Contributo di Bonifica: c'è da pagare, scatta la rivolta

Dopo mesi di preparazione al grande cambiamento è solo con l'arrivo del bollettino che i cittadini iniziano a fare i conti


Dopo la pubblicazione della notizia "Contributo di Bonifica, avvisi di pagamento: ecco cosa fare" sono state numerose le reazioni sul profilo Social di Nove da Firenze: si va dalla sorpresa alla richiesta di ulteriori informazioni, da quali siano le opere messe in conto ai cittadini e quali i criteri di ripartizione del contributo, replicando ciò che già sta avvenendo con il Numero Verde che scotta soprattutto in quelle località in cui si deve pagare per la prima volta.

Alla promessa di una redistribuzione più equa del tributo grazie all'estensione del pagamento a più contribuenti, sembrerebbe rispondere invece un aumento dei costi complessivi sottolineato da alcuni esponenti dell'opposizione locale che in varia misura invitano a segnalare l'entità del contributo richiesto.

L’ammontare della spesa consortile da ripartire tramite il contributo di bonifica è definita sulla base delle previsioni di spesa iscritte in bilancio e derivanti dal piano delle attività e dal programma annuale degli interventi. La ripartizione della spesa avviene in proporzione dell'indice di contribuenza attribuito a ciascun immobile in applicazione del Piano di Classifica ed è ricavato in funzione della rendita catastale (in caso di fabbricati) e/o del reddito dominicale (in caso di terreni). Il contributo è deducibile a patto di seguire le dovute prescrizioni

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Il documento di riferimento è il Piano di Classifica il consorzio di bonifica, infatti, ai fini dell'imposizione del contributo consortile, predispone il piano di classifica degli immobili ricadenti nel perimetro di contribuenza, sulla base delle linee guida approvate dal Consiglio regionale. Il piano adottato dal consorzio viene poi inviato alla Giunta regionale, che lo approva previa acquisizione del parere della conferenza permanente per la difesa del suolo e della commissione consiliare competente. Il piano approvato viene depositato presso la Giunta regionale e presso il consorzio di bonifica interessato. Dell'avvenuto deposito è data notizia mediante avviso sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana e sul sito web della Regione.

Il piano di classifica individua i benefici procurati dalle opere di bonifica, dalle opere idrauliche di 3°, 4° e 5° categoria, e dal reticolo di gestione, a cui il consorzio di bonifica assicura la manutenzione, la gestione e la sorveglianza con l'attività di propria competenza. Per i benefici individuati il piano di classifica stabilisce i parametri per la relativa quantificazione e la determinazione degli indici di contribuenza dei singoli immobili, definendo, con cartografia allegata, il perimetro di contribuenza, con il quale vengono individuate le proprietà soggette al pagamento dei contributi consortili.

Con Delibera di Giunta Regionale Toscana n. 1293 del 12/12/2016, pubblicata sul B.U.R.T. n. 51 parte seconda del 21.12.2016 è stato approvato il Piano di Classifica per il riparto della contribuzione. Dell'avvenuto deposito è stata data notizia mediante avviso pubblicato sul B.U.R.T. n. 10 del 08.03.2017.

A Firenze, dove molti cittadini stanno ricevendo il bollettino per la prima volta, non mancano le reazioni da parte della politica locale: “Una sgradita sorpresa nella cassetta della posta: una nuova tassa a carico di un fiorentino su tre proprietario di un immobile, che sia o no vicino ad uno dei corsi d’acqua di cui il Consorzio di Bonifica del Medio Valdarno cura la manutenzione degli argini. Si tratta di un nuovo balzello inventato dalla Regione ‘rossa’ di Rossi, e che risulta totalmente inaccettabile, considerate le tasse che già paghiamo a Comune, Provincia e Regione, per non dire delle bollette Publiacqua. Ho deciso di oppormi con tutte le forze a questa ingiustizia: non pagherò ed invito i fiorentini a fare altrettanto” dichiara il consigliere Mario Razzanelli.

