Inceneritore, il Tar sospende l'opera: ma esultano tutti

Torna realmente in discussione la realizzazione dell'impianto a Case Passerini?


Firenze, 9 novembre– Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana ha emesso la sentenza relativa al termovalorizzatore dell’area fiorentina, confermando la realizzazione dell’impianto nel sito di Case Passerini ed obbligando gli enti preposti alla realizzazione dei boschi della piana, come previsto dagli accordi di programma. Il TAR ha evidenziato la mancanza delle opere di compensazione previste per mitigare la creazione del termovalorizzatore. Accorgimenti segnalati nella Valutazione di Impatto Sanitario e non ancora eseguiti, ma da eseguire poiché propedeutici. Si tratta realmente di uno stop al progetto?

Per gli oppositori istituzionali è l'opportunità di ridiscutere il progetto stesso, i Comitati gridano alla vittoria contro il disegno politico di smaltimento dei rifiuti urbani, i sostenitori dell'impianto leggono altro, ovvero l'assenza da parte del TAR di riferimenti a quelle eccezioni evidenziate in tema di tutela della salute che avrebbero compromesso la nascita del Termovalorizzatore e guardano alla realizzazione delle opere di compensazione come ad un ostacolo superabile per poter anzi raggiungere al più presto il traguardo dell'apertura dell'impianto senza ulteriori 'intoppi'.

“La sentenza del TAR è un’ottima notizia, una notizia che smentisce chi ci diceva che tutto fosse già deciso e che niente potesse più cambiare. Da oggi le istituzioni e la politica devono tornare a ricoprire il proprio ruolo, che è quello di ascoltare non solo la sentenza del giudice amministrativo, ma anche e soprattutto il volere dei cittadini” afferma il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi“Siamo disponibili fin da subito a partecipare a qualunque tavolo politico e istituzionale che rimetta davvero in discussione le decisioni già prese. Ai comitati, alle associazioni, agli avvocati va un grande ringraziamento, perché questa sentenza dà alle istituzioni una grande opportunità, quella di tornare su una scelta sbagliata che ci veniva non potesse più essere messa in discussione”.

Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio ed Eleonora Ciambellotti, Assessore all'Ambiente preferiscono convocare, in merito alla vicenda, una Conferenza Stampa per domani, giovedì 10 novembre alle 11.00 presso la Sala Fallaci, nella sede del Comune di Campi Bisenzio.

Tommaso Fattori e Paolo Sarti consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra dichiarano “Accogliamo con enorme soddisfazione la notizia dell’accoglimento da parte del TAR del ricorso delle associazioni, dei comitati e del Comune di Sesto Fiorentino sulla realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini annullandone l’autorizzazione unica. In sintesi si sancisce che sono state forzate le normative, che per realizzare eventualmente l’inceneritore prima si deve fare il parco dei boschi della Piana fiorentina, così come da protocollo d’intesa, e che il progetto degli impianti contrasta con gli strumenti urbanistici del Comune di Sesto, illegittimamente non coinvolto in un accordo di copianificazione. Ora basta forzature, basta favori alle lobbies industriali: si colga l’occasione per rimettersi a un tavolo per garantire finalmente una gestione del ciclo dei rifiuti corretta e sostenibile, che coinvolga i tantissimi cittadini, associazioni, comitati ed esperti che da anni manifestano perché si scelgano soluzioni più moderne, tecnologicamente avanzate, più economiche e più sostenibili”.

