Emergenza lupi in Toscana: oltre 1500 attacchi in tre anni

Remaschi: "Situazione insostenibile per gli allevatori toscani"


L'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi ha indirizzato al ministro dell'ambiente Gianluca Galletti all'indomani del nuovo rinvio del voto in sede di Conferenza delle Regioni. "Approvare quanto prima, e in maniera integrale, il piano nazionale per la conservazione del lupo" questa in estrema sintesi la richiesta dell'assessore.

Nella lettera, indirizzata per conoscenza anche al ministro per le politiche agricole Maurizio Martina, l'assessore esprime il suo pieno consenso al piano redatto dal ministero con tutte le 22 azioni, inclusa la deroga al prelievo nei casi previsti: "Ad un problema reale ed urgente come questo – sostiene Remaschi - le istituzioni devono dare una risposta quanto più efficace possibile utilizzando tutti gli strumenti a disposizione come avviene in tutte le altre nazioni europee interessate da questo fenomeno".

L'assessore motiva la sua posizione ricordando come la situazione sia divenuta insostenibile per gli allevatori toscani. Gli attacchi dei predatori, spiega l'assessore, vanno infatti ad aggiungersi alle numerose problematiche di tipo socio-economico ed infrastrutturale, determinando un rapido deperimento del numero delle aziende attive ed una forte crisi nelle poche che, con ogni sforzo, cercano di sopravvivere.

"Sono infatti oltre 1.500 – sottolinea Remaschi - gli attacchi denunciati dagli allevatori solo nell'ultimo triennio, numeri da capogiro, che purtroppo non riescono ad esprimere la frustrazione dei molti che hanno persino smesso di segnalare le predazioni subite, ma che danno però l'idea della gravità del problema che stiamo vivendo".

In questo contesto estremamente critico, dice Remaschi, la Regione ha cercato con ogni mezzo di restare vicina agli allevatori investendo somme ingenti in opere di prevenzione, supportando gli allevatori danneggiati mediante il rimborso dei danni subiti, finanziando piani di cattura dei cani vaganti e di alcuni esemplari di ibridi impiegando oltre 3 milioni di euro solo negli ultimi 3 anni.

"Oggi però – evidenzia l'assessore - tutto questo non pare sufficiente di fronte ad un fenomeno che risulta ancora in espansione, con una forte crescita del numero di esemplari, sopratutto degli ibridi, ed una loro diffusione in aree contigue ai Paesi ed in alcuni casi persino alle aree urbane".

Di qui dunque la determinazione a richiedere l'approvazione integrale del piano: "La non approvazione del piano, oppure lo stralcio di alcune delle azioni previste, equivarrebbe al mettere la testa sotto la sabbia, ignorando quanto sta avvenendo e non preoccupandosi delle evoluzioni future si asseconderebbero magari le sensibilità di alcuni, ma si rappresenterebbe l'ennesima beffa nei confronti di quei piccoli allevatori, a cui chiediamo di essere custodi di un territorio senza però preoccuparsi delle loro sorti".


“Un tassello importante quello realizzato dall'Assessore all'Agricoltura della Toscana - commenta Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana - che aiuta a comporre il complicato percorso di approvazione del Piano nazionale per la Conservazione del Lupo. Bene ha fatto Marco Remaschi a prendere carta e penna per ribadire ai ministri Galletti e Martina ed all'intera commissione degli Assessori all'agricoltura della Conferenza Stato-Regioni, il sostegno della Toscana al Piano nella sua formulazione attuale. Ci auguriamo che a questo richiamo alla responsabilità – continua Marcelli - rispondano tutti coloro i quali in questa vicenda hanno competenza, sia a livello istituzionale che di rappresentanza sociale, e che si arrivi quanto prima alla definitiva approvazione del Piano Lupo nella sua interezza, dalla prima alla 22esima misura. Diversamente faremo un pessimo servizio a tutti, siano essi lupi o pecore, lasciando che i conflitti si accrescano e con essi i comportamenti furbeschi ed illegittimi”.

Nella sua nota l’Assessore Remaschi evidenzia una situazione di estrema e peculiare criticità rispetto alla presenza del lupo ed ai relativi conflitti con le attività antropiche, ormai non più sostenibile da parte del mondo degli allevatori. Egli riprende alcune elementi contenuti nel documento presentato da Coldiretti Toscana in occasione della manifestazione in piazza Duomo a Firenze del 2 agosto 2016 "... bisogna consentire consentire alle aziende agricole, ed in particolar modo ai piccoli allevatori, di poter rimanere nelle aree montane, considerando la loro presenza come insostituibile presidio di un territorio che, se abbandonato, mette a repentaglio la sicurezza di tutti". Poi cosi conclude l'Assessore "...... il Piano in discussione deve essere approvato con tutte le 22 azioni previste, perché sarà uno strumento importante per guidare le attività nei prossimi anni, ma soprattutto perché con questo documento si afferma il principio che ad un problema reale ed urgente, le istituzioni devono dare una risposta quanto più efficace possibile utilizzando tutti gli strumenti a disposizione”.

Superando strumentalizzazioni di parte, iniziative folkloristiche e approcci pregiudiziali, che a tutt’altro mirano rispetto alla soluzione del problema – sottolinea Coldiretti Toscana – è assolutamente positivo l'esempio dell’Assessore nel senso del richiamo alla concretezza ed alla responsabilità.

“La nostra organizzazione – sottolinea Antonio De Concilio, Direttore di Coldiretti Toscana - non darà spazio ad alcuna strumentalizzazione ed ha il solo interesse a tutelare il diritto di continuare ad esistere per le imprese agricole con le proprie attività. Per questo continuiamo a chiedere, con la forza della nostra rappresentanza e delle argomentazioni che abbiamo messo in campo, un atto di responsabilità a tutti i soggetti coinvolti. È ormai improcrastinabile la realizzazione di atti efficaci ed adeguati alla situazione di emergenza più volte denunciata che non può essere rappresentata all'opinione pubblica con fondamentalismi salottieri o manifestazioni grottesche. È indispensabile che ognuno assuma consapevolezza di come siano in ballo interessi dell'intera società civile e non solo di una parte di essa”.

Redazione Nove da Firenze