Francesco a Firenze: opportunità e rischi di un Papa Superstar

Le aspettative di chi vive già un cambiamento del cattolicesimo


Per la visita di Papa Francesco ed in parallelo al Convegno Ecclesiale Nazionale si sono tenuti in città diversi incontri in cui si è dibattuto sull'opportunità di accogliere omosessuali e transessuali all'interno della Chiesa cattolica. La Chiesa di Papa Francesco vive un desiderio di riforma.
Jorge Mario Bergoglio sta aprendo le porte di San Pietro e non solo in vista del Giubileo, ma questa opera di cambiamento realmente potrà verificarsi e sarà irreversibile?

In pieno centro storico di Firenze, al civico 9 di via Maggio, incontriamo Giampaolo Pancetti, Ministro ordinario dell'Eucaristia e Presidente del Consiglio Parrocchiale della Chiesa Vetero-Cattolica di Firenze che si basa su un solo fondamento: Gesù Cristo. "Questo ci impone - spiega Giampaolo Pancetti - di accogliere con amore e rispetto ogni essere umano, comprese persone omosessuali, transessuali, divorziate, stranieri, poveri, così spesso discriminati dalla società e perfino dalla Chiesa".

Francesco è un nome evocativo per un vetero cattolico? "La porziuncola nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli di Assisi rappresenta bene il nostro ruolo: una chiesa umile nella Chiesa più strutturata e gerarchicamente organizzata. Le origini della Chiesa sono semplici, non c'erano grandiosità e potenza, si era semplicemente amici. Il progetto originario è stato snaturato nel corso dei secoli".

Qual è la vostra vocazione? "Quella di essere una comunità per i pesci fuor d'acqua. Noi siamo un fermento e non vogliamo essere l'impasto, non abbiamo la verità in tasca e questo ci limita purtroppo in un mondo in cui si cerca assiduamente chi è portatore di certezza".

Che fine ha fatto la catechesi? "Manca la ricerca. Le chiese fondamentaliste sono quelle che reggono oggi. La gente non vuole mettersi a studiare la verità sui testi, vuole elementi chiari, dogmi, chiede verità da accettare perché dettate da volontà superiori".

Rappresentando una comunità molto aperta, cosa pensa di quei sacerdoti che combattono il sistema dall'interno? "Mi fanno sorridere certi movimenti di protesta quando ci sono note ben precise ed incontrovertibili. Sull'apertura della Chiesa alle donne è inutile anche solo discutere, c'è una pietra tombale. Sull'accoglienza degli omosessuali Papa Ratzinger ha detto che non si dovevano accogliere gruppi che 'si ritrovano in quanto omosessuali'..".
Quindi? "Ad un certo punto qualcuno dovrebbe anche chiedersi: visto che non condivido tutta una serie di punti, forse Dio mi sta chiedendo di andare a dare supporto ad altre realtà interne al cattolicesimo".

Papa Francesco. Si aspettava l'accoglienza ricevuta a Firenze? "Sì, assolutamente. Carismatico, vicino alle persone. A noi piace molto. Non siamo contro il singolo Papa, magari contro l'eccesso del Papa Superstar. Ho un dubbio però: quanto cia sia di marketing e quanta sia la voglia di cambiare realmente la struttura della Chiesa".
Ci spieghi meglio. "Ha criticato lo IOR ma poi, cambiata la testa, il resto è rimasto uguale. Il sacerdozio alle donne.. gli omosessuali.. tante belle parole, ma c'è dietro la solita dottrina. Non dimentichiamoci che lui è un gesuita: non è uno sprovveduto. Quando i gesuiti parlano e agiscono lo fanno in modo preciso e ragionato. Non è chiaro se lui intenda convocare un Concilio Vaticano III portando prima alcuni cardinali dalla propria parte ed evitare così che il Concilio vada al naufragio, oppure se stia facendo marketing per una Chiesa in difficoltà da avvicinare alle persone, abitando in 50 mq e tenendo un profilo basso, ma rischiando così di non lasciare nulla dopo il suo passaggio. La struttura non la cambi senza cambiare le teste, dovresti farlo con l'accetta e non essendo ben visto da molti porterebbe ad uno scisma e non ad una trasformazione".

Come evolve oggi una Chiesa fondata su fatti accaduti migliaia di anni fa? "Per noi è importante restare ancorati alle origini, ma con una forte attenzione al contemporaneo. San Vincenzo di Lerins è il primo che ha dato una definizione di cattolicesimo paragonandolo ad un corpo umano che cresce: un adulto è diverso da un bambino, ma è lo stesso essere evoluto, anticipando così la scoperta del DNA. Noi siamo cresciuti mantenendo il nucleo del cristianesimo: accogliamo l'ordinazione delle donne, perché avevano già un ruolo di "apostole" prima che la cultura maschilista avesse la meglio, accogliamo gli omosessuali, i divorziati ecc semplicemente perché non effettuiamo nessun tipo di giudizio. Il papato si è evoluto come un essere mostruoso invece, l'infallibilità del Papa sta bloccando tante aperture come l'uso del preservativo ed il controllo delle nascite. Paolo VI stesso ammette la creazione di due Commissioni sull'uso del preservativo dove i conservatori, in minoranza, hanno prevalso su medici e scienziati. Poi in realtà vige il sistema del doppio binario ed ai proclami seguono pratiche ben diverse, ma ugualmente accettate".

In questo momento storico rivendicare la laicità è importante? "Nella Chiesa di Roma e nelle realtà protestanti il laico è stato molto rivalutato, ma non si arriva mai a modifiche strutturali. Chi conta alla fine è sempre il parroco. Nella nostra comunità il presidente non è il parroco ma un laico regolarmente eletto che per tre anni svolge la sua attività. Il parroco cura la parte sacramentale e l'insegnamento delle Scritture. La Comunità in realtà è retta dai laici".

Off Record"Potrei..?". Dica pure. "Vi ringrazio per lo spazio che ci offrite..". Saranno tre righe. "Grazie lo stesso, sono comunque tante".

Antonio Lenoci