Pontedera: un'altra morte sul lavoro

La quinta vittima in un mese in Toscana. La Uil: "Uno stillicidio intollerabile che dobbiamo affrontare con il massimo impegno da parte di tutti". Fuso (Cgil Toscana): "È successo di nuovo, è insopportabile. Non possiamo accettare questi episodi come la normalità. Ora che si parla di ripresa economica dobbiamo impedire che avvenga con l'aumento di infortuni e morti sul lavoro". Rossi: "Morte inaccettabile"


Firenze– Un incidente sul lavoro alla Revet di Pontedera ha causato la morte di Fabio Cerretani di Montopoli Valdarno. Cinque morti in meno di un mese, siamo oltre ogni più tragico bilancio. A fine agosto a Vadano due giovani operai cinesi morirono in una mansarda trasformata in laboratorio. Pochi giorni dopo 2 operai, stavolta a Lucca, morirono decadendo da una gru a 10 metri di altezza. Stamani a farne le spese è sempre un operaio dell'azienda specializzata nella raccolta e selezione dei rifiuti, rimasto schiacciato da un macchinario.

"E' uno stillicidio che davvero non possiamo più tollerare. Sono numeri sconcertanti che la Toscana, una terra di civiltà e di solidarietà, non può sopportare. Questa è un'emergenza che dobbiamo con decisione affrontare con tutte le nostre forze, con tutti i mezzi a nostra disposizione, con tutto l'impegno di cui siamo capaci.Morire di lavoro nella Toscana del 2017, nella nostra Toscana, con questa frequenza da bollettino di guerra è inaccettabile, inconcepibile, inammissibile.Rinnoviamo l'invito a tutte le istituzioni affinché la politica, regionale e nazionale, metta la sicurezza in cima all'agenda come priorità assoluta" il commento di Uil Toscana, Uil Toscana Costa, UilTec Toscana.

"Ancora, è successo di nuovo -fa notare Mauro Fuso (Cgil Toscana)- Oggi un lavoratore non tornerà a casa dai suoi cari. Come fermare questa spirale di morti che non ci abbandona? Ci vuole un impegno straordinario delle istituzioni, delle forze politiche e sociali, nostro, del sindacato, da mettere in campo soprattutto sul piano della cultura e del valore del lavoro. Non c'è lavoro di qualità e buon lavoro se ci sono movimenti con possibile rischio, talvolta mortale. Ecco che la responsabilità sociale dell'impresa diventa un concetto immediatamente concreto. Non abbassiamo la guardia perché non possiamo accettare questi episodi come la normalità. Ora che si parla di ripresa economica dobbiamo impedire che avvenga con l'aumento di infortuni e morti. In questo momento il nostro pensiero va a Fabio, morto sul lavoro, le condoglianze e la nostra solidarietà ai suoi familiari per il dolore che dovranno sopportare. La nostra battaglia per la sicurezza continuerà anche in memoria di Fabio. Per non dimenticare lui e tutti gli altri caduti sul lavoro".

"Dolore e sconcerto per un'altra terribile morte sul lavoro". Così il presidente Enrico Rossi stamani appena appresa la notizia della morte dell'operaio "Troppe le vite spezzate durante i turni di lavoro – ha proseguito Rossi – Le conquiste che sembravano acquisite sulla sicurezza e la tutela del lavoratori mentre svolgono la loro attività non sono più tali. In Italia negli ultimi sette mesi sono morte sul lavoro quasi tre persone al giorno. Per la prima volta da venticinque anni, da gennaio a oggi, le morti bianche sono aumentate più del 5%. È riduttivo ricondurre questi drammatici dati a una ripresa dell'economia in base alla quale più si lavora più si rischia l'infortunio. Da parte di alcune imprese sono invece mancati spesso gli investimenti, sia nella formazione che nella sicurezza, percepiti come costo inutile. Ed è anche così che la crisi ha lasciato il segno. Nonostante l'aumento dei ritmi produttivi e la precarietà delle condizioni di lavoro si è abbassata la guardia. E questo non possiamo né dobbiamo accettarlo. Attenderemo gli accertamenti dovuti che faranno luce sull'atroce perdita, sulle cause tecniche e sui responsabili del gravissimo incidente. La Regione da parte sua, farà tutte le verifiche necessarie. Alla famiglia, agli amici ed ai colleghi di Fabio Cerretani - ha quindi continuato Rossi - esprimo la mia più sincera vicinanza e solidarietà". "La Regione Toscana - ha poi concluso il presidente - sta facendo ogni sforzo ma chiediamo lo stesso impegno alle imprese, al sistema produttivo e alle altre istituzioni; non possiamo arrenderci. Stiamo investendo risorse importanti ed anche uomini e mezzi per arginare la piaga delle morti sul lavoro. Da qui al 2020 stanzieremo in totale 8 milioni di euro per la sicurezza dei lavoratori e sui luoghi di lavoro ma le azioni per la prevenzione, la sicurezza, la salute dei lavoratori e la vigilanza devono essere concertate con la massima cura e la massima attenzione. Su questo punto non arretriamo di un millimetro".

Cordoglio è stato espresso a nome personale e di tutta l’assemblea, dal presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, appresa la notizia della morte dell’operaio “Questa drammatica vicenda – ha detto il presidente - deve spingere ancora di più le istituzioni a tutti i livelli e per le rispettive competenze ad impegnarsi per la sicurezza sul lavoro che rappresenta la priorità assoluta rispetto ad ogni altro valore”. “Quella delle morti bianche – ha concluso Giani- è un’emergenza nazionale che deve rimanere costantemente all’attenzione di tutti. Le istituzioni non devono abbassare la guardia”.

“Terribile apprendere di un altro incidente sul lavoro che è costato la vita a un operaio della Revet. Il pensiero va inevitabilmente ai colleghi e alla famiglia, a cui esprimiamo la massima vicinanza in questo momento di dolore. Una tragedia che irrompe a poche settimane da un’altra simile avvenuta sempre nella nostra Toscana, a Lucca, che ci ha lasciati sgomenti. Anche su quanto è avvenuto oggi sarà fatta piena luce e attendiamo che vengano chiarite le dinamiche. Ma di certo questi fatti non possono che imporci una seria riflessione sulla sicurezza nei posti di lavoro. Tanto è stato fatto ma è evidente che su questo tema, che è una priorità assoluta, tutti devono continuare a fare la propria parte, istituzioni, categorie imprenditoriali, sindacati. Esistono ben precise normative in materia che come tali vanno applicate. Il nostro impegno come Pd Toscana è e sarà costante perché si continui a investire in modo adeguato su questo fronte, sulla repressione delle violazioni ma soprattutto sulla prevenzione. Una cosa è certa, ogni euro speso in sicurezza è un euro investito sul futuro. E su questo ci batteremo con convinzione, mettendo in campo ogni sforzo” Così Dario Parrini e Antonio Mazzeo, segretario e vicesegretario Pd Toscana.

Redazione Nove da Firenze