sostenibilità e della progettazione e produzione eco compatibile; premiare i cittadini e i Comuni virtuosi anche attraverso la previsione di uno specifico “Fondo regionale a sostegno delle gestioni virtuose”.

In tema di raccolta dei rifiuti urbani, considerato “sbagliato qualunque approccio che privilegi a priori un sistema rispetto ad altri, perché si rischierebbe di non tenere conto delle diverse realtà territoriali”, ha spiegato ancora Monni, il testo approvato punta a “rafforzare i sistemi di monitoraggio sui risultati ottenuti dai gestori del servizio di raccolta”; “sollecitare i gestori a pubblicare mensilmente i dati relativi al servizio di raccolta sui propri portali web”. Infine, per il miglioramento quantitativo e qualitativo della raccolta differenziata, è “fondamentale stimolare il passaggio, su tutto il territorio regionale, al sistema di tariffazione puntuale” e quindi al meccanismo del pagamento in base ai rifiuti effettivamente conferiti e non più calcolato sui metri quadri dell’abitazione e al numero dei componenti del nucleo familiare”, ha concluso il vicepresidente Pd.

Il capogruppo del Movimento 5 stelle, Giacomo Giannarelli, ha annunciato il voto favorevole perché alcuni punti “ricalcano i nostri”. “Il documento, tuttavia, dimostra e rappresenta l’incoerenza del Pd”, ha chiarito.

Contrario si è invece dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli: “Nel testo si fa chiaramente riferimento all’Ato Unico. Una impostazione che non condividiamo”.

Voto di astensione è invece arrivato dagli altri gruppi di opposizione. Elisa Montemagni (vicepresidente Lega) ha parlato di punti “condivisibili. Tuttavia non possiamo accettare che controllato e controllore coincidano”. Monica Pecori (gruppo Misto/Tpt) ha parlato di “impianto generale condivisibile. Avanzo dubbi, invece, sulla definizione di ambito unico”. “Ci sono elementi che stridono seppure il passo verso una economia circolare avanzato nella proposta di risoluzione ci sia” ha detto Tommaso Fattori (capogruppo Sì-Toscana a sinistra). “Sono da sempre convinto – ha detto – che non esista un modello unico per tutti. Occorre lavorare per una impostazione realmente applicabile ai diversi servizi”.

L’Aula ha infine respinto, a maggioranza, gli atti presentati dal Movimento 5 stelle: la proposta di legge “Economia circolare per una Toscana a rifiuti zero”, le mozioni per la “Conversione degli inceneritori toscani in impianti a gestione a freddo dei rifiuti per riciclo dei materiali”, e gli “Indirizzi volti alla modifica del Piano regionale e delle normative regionali sui rifiuti”. Quest’ultimo atto è stato sottoscritto anche da Sì–Toscana sinistra.

Una valutazione politica - sancita inizialmente il 3 aprile 2015 quando Regione Toscana e i Comuni di Dicomano, Figline e Incisa, Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano, Rufina e San Godenzo, l'Ato Toscana Centro e le due società Aer Spa e Aer Impianti siglarono un protocollo per intraprendere questo percorso. Una valutazione fondata sull'andamento della produzione dei rifiuti urbani e sull'aumento delle raccolte differenziate, oltre che sulle valutazioni che tenevano conto dei risparmi tariffari connessi alla mancata realizzazione dell'impianto.
"Negli ultimi tre anni - spiegano i Sindaci - abbiamo lavorato per questo obiettivo. Oggi vediamo sancita dal Consiglio Regionale questa volontà. Era l'esito, che ci aspettavamo dopo il protocollo del 2015 e dopo aver già preso atto della adozione fatta nel mese di marzo, e di questo siamo molto soddisfatti". "Soddisfazione, che si unisce - concludono - ai ringraziamenti a tutti i soggetti coinvolti, in modo particolare al Presidente e all'Assessore regionale e ai funzionari coinvolti per la serietà e professionalità con cui è stato portato avanti il percorso. Oggi, con questo ulteriore passaggio grazie anche al Consiglio regionale, è stata data una risposta politica importante alle nostre comunità, togliendo ogni dubbio sull'impegno che avevamo preso con i cittadini".

