Giuseppe Conte trending topic sui Social: polemica sul Professore, quasi Premier

Dubbi sollevati sul Curriculum e poi la richiesta di fare chiarezza sul caso Stamina


 Il professore dell'Università di Firenze e Premier indicato da Ovimento 5 Stelle e Lega, Giuseppe Conte, ha scatenato i Social nel giorno dedicato alle riflessioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Sarebbe vittima di un esasperato fact checking ma la rete risponde anche difendendo il professore perché "Servirebbe un Robot" commentano in molti davanti alla prospettiva di dover trovare un nome esente da colpe. La famosa pietra da scagliare, benché virtuale.

Il New York Times ha sollevato una eccezione sul curriculum del futuro presidente del Consiglio italiano e sulla stessa scia anche chi ha sollevato dubbi sulla collaborazione con istituzioni europee ed istituti linguistici internazionali. C'è poi il caso Stamina; nel 2013 il professore si è offerto di patrocinare la famiglia della piccola Sofia, la bambina di Firenze simbolo della lotta per la cura delle malattie rare.

Michele Anzaldi, deputato del PD, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano “Il M5S e la Lega devono cambiare registro, devono capire che sono diventati forza di governo e hanno degli obblighi, primo su tutti la trasparenza –ha affermato Anzaldi-. Devono fare chiarezza sul cv, su cosa pensano della vicenda delle staminali e dei vaccini, sugli stipendi. Ad esempio, per i politici c’è la massima trasparenza: ognuno di noi ha la dichiarazione dei redditi pubblica e si applica il tetto. La mia dichiarazione dei redditi si trova su internet, quella di Conte no. Conte è un principe del foro, di uno studio dove tutti i grandi imprenditori e amministratori passano, come si comporterà? Come sarà garantito che non vi sia un conflitto d’interessi? Ci vuole quella trasparenza che viene applicata a tutti i politici. Conte è stato difensore del metodo Vannoni. Quello che chiediamo è di sapere qual è il suo pensiero, cosa ne pensa di queste pratiche mediche. Cosa ne pensa dei vaccini e del movimento no vax? E’ un problema di trasparenza e di cattiva gestione di alcune pratiche. Su tutto il resto ce la caviamo. Se vogliono uscire dall’Euro, ci usciremo, inventeranno una nuova moneta: la Legrina, un misto tra Lega e Grillo. Andremo sotto i ponti, ma ce la caveremo. Su altre cose, come la salute però, non si può scherzare”.
Ed ancora “E’ simbolo dell’opportunismo –ha affermato Anzaldi-. Non ha avuto il coraggio di avvicinarsi alla politica, candidandosi e prendendo i voti per arrivare a fare il Presidente del Consiglio. Ci arriva in questa maniera che abbiamo visto. Per me è un’opportunista, a meno che non mi viene a contestare gli errori il governo del Pd ha fatto. Se lui dicesse: ‘sulla PA il Pd avrebbe dovuto fare determinate cose che non ha fatto, adesso arrivo io e le faccio’, allora ci potrebbe anche stare. Ma se invece non mi critichi su nulla e dici: mi hanno offerto di fare il premier e ci vado, allora vacci, ma almeno rispetta le regole, dimmi se ti applichi il tetto allo stipendio, dimmi come risolvi il conflitto d’interesse”.

Ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è Pietro, uno studente presso l'Università di Firenze, che ha spiegato: “Sono orgoglioso di aver avuto Conte come docente di Diritto Privato. Al suo esame ho preso 28, peccato che prima mi avesse bocciato sei volte. Si, ma c'è un motivo. Io vorrei diventare magistrato, questo esame per me è particolarmente importante. Allora, prima dell'esame, ho incontrato Conte, il quale mi ha detto “lei deve avere un linguaggio tecnico consono – ha spiegato il ragazzo a Un Giorno da Pecora - finché non lo raggiunge io la boccio”. 
“Il professor Conte tiene moltissimo agli studenti, lui sapeva che ero molto preparato ma non era sufficiente, perché a questa preparazione andava aggiunto un linguaggio adeguato”. Com'era Conte quando faceva lezione? “Dave molto spazio alle studentesse, ci diceva di aspettare per far prima intervenire le ragazze”. Le quali erano affascinate da lui? “Si, molto, era molto elegante e galante. Con lui abbiamo fatto anche un aperitivo”. Quando? “Alla fine del nostro corso. Ha accettato il nostro invito, è venuto con noi e ha preso un prosecco. Tra l'altro essendo lui pugliese, come la mia famiglia, in quella occasione ci siamo messi a parlare dei cibi pugliesi, in dialetto”. C'era un soprannome con cui chiamavate il professor Conte? “Si – ha concluso lo studente a Rai Radio1 - Pippo Inzaghi, perché somiglia molto all'ex calciatore”.

Redazione Nove da Firenze