La ​Ricerca è strategica per la Toscana: ricercatori precari da stabilizzare

Testo unitario sottoscritto da Pd, Art.1-Mdp e Si Toscana


 Il Consiglio regionale si mobilita a favore della stabilizzazione del personale precario degli enti di ricerca e del Cnr, considerando lavoro e professionalità maturata nel corso degli anni una “risorsa da impiegare e valorizzare nella prospettiva dello sviluppo scientifico, culturale, tecnologico, economico e sociale del Paese” lo dispone una mozione approvata dall’aula e sottoscritta dai consiglieri Alessandra Nardini (Pd), Serena Spinelli (Art.1-Mdp), Tommaso Fattori (Si-Toscana a sinistra), Andrea Pieroni, Massimo Baldi, Leonardo Marras e Antonio Mazzeo (Pd). La mozione impegna la Giunta ad attivarsi presso Governo e Parlamento in vista dell’approvazione della prossima legge di Stabilità, affinché “si adottino le opportune iniziative e vengano reperite tutte le ulteriori risorse necessarie”, finalizzate alla stabilizzazione (in piena attuazione degli strumenti previsti dall’art. 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75).

Il testo votato è frutto di un lavoro condiviso. Sono state ritirate le mozioni già presentate sullo stesso argomento da Pd, Art.1-Mdp e Sì-Toscana a sinistra. L’atto muove dalla considerazione che il Cnr risulta al primo posto tra enti di ricerca e università in Italia per numero di famiglie di brevetti (oltre 350). Il Consiglio regionale condivide quindi la mobilitazione dei lavoratori della ricerca; il contenuto della mozione a sostegno della “mobilitazione dei precari e delle precarie del Cnr di Pisa” approvata dal consiglio comunale di Pisa a ottobre e anche l’ordine del giorno approvato dal medesimo consiglio comunale lo scorso 9 novembre.

In evidenza il fatto che la nostra Regione ha da sempre considerato la ricerca come risorsa strategica per il proprio sviluppo e per il raggiungimento degli obiettivi fissati in ambito europeo, un orientamento che “trova corrispondenza nell’ambito del Programma regionale di sviluppo (2016-2020)”. “Il territorio regionale risulta essere fortemente connesso con l’intero sistema della ricerca e della formazione universitaria, quale fattore di crescita in termini socio-economici e di prestigio internazionale”.

Ha votato la mozione anche il Movimento 5 stelle, che però non ha ritirato una propria mozione, poi respinta dall’aula, considerando la mozione unitaria “troppo generica e non tutelante per tutte le categorie”.

Redazione Nove da Firenze