Un tavolo di confronto con la Regione Toscana per affrontare il tema dello smaltimento degli scarti tessili, cioè di quei rifiuti deassimilati che a seguito della chiusura della discarica del Cassero di Pistoia gli operatori non riescono a smaltire costringendo le imprese ad accumularne i quantitativi nei propri magazzini. Oggi pomeriggio l’assessore all’Ambiente del Comune di Prato Filippo Alessi, la consigliera regionale Ilaria Bugetti e i rappresentanti delle categorie economiche (Confindustria Toscana Nord, CNA Toscana Centro e Confartigianato Imprese Prato) hanno incontrato l’assessore regionale Federica Fratoni, per individuare insieme le possibili soluzioni a un fenomeno che necessita di un intervento immediato anche per dare sostegno alle imprese che lavorano nella legalità, come hanno sottolineato l'assessore Alessi e la consigliera regionale Bugetti. Con il 1° luglio infatti, con l’adozione del nuovo regime da parte dei Comuni di Montemurlo e della Val di Bisenzio, si è completata la deassimilazione in tutto il territorio della provincia. Ad oggi, gli scarti tessili da smaltire sono oltre 40mila tonnellate l’anno e la chiusura della discarica del Cassero ha creato notevoli difficoltà per le imprese autorizzate al ritiro e smaltimento, con pesanti conseguenze sulle imprese. A seguito dell’incontro, la Regione si è impegnata a individuare, nell’ambito del territorio regionale, tutti gli impianti adeguati alla raccolta in discarica o allo smaltimento dei rifiuti speciali. Se da un lato gli scarti tessili possono essere in gran parte riciclabili e non nocivi, dall’altro lato l’accumulo di grandi quantità all’interno dei magazzini diventa un fattore di rischio per la sicurezza ambientale, soprattutto per le elevate temperature di questa estate. E’ dunque fondamentale che le aziende possano contare su un servizio puntuale di ritiro e che gli operatori autorizzati a ritirare gli scarti possano avere spazi in cui conferire il materiale raccolto. A fronte della mappatura fatta dalla Regione Toscana degli impianti esistenti e adeguati allo smaltimento di scarti tessili saranno necessari ulteriori approfondimenti tecnici per trovare soluzioni strutturali. La quantità totale di scarti tessili che a breve la Toscana dovrà essere in grado di smaltire sarà ben superiore, data la scadenza del 1° gennaio 2018 quando inizieranno a deassimilare altri importanti territori come la piana fiorentina con Sesto Fiorentino, ma soprattutto tutti gli altri comuni che insistono sul distretto tessile come Calenzano e Campi Bisenzi, oltre ai comuni di Agliana, Quarrata e Montale nella provincia di Pistoia.

Oggi gli agenti della Polizia Municipale hanno sequestrato un furgone che stava trasportando una trentina di sacchi neri del peso di circa 50 chilogrammi l'uno contenenti rifiuti speciali consistenti in scarti tessili. Il fermo del veicolo, intimato per motivi di Polizia Stradale e avvenuto sulla Leonardo da Vinci, non è stato casuale perché il furgone era da tempo monitorato ed i suoi utilizzatori sospettati di traffico illecito di rifiuti. Nel pomeriggio di ieri gli agenti di Piazza Macelli hanno finalmente individuato in transito il furgone e prontamente gli hanno intimato l'alt. Il conducente, cittadino marocchino residente a Pistoia, in regola con il permesso di soggiorno, alla richiesta degli agenti di mostrare il carico, è apparso subito nervoso. Alla richiesta di esibire il formulario e l'iscrizione all'albo dei gestori ambientali, il conducente ha risposto negativamente ed inevitabile è scattato il provvedimento di sequestro penale duplice sia per il mezzo di trasporto sia per i rifiuti trasportati. Gli agenti di Piazza Macelli hanno deferito sia il conducente che il proprietario del veicolo alla Autorità Giudiziaria.

Redazione Nove da Firenze