Piante e panchine contro il terrore: Raccontateci perché non piacciono

Il capoluogo toscano, un grande salotto all'aperto, lotta in queste ore contro il disboscamento ed aspettava da anni panchine in centro storico


Dopo le fioriere in via Martelli, Firenze ha accolto ed accoglierà altri vasi e manufatti per la messa in sicurezza dei varchi considerati più pericolosi per l’incolumità pubblica nel caso di eventuale attacco terroristico.
Si tratta di una idea che ancora una volta vede applicato il "Modello Firenze" davanti a scelte più drastiche che vedono l'inserimento dei basamenti in cemento detti barriere jersey il cui compito è quello di impedire il salto di una corsia, limitando i danni al veicolo e salvaguardando l'abitacolo.

Sui Social Network, lì dove oramai si è trasferita l'Agorà, il cuore pulsante e vivo dell'urbe, la tavolata della Casa del Popolo, i commenti sono stati micidiali spesso accompagnati ad immagini di fioriere ritenute troppo piccole per l'uso cui sono destinate o male distribuite. Ma non era esattamente ciò che Firenze chiedeva da anni? L'inserimento nel contesto urbano è passato attraverso una serie di eventi drammatici ed è stato siglato con una concertazione prefettizia, non è certo quanto auspicato in passato ma è l'arredo che a molti mancava.

L'inevitabile polemica. Questo è accaduto a Firenze, mentre nel resto d'Italia i fiorentini in vacanza si sono trovati a commentare situazioni analoghe proponendo come soluzione ciò che stava avvenendo in casa loro; è ad esempio il caso del ragazzo intercettato dai colleghi del Messaggero sul lungomare di Pescara che davanti ai classici blocchi di cemento ha esclamato "Meglio arredi urbani in linea con il contesto cittadino".

In centro storico all'indomani della pedonalizzazione "A Passo Duomo" voluta da Matteo Renzi c'è chi ha tentennato per via delle catene che si potevano aprire per far passare di volta in volta gli autorizzati "Non è una vera pedonalizzazione" perché "con la pedonalizzazione non si passa".
Mentre invece i varchi sono numerosi e spesso i veicoli incombono sui passanti, fino al caso limite del Granturismo che ha scaricato i passeggeri al Battistero.
Recentemente, in occasione dell'iniziativa intrapresa dal sindaco Dario Nardella per allontanare i bivacchi dai sagrati delle chiese, si sono sprecate esclamazioni quali "Mancano le panchine" una richiesta già avanzata in tempi non sospetti per numerose strade del centro storico tanto da arrivare a puntare il dito sull'Amministrazione accusando Palazzo Vecchio di ammiccare in tal modo all'uso di sedie e tavolini sul suolo pubblico, dove le consumazioni subiscono poi quel "ritocchino" da sdegno in prima pagina.
In realtà le categorie economiche hanno espresso in vari modi la necessità di rendere maggiormente accogliente il centro storico con più sedute in vista dei monumenti rappresentativi.
Negli ultimi giorni Firenze si è riscoperta ambientalista ed accanto al desiderio di mantenere inalterate le alberature finite nel piano degli abbattimenti c'è chi ha sottolineato come la gli alberi sui viali disegnati dal Poggi fossero l'unica presenza verde in una città che non ha un centro storico alberato e che per ovviare a questo ha sposato eventi quali la creazione di un manto verde attorno al Battistero per richiamare una piazza dei Miracoli di Pisa. 

Adesso saranno chiusi permanentemente i varchi mediante catene e paletti artistici su via Cerretani Piazza dell'Olio; via Ricasoli Piazza San Marco; Piazza Santa Croce di fronte alla sede del Quartiere 1.
Basta catene o paletti rimovibili o apribili, gli accessi non saranno più consentiti a nessuna categoria di veicoli, compresi quelli di soccorso o di emergenza.
Fioriere arrivano ed arriveranno in piazza San Lorenzo e in via Calzaiuoli ed ancora via de Pecori-angolo via Roma, via dell’Oriuolo-angolo via del Proconsolo, via Tornabuoni angolo Palazzo Strozzi.

Al netto della motivazione che ha portato al nuovo disegno urbanistico, una misura di sicurezza accompagnata da altre iniziative che vedono il progressivo ritorno all'uso dei metal detector abbandonati da Palazzo Vecchio nel giugno 2010 chiediamo ai nostri attenti lettori quali siano gli elementi che oggi vedono le immagini delle fioriere sui Social accompagnate da commenti insoddisfatti.

Redazione Nove da Firenze