Il Movimento 5 Stelle di Prato dirama una nota "La sentenza blocca di fatto la costruzione dell’impianto per la mancata realizzazione delle opere di compensazione che erano state previste nella Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) del 2005. I cosiddetti "Boschi della Piana" erano stati previsti come opere di compensazione per ridurre l’aggravamento delle condizioni ambientali in una zona già caratterizzata da importanti fenomeni di inquinamento e destinata ad essere interessata da nuovi e pesanti interventi futuri (vedi nuovo aeroporto). Queste opere di compensazione erano state considerate nel protocollo di intesa del 2005 tra Comune di Firenze, Sesto Fiorentino, Campi, Provincia e ATO come un autovincolo con cui la Provincia di Firenze si impegnava a realizzare le opere di rinaturalizzazione dell’area prima dell’inizio dei lavori, cosa che invece non solo non è stata fatta ma è addirittura sparita dalle prescrizioni"."Altra cosa molto importante che la Sentenza riconosce è la necessità del monitoraggio preventivo della situazione sanitaria dell’area nei confronti della costruzione dell’inceneritore e degli altri interventi infrastrutturali previsti nella zona che attualmente mancano completamente. La sentenza del TAR riesce a bloccare la costruzione dell’inceneritore ma allo stesso tempo dimostra anche che cittadini organizzati e consapevoli riescono ad influire fattivamente sulle scelte politiche che vengono fatte sulle loro teste, quelle scelte scellerate che vengono prese senza tutte le accortezze per la tutela della salute pubblica. Speriamo che serva di lezione per quegli amministratori che dovrebbero tenere sempre al primo posto la tutela dell'ambiente e soprattutto la salute dei cittadini, un monito che non esclude gli amministratori di Prato che invece puntano in maniera inderogabile sulla realizzazione dell'inceneritore Case Passerini" concludono i pentastellati pratesi.

"Lo denunciavamo da tempo e adesso è diventato l'elemento ostativo per il proseguo nella realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini: una situazione tragico comica che rende inaccettabili le dichiarazioni del Sindaco Nardella di ieri sul Tar" dice Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera a Firenze. "Singolare - sottolinea Amato - che il luogo dove sarebbero dovuti crescere i boschi è lo stesso dove adesso si prevede la nuova pista dell'aeroporto".
"Oltre un anno fa, il 22 luglio 2015, presentai una mozione, poi bocciata dal Consiglio - afferma la consigliera - dove mettevo in evidenza che per l’autorizzazione integrata sarebbero dovute essere rispettate quelle prescrizioni imprescindibili riportate nel protocollo d’intesa, sottoscritto nel 2005 dai comuni interessati, in merito alle opere di miglioramento ambientale. Queste prescrizioni - continua Amato - prevedevano sia le opere di rinaturalizzazione, i boschi della Piana, da realizzare prima dell’avvio dei lavori dell'inceneritore e durante la fase di procedura V.I.A.. relativa all'impianto, che la realizzazione del Parco della Piana...". Nel protocollo, ricorda la consigliera :"la Provincia s’impegnava, come condizione irrinunciabile per la realizzazione dell’impianto, al finanziamento degli interventi di rinaturalizzazione (Boschi della Piana), sia nei pressi dell’attuale impianto di Case Passerini che dell’area denominata Osmannoro 2000". "Nella mozione chiedevo - continua Amato - che la mancanza del rispetto di suddette prescrizioni fosse elemento ostativo alla conclusione del procedimento previsto nella conferenza dei servizi del 6/8/2015. Ricordando anche il parere contrario del Comune di Sesto Fiorentino alla valutazione d’impatto ambientale sull’impianto d’incenerimento, del 11/4/2014, che sottolineava come la Provincia di Firenze mentre il 28/2/2014 concludeva la seconda seduta della conferenza dei servizi affermando che “la messa in esercizio dell’impianto potrebbe essere subordinata, attraverso un’apposita prescrizione, all'attuazione delle prescrizioni sottoscritte nel protocollo” tale prescrizione risulta tuttavia assente nelle conclusioni del procedimento amministrativo della Provincia stessa".

