Nuove Case a Firenze: Il Giallo ad Impatto Zero

Siamo tornati in via Schiff, dietro al Cinema Fiorella e a pochi passi dalla Lidl accanto al presidio sanitario di via Gabriele d'Annunzio e davanti alla Biblioteca Luzi


"Come va?" abbiamo domandato. "Lo vedete da soli" ci hanno risposto i residenti oggi che la recinzione copre l'intera area dedicata in passato parte al giardino condominiale e parte all'area giochi attrezzata che si apriva davanti a quella che sarebbe presto diventata la biblioteca dedicata al maestro Mario Luzi.
Lo ha recentemente definito un "Giallo Metropolitano" la consigliera del movimento 5 Stelle, Silvia Noferi, ma non sembra essere uno di quei gialli da spiaggia dove nelle ultime pagine c'è un finale.

Il Riassunto delle puntate precedenti lo potete trovare nel nostro vasto archivio che come sempre vi invitiamo ad usare e consultare.

La consigliera del Movimento 5 Stelle ha riassunto recentemente la vicenda affrontata negli anni passati prima da Marco Semplici, ex consigliere comunale ed oggi consigliere della Città Metropolitana ma anche dal consigliere Francesco Torselli e dai candidati sindaci di Firenze Cristina Scaletti e Tommaso Grassi, tutti desiderosi di capire quale sarebbe stato il futuro di quelle "Case" super intelligenti, domotiche, ad energia alternativa e ad impatto zero promesse dall'Amministrazione e bloccate da una serie di impedimenti quali la bonifica del terreno edificabile.
L'impatto, in realtà, lo ha avuto ben prima di scavare il terreno. Coloro che si erano già aggiudicati alcuni appartamenti, infatti, si sorpresero (usiamo un eufemismo) nell'apprendere che il parco condominiale dotato di area per i bambini, valore aggiunto che aveva contribuito a far decidere per l'acquisto degli immobili, sarebbe stato occupato da un nuovo stabile. La finestra sul cortile
Incessanti le proteste dei commercianti che si erano impegnati economicamente investendo e rischiando sulla gestione dei fondi sotto quei portici aperti su uno splendido cortile. Il buio oltre la siepe.

Ricorda Silvia Noferi: "La cronistoria delle terre contaminate dai residui della fabbrica presente in passato sul sito, è lunga e si potrebbe scrivere un libro con la documentazione presente online, oggi la vicenda si tinge di mistero. Il 23 marzo 2015 l’assessore Bettini fa il punto della situazione e dichiara di aver visionato le analisi chimiche fatte da Arpat ma che per valutare la loro pericolosità andrà effettuata l’analisi del rischio e quindi dovranno essere completate le analisi dei terreni. Illustra anche le possibili soluzioni a seconda della pericolosità delle sostanze inquinanti".

Nel gennaio 2016 "L’annuncio che l’analisi del rischio è stata fatta e si può procedere con la bonifica, anzi di li a poco verrà fatta la gara per l’affidamento dell’incarico"
Da allora? "La situazione è immutata: il giardino interno al condominio di via Schiff è ancora transennato, mentre all’esterno giace il solito cantiere di Case spa, quello che doveva costruire i 21 alloggi a impatto zero, con la sola differenza che adesso i cumuli di terra contaminata hanno perso anche i teli a copertura, forse rubati o portati via dal vento.
I residenti, esasperati e preoccupati dai cumuli di terra sotto le finestre, tramite l’amministratore, hanno inviato una lettera ad Arpat per chiedere se le terre così esposte, senza protezione, fossero pericolose
".
E poi? Prosegue Noferi: "Qui la storia comincia a diventare incredibile: Arpat risponde all’amministratore del condominio come se non ne avesse mai sentito parlare: “In riferimento alla segnalazione pervenuta il 16/5/2017 prot.n.33822 per conto del condominio di via Bonaparte/Schiff/Fogazzaro circa la presenza di cumuli di terra presso il cantiere inattivo di Case Spa area ex Pegna Benelli, comunichiamo di averla inserita nel nostro programma di controlli del 2017. A causa delle limitate risorse disponibili, al momento, non possiamo stabilire quando poter provvedere agli accertamenti. L’esito delle nostre verifiche sarà inviato agli enti competenti dandone a lei notizia".

Quindi? 
"Abbiamo subito presentato un’interrogazione alla giunta ma la risposta dell’assessore Alessia Bettini è anche peggio di quella di ARPAT, con la quale evidentemente non parla. Come se fossimo degli smemorati o dei questuanti, ci scrive rimandandoci alle risposte che ci ha inviato alle precedenti interrogazioni del 2016 e del febbraio 2017 “Ciò premesso si informa che è attualmente in corso la comprova dei requisiti del soggetto che ha presentato la migliore offerta per svolgere l’incarico di progettazione degli interventi di trattamento dell’area. In considerazione dei tempi occorrenti per la conclusione della procedura in atto, per la redazione del progetto, per l’ottenimento dell’assenso da parte degli enti ambientali e territoriali, per l’elaborazione e l’approvazione del progetto esecutivo appellabile, e per l’affidamento dell’appalto si ritiene che ragionevolmente e in assenza di patologie nei procedimenti di evidenza pubblica, i lavori potranno avere inizio fra l’autunno e l’inverno del 2017invece vogliamo che il problema sia risolto al più presto" conclude Noferi.

Anche Tommaso Grassi torna sul tema ed a Nove da Firenze dichiara: "Credo sia stata effettuata la bonifica sull'area di Casa Spa, così ci è stato assicurato in Commissione, al Comune ora spetterebbe restituire i soldi poiché i fondi per costruire le case non servivano per la bonifica... La mia domanda è se la bonifica sia stata fatta anche sull'area a verde del giardino e se vi siano denunce penali. Sarebbe assurdo aver preso in carico un'area per fare case popolari ed una volta scoperto il problema, spendere 600mila Euro circa di fondi pubblici senza fare una denuncia. Chi ha certificato che era stata fatta la bonifica? Abbiamo presentato interrogazioni con domande mirate, ma le risposte tardano ad arrivare".

Restano domande aperte? "Le terre sono state analizzate da Arpat o no? Come hanno potuto fare il piano di rischio senza l’analisi dei terreni? Quando verrà fatta la bonifica del giardino interno e del sito del cantiere?" si domandano oggi i residenti. Le parole che non ti ho detto.

Redazione Nove da Firenze