Mensa: genitori morosi, bambini a pane e olio e buchi di bilancio

Il caso Montevarchi finisce in Parlamento, si scopre il problema della morosità


 La prima cittadina di Montevarchi Silvia Chiassai, da poco insediatasi in Toscana con una giunta di centrodestra, ha rilevato un buco di bilancio da 500mila Euro e per questo ha deciso di attuare una strategia di 'richiamo' che come estrema ratio ha portato alla riduzione del pasto per i bambini: pane e olio, frutta ed acqua.
Accusata di non comprendere le nozioni basilari della psicologia e della nutrizione, Chiassai sembra invece essere plurititolata ad occuparsi di queste tematiche ed a quanti l'hanno criticata ha replicato che non si è trattato di 'morosità incolpevole' non essendo le famiglie coinvolte in "difficoltà economiche".

Alla base della decisione, un ammanco di bilancio dovuto alle morosità pregresse su mense e trasporti scolastici fatto questo rimasto sullo sfondo ma confermato da altri sindaci toscani. I genitori non pagano la mensa ed i trasporti, perché? 

Sui Social la discussione si è subito accesa, dall'accusa di morosità colpevole al disinteresse verso i figli, passando attraverso l'attribuzione ai terzi di "spese folli" dedicate ad altri beni e servizi. Qualcuno ha lamentato il peso di quella che può sembrare una "spesa minore" sul già ristretto budget familiare. 
Il caso di Montevarchi ha scoperchiato il pentolone di un problema sociale?

Il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini e l'assessora alla scuola Annalisa Massari intervengono sull'argomento, senza citare il caso Montevarchi ma portando una testimonianza che sembra indicare un percorso alternativo mirato comunque ad arginare il medesimo problema: i debiti.

Gli amministratori del comune alle porte di Firenze dichiarano di aver adottato "strumenti a supporto delle famiglie in difficoltà". Confermando che esistono non solo cattivi pagatori, ma anche genitori che manifestano difficoltà oggettive.
Tra gli interventi adottati "Un piano di rientro del debito attraverso la rateizzazione concordato con le famiglie morose, che sta dando via via i primi frutti. Lo scorso anno abbiamo recuperato diecimila euro, con un beneficio per l'amministrazione comunale e anche per gli utenti”. 
 Accanto a questo, fin dal 2015 la giunta comunale ha deciso di modificare le tariffe, "rendendole più vantaggiose per i redditi più bassi e per le famiglie numerose ed incrementandole leggermente solo per le famiglie più abbienti. Contemporaneamente c'è stato un leggero aumento degli esoneri per avvantaggiare le famiglie più in difficoltà”.

 L'episodio di Montevarchi diventa un caso nazionale, sulla vicenda alcuni parlamentari hanno annunciato un’interrogazione alla Ministra Fedeli, che interviene per condannare la decisione dell’amministrazione comunale toscana, cui spetta formalmente la gestione delle mense scolastiche.
Valeria Fedeli ha dichiarato “I fatti di Montevarchi sono inaccettabili. Un’amministrazione comunale che risolve i problemi di pagamento del servizio mensa scolastico danneggiando bambine e bambini è da condannare. È paradossale che, di fronte a buchi di bilancio, siano le alunne e gli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria a pagare. La scuola è per eccellenza luogo di inclusione, di accoglienza, di uguaglianza. Le discriminazioni e le emarginazioni non appartengono a questa istituzione. Mi auguro che la sindaca si attivi immediatamente per risolvere la questione seguendo altre e più opportune stradeIl servizio mensa è parte del progetto educativo di ogni scuola. Si tratta di un momento formativo di condivisione e accoglienza, di un’occasione di crescita attraverso la quale le bambine e i bambini prendono parte a percorsi di educazione alimentare, entrano in contatto con corretti stili di vita e con aspetti culturali e scientifici dell’alimentazione. Come tale va affrontato” sottolinea la Ministra.

In Italia "il curriculum non conta" dice qualcuno. Ma la sindaca non sembra essere l'ultima titolata ad occuparsi dei temi sollevati dal Ministero. Dalla Biografia di Silvia Chiassai scopriamo infatti che la sindaca è "laureata in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università degli Studi di Firenze con specializzazione in Psicoterapia Familiare. Ha inoltre conseguito i Master di secondo Livello in Nutrizione Umana e in Nutrizione Artificiale, entrambi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Siena. Dopo il completamento degli studi, oltre ad occuparsi del trattamento dei Disturbi Alimentari, ha svolto Attività di Docenza a Master e Corsi di Perfezionamento dell’Università’ degli Studi di Siena (Master Universitari di secondo livello in Nutrizione Clinica e Dietetica, in Medicina Estetica ed in Infermieristica Territoriale e per la continuità Territorio-Ospedale territorio). Ha inoltre svolto incarichi di Docenza a contratto in Psicologia Generale e Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni sempre presso l’Università degli Studi di Siena e, recentemente, ha ottenuto la qualifica di Docente CONI in materia alimentare e sportiva. Autrice e co-autrice di pubblicazioni scientifiche, dal 2006 svolge l’attività libero professionale come Psicoterapeuta con studio a Montevarchi e Siena".

L'Amministrazione di Montevarchi spiega che l'iniziativa che ha creato scalpore fa seguito a solleciti ed avvisi ripetuti.
La critica sul metodo, e sul 'pane e olio' è ancora in corso in queste ore fino ad esaurimento fisiologico del caso mediatico, ma il motivo che ha portato e porta i sindaci d'Italia ad interventi correttivi per rientrare dei crediti contratti dalle famiglie con la pubblica amministrazione potrebbe essere un argomento di maggiore persistenza.

Antonio Lenoci