"Coronavirus, difficile arrivi in Europa ma mai abbassare la guardia"

Elena Bozzola, segretario nazionale della Societa' italiana di pediatria: "Attualmente si può prevenire soltanto con delle misure anti-influenzali. Non esiste un vaccino per prevenire l'infezione"


(DIRE) Il Coronavirus sta allarmando tutti dal Sud al Nord del mondo. In Cina il viceministro della Commissione nazionale per la salute Lin Bin ha parlato di oltre 400 casi accertati e 9 vittime in totale. Il virus, intanto, è stato intercettato a Macao, Hong Kong e Stati Uniti, dove gli ultimi aggiornamenti parlano di un uomo, ricoverato in condizioni stabili dopo esser tornato a Washington da Wuhan, città in cui il mercato centrale è considerato epicentro del virus.

Ma realmente il coronavirus cos'è? Di cosa si tratta? A rispondere a queste domande è Elena Bozzola, segretario nazionale della Societa' italiana di pediatria (Sip), che fornisce all'agenzia Dire 5 indicazioni per non farsi prendere dal panico: "Il Coronavirus fa parte di una famiglia molto grande all'interno della quale troviamo diversi ceppi. È un virus a Rna, noto per causare patologie di gravita' variabile- illustra la pediatra- da un comune raffreddore a malattie piu' gravi, come la sindrome respiratoria mediorientale (Mers) e la sindrome respiratoria acuta grave (Sars), fino a dei quadri di polmonite". 

La trasmissione avviene "da animali infetti all'uomo, ed è già successo in Cina nel 2002 e in Arabia Saudita nel 2012. Alcuni ceppi- spiega l'esperta- possono trasmettersi da persona a persona, solitamente in seguito a contatto ravvicinato, stretto e prolungato, con un soggetto ammalato". I sintomi, invece, possono essere molto "variabili". Da quelli "più comuni che sono simili ai sintomi influenzali: febbre, tosse e difficoltà respiratoria". Fino ai casi più gravi. "L'infezione, infatti, può anche causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, dispnea, insufficienza renale e persino morte", puntualizza. Il nuovo ceppo "è stato identificato agli inizi di quest'anno in Cina. Il primo caso è stato notificato il 9 gennaio del 2020 in un mercato cinese- ricorda Bozzola- e la maggior parte dei casi fortunatamente è ancora confinato lì. Qualche raro contagio, al momento, è stato segnalato in Giappone, in Corea e in Thailandia, ma non sono stati segnalati casi in Italia, e secondo il ministero della Salute la probabilità di introduzione di questo virus in Europa è considerata bassa, anche se non può essere esclusa. Ma mai abbassare la guardia", consiglia la pediatra. Alla domanda se è possibile prevenirlo, Bozzola risponde alla Dire che "attualmente si può prevenire soltanto con delle misure anti-influenzali. Lavarsi sempre molto bene le mani, tossire nella piega del gomito, evitare contatti con persone che manifestano sintomatologia 'simil' influenzale o sintomi respiratori. Purtroppo, allo stato attuale- chiarisce- non esiste un vaccino per prevenire l'infezione". Per i bambini, infine, "il dato positivo è che attualmente non ci sono casi segnalati su minori, però bisogna sempre cercare di prevenire l'infezione tra i più piccoli, perche' sono sempre più indifesi rispetto all'adulto", conclude. (Red/ Dire)

Redazione Nove da Firenze