Sono a conoscenza del formarsi, proprio in queste ore, di comitati spontanei di cittadini che vogliono unire le forze per ‘disobbedire’ a quella che è una ingiustizia odiosa e inaccettabile. La Regione deve spiegare perché, da oggi, sono tenuti a pagare i proprietari di immobili lontani dai fiumi, circa 150mila fiorentini prima esclusi dalla tassa, e perché chi già pagava si è visto aumentare a dismisura l’importo della bolletta – aggiunge il consigliere –. Non intendiamo, come cittadini che pagano le tasse, contribuire a foraggiare un ente, il consorzio di bonifica, creato apposta per parcheggiare politici trombati e che andrebbe chiuso come tutti gli altri enti simili. È il momento di dire basta. Percorrerò tutte le vie legali, anche a livello nazionale, per scongiurare questo ennesimo salasso a danno dei cittadini e informerò i fiorentini di quello che accadrà. Stavolta non gliela daremo vinta” conclude Razzanelli.

Critico anche il capogruppo di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi: “Quando le competenze erano in capo a Comune e a Provincia non venivano fatti gli interventi sui corsi d'acqua, e adesso la Regione ha obbligato a pagare tutti con la promessa che avrebbero pagato tutti un pò meno, e che sarebbero stati fatti i lavori. In questi giorni i fiorentini che già pagavano si sono visti recapitare bollette di quasi il doppio e chi non pagava prima si è ritrovato nella cassetta della posta la nuova tassa. Lo scorso anno quando la riforma in discussione in Regione divenne ufficiale fu garantito che ci sarebbero state diminuzioni del 5-7% per chi pagava già e un costo non superiore ai 15 euro per chi avrebbe pagato per la prima volta: da quello che abbiamo appreso dalla cittadinanza il rincaro per chi pagava già il Consorzio è del 79,2% e oltre i 20 euro la media per i nuovi contribuenti."

"Se c'è una tassa che in tanti stentano a comprendere è quella del Consorzio di bonifica: non tantissimi soldi da pagare, qualche decina di euro all'anno per ogni immobile o terreno: ricevere per la prima volta o vedersi raddoppiare il costo senza alcun avviso o informazione da parte del Comune non è certo piacevole. Da anni avevamo proposto che gli oneri economici per i lavori del consorzio fossero coperti dalla fiscalità generale e assunti in capo alla Regione e che l'ente fosse assorbito nell'ente regionale così da risparmiare i costi delle strutture, senza perdere professionalità e conoscenza del territorio. Invece dallo scorso anno si è assistito, nel silenzio più assoluto, anche di quelle amministrazioni che a parole si dichiararono contrarie o perplesse sulla riorganizzazione, ad una riforma che porterà tutti i fiorentini a pagare questa tassa per molti totalmente nuova e a far incassare per l'area fiorentina circa 8,5 milioni di euro rispetto agli attuali 1,5 milioni."

Certo su un punto concordiamo: che le opere idrauliche e la messa in sicurezza delle aree bonificate non portassero un beneficio solo a chi risiedeva e possedeva proprietà nelle immediate vicinanze. Differente però è il risultato per cui pagheranno tutti di più e nessuno pagherà meno rispetto al passato. E' inutile che Nardella, e prima di lui Renzi, si facciano grandi in televisione e sui media che le tasse a Firenze sono diminuite se poi ne aggiungono di nuove. Così è troppo facile.”

Grassi conclude: “Invitiamo i fiorentini ad inviarci le loro bollette che porteremo direttamente al Comune e al Consorzio di Bonifica. Certo se tutti pagano di più deve esserci stato un corto circuito: forse qualcuno pagherà meno tra le aziende e le attività commerciali? Oppure ci sono state aree che sono state tartassate maggiormente rispetto all'area fiorentina? Il Comune di Firenze che ha consentito tutto ciò e il Consorzio che ha fatto i conti e dato rassicurazioni che nessuno avrebbe pagato di più devono dare delle risposte alla cittadinanza che in queste ore sta contattandoci e prendendo d'assalto il call center del Consorzio. Ribadiamo nuovamente che i costi per le opere aggiuntive rispetto al passato, derivanti dalla riforma delle Provincie e dalla cessione di aree da parte della Regione Toscana, dovrebbero essere coperte da fondi pubblici prelevati dalla fiscalità generale e non prelevati con nuove tasse. Non sarebbe successo un caos come questo se il pagamento della tassa fosse stato esteso a tutti, con un principio di equità e con una campagna comunicativa si fosse informato dei nuovi investimenti sui corsi d'acqua: pagare tutti e pagare meno va bene, ma se pagano tanti in più e tutti pagano molto di più allora vuol dire che c'è qualcosa che non torna”.

Redazione Nove da Firenze