​Costa San Giorgio: Commissione Urbanistica all’ex Caserma Vittorio Veneto

Prossima visita in autunno, mentre la variante urbanistica dovrebbe arrivare in Consiglio comunale nei primi mesi del 2018


Sono andati a vedere da vicino lo stato di degrado in cui versa oggi l’ex Caserma Vittorio Veneto in Costa San Giorgio, abbandonata dal ’98, e a confrontarsi con gli architetti che lavorano al recupero della struttura architettonica, nata dalla fusione di due antichi conventi. I consiglieri della Commissione Urbanistica di Palazzo Vecchio, insieme al Presidente del Q1 Maurizio Sguanci, hanno fatto un sopralluogo questa mattina agli edifici dove si trovava la Scuola di sanità militare, acquistata dalla famiglia Lowenstein che è titolare dell’impresa Lionstone, specializzata nel settore immobiliare dell'ospitalità e residenziale.

L’architetto Emanuela Benedetti, progettista e coordinatrice del progetto Costa San Giorgio per Marzocco Srl ha ripercorso la storia della struttura architettonica e ha guidato i consiglieri attraverso corridoi e cortili dei conventi trasformati e affiancati da altri edifici per servire alle esigenze dei militari dove prenderà posto una struttura ricettiva di altissimo livello aperta alla città: “Il luogo è pervaso da un'atmosfera mistica, rarefatta, contemplativa, fuori dal tempo – spiega Benedetti – La quiete e la tranquillità sono gli elementi del passato da cogliere come aspetti caratterizzanti l'intero intervento, in un dialogo continuo tra la storia e le nuove esigenze d'uso. Importante sarà curare l'accessibilità alla struttura, non sovraccaricando la viabilità esistente ma delocalizzando le aree di sosta in zone periferiche della città”.

A parlare delle procedure per la variante al regolamento urbanistico del Comune di Firenze è stata invece l’architetto Silvia Viviani, presidente dell’Istituto Nazionale Urbanistica: “L’iter burocratico viaggerà su tre binari distinti, paesaggistico, urbanistico e ambientale-strategico. In contemporanea apriremo un tavolo di confronto con Soprintendenza e Comune per parlare di questo ‘restauro urbano’ e di una convenzione tra pubblico e privato che permetta un dialogo continuo tra la struttura e la città”.

“E’ stato interessante scoprire questa porzione di una Firenze nascosta, un luogo sconosciuto ma dalle grandi potenzialità – commenta il presidente della Commissione urbanistica Leonardo Bieber– e abbiamo appreso con piacere che nel progetto è prevista un’apertura alla città, con mostre di arte contemporanea ed eventi aperti al pubblico. Suggestiva infine l’idea di un futuro percorso pedonale che attraversi gli spazi verdi della proprietà per accedere dal giardino di Boboli attraverso una via inedita al Forte Belvedere”.

Redazione Nove da Firenze