Pisa capitale della street art col Festival della Strada

Sino al 7 gennaio mostre, installazioni e murales in tutta la città

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
28 ottobre 2023 23:45
Pisa capitale della street art col Festival della Strada

Pisa torna ad essere capitale dell’arte urbana con il Festival della Strada sino al 7 gennaio 2024: ideato da Gian Guido Grassi con l’associazione Start Attitude e promosso da Fondazione Palazzo Blu e Fondazione Pisa, il festival si articola attorno a più mostre, installazioni diffuse, talk, workshop e la realizzazione di nuovi murales, con il contributo del Consiglio della Regione Toscana e del Comune di Pisa.

In dialogo con la mostra “Le Avanguardie”, in corso sino al 7 aprile 2024, Palazzo Blu ospita due mostre nell’ambito del Festival della Strada: il brasiliano Eduardo Kobra, uno degli street artist più noti al mondo (suo il David di Michelangelo dipinto in cima alle cave di Carrara), crea nella Sala della Biblioteca una contemporanea Scuola di Atene, attingendo dai ritratti degli Avanguardisti; 108, Moneyless, Etnik, Zed1, Aris, Gio Pistone, Massimo Sospetto rileggono lo stile Bauhaus attraverso una collettiva di arte applicata, nella Dimora nobiliare del palazzo.

Nato a San Paolo nel 1976, Eduardo Kobra è un gigante dei murales e l’alfiere della neoavanguardia paulista: combinazioni di tecniche diverse come la pittura coi pennelli, l’aerografo e gli spray, rendono le sue opere maestose e fuori da ogni schema. Il suo talento emerge tra i dedali della città alla fine degli anni ’80: da allora Kobra ha creato murales in ogni continente, compreso il più grande al mondo (oltre 3000 mq di superficie), realizzato per le Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Il clima vagamente nostalgico delle sue opere unito al suo distintivo arcobaleno cromatico, crea un cortocircuito visivo che trascina lo spettatore in una narrazione romantica e divertente. Topic dei suoi lavori sono le tematiche sociali (come l’inquinamento, il riscaldamento globale, la deforestazione e la guerra) ma anche ritratti di personaggi illustri e scene di tempi ormai trascorsi per far rivivere il ricordo di molte metropoli del passato, creando un legame indissolubile tra il presente incontrastato e la memoria storica.

E’ il caso dell’installazione site specific pensata per Palazzo Blu.

In parallelo, sempre sul Lungarno Gambacorti, la Chiesa della Spina diventa teatro dell’installazione “Non Plus Ultra”, di Gonzalo Borondo, artista spagnolo classe 1989 che dal 2007 interviene nello spazio pubblico sviluppando un linguaggio originale, in connessione con il luogo d’azione e la percezione fisica e simbolica degli spazi. L’installazione pisana si ricollega alla spiritualità della Chiesa della Spina, innescando una riflessione esistenzialista più che religiosa. Trentacinque lastre di vetro stampate ciascuna delle quali ospita due immagini grafico pittoriche: una colonna e una figura di spalle con le braccia distese, che rimanda all’iconografia della crocifissione. Un labirinto trasparente di segni e simboli per riflettere sul concetto di limite, sulla sua negazione, sul bisogno sacro dell’uomo di varcare la soglia del conosciuto e della logica, di superarsi e proiettarsi all’infinito.

Grazie anche al contributo del Consiglio della Regione Toscana, durante il periodo del Festival della Strada molti degli artisti coinvolti nelle mostre temporanee saranno coinvolti anche nella realizzazione di nuovi murales nel quartiere di Porta a Mare, andando a cementare la nuova identità di questa area come distretto d’arte urbana e museo a cielo aperto.

“Con il Festival della Strada – dichiara il curatore Gian Guido Grassi - portiamo avanti un percorso iniziato nel 2017 con i primi muri nel quartiere di Porta a Mare, avviando la rigenerazione di un’area ricca di storia della città, una zona fortemente tradizionale, il volto marinaresco di Pisa. Siamo felici di aiutare a rinascere questa parte della città attraverso una forma d’arte in grado di rafforzare e valorizzare l’identità della collettività. La bellezza di questi murales è indice di un’arte che si è saputa affermare e che è degna di stare nei musei più prestigiosi del mondo. Siamo orgogliosi di avere con noi un parterre di artisti di primo piano a livello mondiale”.

“Ho realizzato otto pannelli che rileggono le opere dei geni ritratti in questo grande murale – spiega Eduardo Kobra – il pannello più grande è dipinto su un supporto di materiale vinilico, mentre le altre sono pitture su tela. Il mio lavoro principale è fare murales, ne ho realizzati in 36 paesi e questo sarà il quinto che faccio in Italia”.

Conclude Gonzalo Borondo:La mia installazione nasce al MACRO di Roma con l’intenzione di essere un’opera che, grazie al gioco di riflessi e alla trasparenza, può dialogare con diversi contesti. Non avevo mai voluto esporla all’interno di una chiesa, ma quando ho visto la Chiesa della Spina ho capito che poteva essere il luogo adatto per la sua cromia, la sua architettura. È un onore mettere il mio lavoro in relazione con questo gioiello artistico. “Non Plus Ultra” invita a entrare in una dimensione di tensione generata dalle grandi lastre di vetro che la compongono: la fragilità del materiale mette in soggezione, in contrasto con la grandezza e la forza della struttura. Mi piace promuovere nel pubblico il desiderio di andare oltre, la curiosità, e di innescare una riflessione su quanto questa tendenza sia parte di noi”.

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