Contributo di Bonifica: chi si ribella, chi non paga e Aduc

L'Associazione dei consumatori mette in guardia i contribuenti


Molti contribuenti che non avevano mai ricevuto il bollettino sono rimasti con la missiva in mano, indecisi sul da farsi.
Chi invita a non pagare e fare ricorso in giudizio, chi promuove una class action e chi opta per l'abolizione dell'apparato, ma conviene?

Tante le richieste di spiegazione giunte nelle prime ore al Consorzio, successivamente la parola è passata alla politica che dopo anni di valutazioni interne, di consigli rinnovati e di immagini di sopralluoghi sugli argini dei torrenti toscani si è posta il problema dell'esistenza di un ente dedicato alla manutenzione del territorio. 
Al contempo non è mancata la difesa dell'operato messo in cantiere dai tecnici a supporto della difficile precarietà idrogeologica del territorio toscano. Marco Bottino, presidente del Consorzio di Bonifica, dopo essersi sfogato su Facebook per la girandola di commenti negativi ha incassato numerosi attestati di stima per un lavoro paragonato ad altre realtà italiane in cui i torrenti sarebbero abbandonati alla natura selvaggia.

 Mentre prima a pagare erano solo alcuni residenti di alcune zone, ed ancor prima solo i possessori di terreni agricoli, oggi pagano praticamente tutti i proprietari di appartamenti che in un modo o nell'altro traggono beneficio dalla cura delle aree sotto la giurisdizione del Consorzio. Una novità caduta dal cielo? A Marzo e ad Aprile davamo notizia di cosa sarebbe accaduto e come sarebbe cambiata la riscossione del tributo.

Definito "balzello" il bollettino presenta una cifra di bassa entità, ma a finire alla ribalta è stato l’alto costo dell’apparato di gestione.
Un tema, quello dei Consorzi di Bonifica, affrontato da Nove da Firenze più volte nel corso degli anni: nel 2007 la lettera di un lettore puntava il dito sull'apparato, ma più vicino all'attualità troviamo anche "Consorzi di bonifica: quegli enti poco amati a causa del tributo obbligatorio" datato novembre 2013 firmato dal Direttore Nicola Novelli così come "Consorzi di Bonifica: in Toscana manca trasparenza e democrazia".

Adesso però, "oltre l’arrabbiatura c'è da pagare" interviene Vincenzo Donvito, presidente di Aduc che aggiunge "Occorre pagare se non si vuole pagare di più perché la richiesta è legittima. Se il problema deve essere affrontato, è solo in termini politici di maggioranze istituzionali che stabiliscano di modificare l’esistente. Bene sottolinearlo per evitare che i contribuenti si creino aspettative che poi possono per loro solo essere dannose".

Secondo Aduc non ci sarebbero appigli giuridici per protestare "chi dice che mette il proprio ufficio giuridico a disposizione per dar vita ad una class action. A parte la parola magica “class action”, che evoca trame di film americani che perorano l’affermazione dei diritti di utenti e cittadini, la situazione non e’ per niente quella che viene prospettata. Per due motivi: l’azione giudiziaria collettiva non è praticabile nel nostro Paese visto la legge in vigore che la rende impossibile e costosissima per i proponenti; nelle norme che istituiscono questa imposta, non ci sono elementi normativi che mostrino aspetti illeciti a cui “attaccarsi” per far valere il diritto violato. E’ probabile che ci siano questione relative alla violazione di principi generali costituzionali, ma non è la class action che può agire in merito, bensì il legislatore che, su questo, potrebbe aggregare nuove maggioranze per modificare la normativa specifica".

 Sciogliere il Consorzio per affidare direttamente alla Regione la gestione?"Chi ci dice che non costerà di più rispetto all'assetto attuale far rientrare le spese per gli interventi ambientali oggi pagati da questa imposta, nella fiscalità generale della Regione" risponde il presidente Aduc.
 "E’ importante parlarne, il disappunto e la maretta siano proposte di nuove norme su cui concretamente costruire alternative, economiche e di metodo. Le battaglie giudiziarie si intraprendono se ci sono possibilità di farsi dare ragione, altrimenti sono solo bandiere di qualche contestatore/oppositore alle maggioranze che ci governano, in modo che cresca presumibilmente il loro consenso ma senza un ritorno diretto per noi contribuenti. Non solo, ma c’e’ l’alto pericolo (quasi certezza) che alla fine si vada a pagare di più. Quindi, facciamoci meno male ed investiamo su un futuro che dobbiamo/possiamo contribuire a far crescere. E’ ovvio che se qualcuno si sente appagato urlando “tutti ladri”, non lo scoraggiamo, ma è un urlo che finisce lì" conclude Vincenzo Donvito, presidente Aduc.

Intanto Fratelli d'Italia lancia il claim "tasse ingiuste" con sito dedicato www.tasseingiuste.it proponendo "un aiuto concreto ai cittadini che in questi giorni sono stati spiazzati dal bollettino ricevuto a casa. Per adesso diciamo loro di non pagare, l'avviso di pagamento non rappresenta alcun obbligo. Rivolgetevi a noi e vi spiegheremo come comportarsi per ribellarsi a questa ingiusta imposizione". Il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli invita a chiamare i numeri 055.2387216 - 346.1297135, oppure scrivere all'indirizzo e-mail tasseingiuste@gmail.com. "Da tempo denunciamo il sistema dei consorzi di bonifica, la cui condizione si è aggravata dopo l'approvazione della riforma: oggi questi organismi si palesano solo a causa dell'imposizione sui cittadini. Da parte nostra abbiamo intenzione di andare fino in fondo in questa battaglia - conclude Donzelli - è l'ora di finirla di trattare i cittadini soltanto quando c'è da riscuotere".

Mentre Forza Italia lavora per "Avviare una class action contro il Consorzio di bonifica Medio Valdarno, con l'obiettivo di bloccare il pagamento delle bollette che stanno arrivando a decine di migliaia di famiglie fiorentine. La politica - sottolinea Mario Razzanelli - deve muoversi da subito per fermare l'esazione di questo balzello, e lavorare per l'abolizione di questi enti inutili. Il compito di manutenzione e messa in sicurezza dei corsi d'acqua fa capo allo Stato, alle regioni, alle ex province e ai comuni, non sicuramente ai cittadini che già pagano le tasse. È sufficiente passare le competenze attualmente in capo ai consorzi di bonifica alle regioni per eliminare questo spreco di risorse per il mantenimento in vita di questi enti inutili, a tutto danno dei cittadini italiani. Le risorse per questi interventi devono essere previste all'interno dei bilanci dello Stato e delle regioni, rientrando così nella tassazione ordinaria. Abbiamo già un costo di gestione delle regioni abnorme, non possiamo aggiungerci anche quello per mantenere carrozzoni che servono soltanto come parcheggio di politici trombati" conclude Razzanelli.

Antonio Lenoci