"Oggi abbiamo preso atto che le parole di Nardella "Congeliamo i ricorsi al Tar" erano un accorato appello ai Sindaci, per dimenticare i territori e le Sentenze, perché siamo noi -secondo Nardella - che dobbiamo "gestire" la cosa pubblica a prescindere, in modo unilaterale ed autoreferenziale, e senza ascoltare nessuno" dichiarano i Comitati della Piana. "Da oggi si può certificare che i Cittadini dissenzienti "apostrofati dalla stampa" come "impreparati", "comitatini", "manipolo di esaltati","comitati del NO a prescindere" avranno una nuova veste, di cui anche certa stampa dovrà prendere atto, trattandoli con più rispetto, visto che forse "questi cittadini impreparati" ne sanno più di quelli che queste opere in maniera frettolosa cercavano di propinarle. Le "sberle" su Aeroporto ed Inceneritore, oltre al problema TAV obbligherebbero la Politica a prendere atto della situazione, dichiarando una moratoria generale, ascoltando anche le nostre proposte, perché il nostro NO, non è mai stato un no e basta, abbiamo sempre cercato di proporre alternative, ma questa politica autoreferenziale ha sempre preferito eluderci ed apostrofarci funzionalmente come i comitati del NO. Stia sereno Nardella, con o senza Sindaci le battaglie civiche a tutela dei diritti di salute ed ambiente, se necessario le faremo anche da soli" conclude il Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia.

Di "Vittoria del buon senso" parla invece Sergio Gatteschi degli Amici della Terra "L'odierna sentenza del TAR su Case Passerini pone fine a tutte le considerazioni terroristiche portate avanti dai comitati negli anni per avversare il termovalorizzatore" scrive su Facebook l'esperto di risparmio energetico ed energie alternative della Toscana.
"Non una delle argomentazioni dei comitati su aria, salute, gestione dei rifiuti, è stata accolta, al punto che è stata disposta la revoca del patrocinio a spese dello stato per l'Associazione Forum Ambientalista per il ricorso 1310/2014. Ora dovranno essere sanate le vicende amministrative riguardanti i tempi di avvio del parco della piana e la programmazione urbanistica, e confidiamo nella capacità di tutte le parti in causa di procedere in tempi brevi secondo una programmazione da tempo stabilita per risolvere l'annoso problema della gestione del ciclo dei rifiuti nell'Ato Centro" conclude Sergio Gatteschi.

La coalizione Insieme Cambiamo Sesto dichiara "I giudici hanno annullato “l'autorizzazione unica rilasciata in data 23 novembre 2015 n. 4688 del Responsabile della P.O Qualità ambientale della Città Metropolitana di Firenze, dei verbali delle conferenze di servizio presupposte e dei successivi atti del procedimento espropriativo. Non è poca cosa. Non sono state rispettate procedure urbanistiche, pensando di poter bypassare il Comune di Sesto, con il quale invece doveva essere stilato, secondo le norme, un accordo di copianificazione. Inoltre non è stato rispettato l’”autovincolo” da parte della Provincia (ora Città Metropolitana) di realizzare le misure compensative (il parco della Piana) prima della realizzazione dell’intervento. Il TAR ovviamente mette in evidenza illegittimità di tipo amministrativo e burocratico, ma le migliaia di cittadini che hanno sperato nel ricorso al TAR hanno maturato idee diverse sulla gestione dei rifiuti e questa potrebbe essere l’occasione per riaprire un tavolo di discussione serio delle alternative: raccolta porta a porta, tariffazione puntuale, distretto del riciclo e del riuso. Nardella non può dire di “smettere di fare i ricorsi al TAR”, magari presagendo che il Tar può fa emergere scorrettezze ed illegittimità di procedure imposte dall’alto; deve invece convincersi che la via percorribile, in una vera democrazia, è la partecipazione dal basso, soprattutto quando le scelte riguardano territorio e salute. Sarebbe un grave errore non afferrare il bisogno di un cambio di rotta, di una svolta ecologista che molti cittadini chiedono Noi ci batteremo per questo ed anche a Sesto, coerenti con la nostra politica di tutela del territorio, faremo di tutto affinché le buone pratiche dei Rifiuti Zero possano partire proprio da qui, sperando in tempi celeri".

Redazione Nove da Firenze