​Firenze riparte dalla bellezza: 43 monumenti da far risplendere

Illuminare e restaurare monumenti, chiese e sculture: gli obbiettivi di Firenze nel 2021 per rilanciare cultura e turismo


Nel XIX secolo Charles Dickens scriveva: “Magnificamente severe e ombrose sono le strade della bella Firenze; e la imponente, antica mole degli edifici proietta tali masse d’ombra sul fiume che c’è sempre, distesa ai nostri piedi, un’altra diversa città dalle forme varie e fantastiche”.

Luci ed ombre tra vicoli, piazze e facciate di edifici, sono quel gioco cromatico attraverso cui una città si mostra e si cela, si racconta al suo visitatore. Ripartire dalla valorizzazione del patrimonio artistico-architettonico senza dimenticare l’assetto urbano è l'obiettivo del 2021 di una città d’arte come Firenze, la cui economia è stata fortemente messa in crisi dall’epidemia di Covid. Fondamentale sarà la collaborazione tra pubblico e privato con progetti e iniziative come Florence I Care.

Luci a Firenze: l’illuminazione delle città storiche

Per ripartire dopo la crisi innescata dalla pandemia da Covid-19 Firenze non può che ripartire da cultura e turismo e in particolare da una più attenta riflessione sulle politiche della conservazione del patrimonio artistico e del suo restauro.

I beni storici, artistici e culturali di Firenze oltre a essere tutelati, hanno bisogno di essere conservati e manutenuti per concorrere a rendere la città quella meta dei turisti provenienti da tutto il mondo, ammirata come un ‘museo a cielo aperto’ e un luogo d’elezione di bellezza e cultura.

Particolare attenzione deve essere posta allo studio delle luci perché siano in grado di evidenziare i dettagli architettonici o scultorei di monumenti, facciate e pareti di edifici o di chiese, in un continuo dialogo con il contesto urbano circostante.

Un capitolo a parte è rappresentato dall’illuminazione degli edifici di culto che prevedono una ricerca attenta condotta da professionisti della materia. Un luogo di preghiera tiene insieme il pubblico e il privato, l’individuo e la collettività, la parte spirituale e quella sociale: lo spiega bene in questa pagina del suo sito https://www.petruccimarco.it/illuminazione-chiese/, Marco Petrucci, oggi rinomato lighting designer e che ha iniziato a muovere i suoi primi passi proprio con la storica azienda fiorentina Targetti.

Già negli anni passati l’amministrazione fiorentina ha patrocinato un convegno internazionale, nato dall’incontro tra i Rotary Club delle città «titolari» di siti Unesco dal titolo Quale Illuminazione per le città storiche Unesco. L’impiego della luce come elemento di fruizione degli spazi e del paesaggio e come dove essere progettata l’illuminazione artificiale in relazione ai contesti storici e monumentali fu la premessa e quindi l’impegno assunto allora dal sindaco Dario Nardella che già nel 2017 iniziò a gettare le basi per una collaborazione con aziende e imprese private.

Florence I Care (Flic): imprese private a servizio dell’Arte

È con queste premesse che nel 2011 nasce ‘Florence I care’ iniziativa promossa dal Comune di Firenze con lo scopo di valorizzare il proprio patrimonio storico-artistico grazie a partner privati che si offrono di restaurarli in cambio di un ritorno d’immagine.

La formula di Flic è stata voluta dall’amministrazione comunale fiorentina per semplificare la partecipazione dei privati al restauro dei monumenti. Florence I care, prevede un avviso pubblico rivolto a potenziali sponsor interessati e ha sostituito la classica formula della partecipazione a bandi e offerte. È in questo modo che moltissimi monumenti sono tornati a nuova vita.

Tra i primi beni restaurati grazie a Flic, c’è la Colonna di San Zanobi in Piazza del Duomo, a cui nel 2012 è stata restituita la storica bellezza. Qui la storia del restauro della Colonna.

Molti sono i lavori realizzati grazie a Florence I Care, che prevede un percorso di donazioni, sponsorizzazioni, concessioni e Art Bonus. Dal 2011 a oggi sono stati investiti circa 16 milioni di euro. Tra i lavori più noti si ricordano il recupero della Fontana del Nettuno, il ‘Biancone’, in piazza della Signoria, gli scavi del Teatro romano sotto Palazzo Vecchio, il restauro della sala degli Elementi a Palazzo vecchio, la valorizzazione della basilica della Santissima Annunziata, le nuove balaustre di Piazzale Michelangelo.

I luoghi religiosi e i palazzi storici di Firenze contribuiscono, con la loro imponente bellezza, a valorizzare la città. E se di giorno splendono baciati dal sole o bagnati dalla pioggia, di sera si ammantano di fascino grazie alle luci che ne ridisegnano i contorni. Una città bella nasce anche dall’incontro tra urbs e civitas.

Flic, obiettivo 2020: 13 milioni di euro e 43 monumenti da restaurare

Nel 2020 Florence I Care, con la Direzione Servizi Tecnici e Belle Arti di Palazzo Vecchio, individua nuovi obiettivi da restaurare: 43 monumenti che richiedono un investimento di 13 milioni di euro.

Nella lunga lista di beni da restaurare e da potenziare compaiono palazzi, cippi, monumenti, basiliche.

Il nuovo bando avrà la durata di un anno e nella lista del 43 interventi individuati dalla Direzione Servizi Tecnici e Belle Arti di Palazzo Vecchio c’è la valorizzazione del percorso museale di Palazzo Vecchio, che comprende l’illuminazione e le sedute nel cortile di Michelozzo (150mila euro) e del Salone dei Cinquecento (150mila euro), il restauro della Sala delle carte geografiche (350mila euro), la conservazione del Terrazzo di Giunone (53mila euro) e il restauro del soffitto ligneo del Terrazzo di Saturno (400mila euro).

Tra le chiese e i luoghi di culto, nella lista ci sono restauri e valorizzazioni delle basiliche di Santa Maria Novella, che necessita di interventi per oltre un milione di euro, e Santo Spirito per il restauro dell’organo seicentesco. Si arriva anche alla pulitura e al restauro delle targhe dantesche sparse per la città, che richiedono lavori per 70mila euro. Anche la periferia industrializzata cittadina è interessata da opere di restauro e risanamento conservativo, come nel caso dell’ex fattoria Lippi Rucellai in via Perfetti Ricasoli, per un valore di 540 mila euro.

Nel caso di una pluralità di proposte relative allo stesso intervento, al fine di ottimizzare i rapporti di collaborazione, sarà valutata assieme ai proponenti anche la possibilità di costituire pool di sponsor.

Redazione Nove da Firenze