Città sicura: il caso Fallani a Scandicci

Scatenano la polemica politica le molestie notturne subite da una ragazza che tornava a casa dopo una serata con gli amici


Anita Fallani, 18enne figlia del sindaco di Scandicci, Sandro Fallani, viene seguita fino casa sua, durante il tragitto nella tranvia, da un tizio mettendole paura. Ecco il suo post di denuncia: "Un sabato sera qualsiasi di un agosto tiepido. Una serata con un'amica, un gin tonic, quattro chiacchiere -racconta su Facebook la ragazza- Mi avvio a casa, stanca, con i piedi doloranti e la voglia di dormire. Arrivo alla fermata della tranvia. Mi vedi e pensi che sia il caso di iniziare a importunarmi. Io non ti ho mai visto, non ho idea di chi tu sia, ma non ti frena: 'Buonasera signorina, come stai?', 'Come ti chiami? Perché non rispondi?'. Opto per l'ignoranza con la speranza che la finisca presto. Salgo sul tram, infilo le cuffie, non accendo la musica perché ho il telefono scarico, è solo un diversivo che mi aiuta a pensare che magari la smette prima. Niente da fare. Continua imperterrito. Finalmente la fermata, scendo io e scende lui. Mi viene da piangere, mi sento sola e non so che fare. Con il 10% di carica che mi rimane fingo di chiamare qualcuno che assomiglia a un mio ipotetico fidanzato. Neanche questo gli basta, Dove vai? Esci con me?. Mi segue. Inizio ad avere seriamente paura. Scelgo la strada più lunga che passa da un parco giochi, riesco a dileguarmi. Accelero ancora il passo, finalmente il portone, infilo le chiavi nella toppa. Sono a casa, e sono salva".

La pubblicazione del fatto sui social scatena una reazione spropositata con articoli sulla stampa italiana ed estera: "Viene spontaneo chiedersi perché la figlia di un politico fiorentino che ha contribuito attivamente, con la sua parte politica, a far invadere la Nazione e di conseguenza la sua città da persone di ogni risma e provenienza, contribuendo quindi all’aumento esponenziale della criminalità, non chieda spiegazioni a cotale padre che tanta complicità si è assunto nel tempo perorando la causa immigratoria -tuona Pierluigi Pozzi per il Fronte Nazionale Firenze- Risultano anche fastidiose le sue reazioni che vorrebbero coinvolgere il sindaco di Firenze Nardella in una sorta di misure tampone come l’acquisizione delle immagini delle telecamere da parte della questura e promesse, al solito, di rafforzamento dei controlli sul territorio. Ci chiediamo infine anche se lo stesso capillare trattamento richiesto sarebbe stato concesso se fosse stata la figlia di un umile operaio fiorentino e il perché non abbia definito, la signorina Anita, di quale etnia, se italiana od estera, potesse essere il suo molestatore, il tutto in un’ ottica di migliore focalizzazione dell’accaduto da parte della pubblica opinione”.

E allora Anita Fallani è costretta a tornare sulla tastiera per puntualizzare: "Ho visto che ha raggiunto molto consenso e anche molte condivisioni tanto che Repubblica ha deciso di scriverci un articolo. Volevo chiarire che il mio intento dalla prima all'ultima parola era quello di condividere un esperienza terribile e molto angosciante con voi tutti, un'esperienza comune che non può continuare ad essere normale. Quando a mente fredda ho pensato a quanto mi era successo è stato per me inevitabile fare un'analisi sociale della cose. Ne è venuto quindi fuori che la situazione che mi si è presentata, su cui non sto a dilungarmi su quanto sia veramente intollerabile nel 2017, tocchi in maniera trasversale noi tutte. È questo il tema. Solo e soltanto questo. È un problema di tutti. Io questo volevo dire. Certo sono partita da un'esperienza personale che mi ha segnata per poi giungere a riflessioni ampie ma di certo non c'era l'intento di farne un personalismo. Quando mi hanno chiesto se la mia riflessione poteva essere riportata su Repubblica io ho acconsentito perché mi sembrava giusto che se ne parlasse, che tornasse ad essere notizia un evento del genere, perché si entrasse nell'ottica di idea che non può essere consuetudine. Io l'ho fatto per questo, perché il mio piccolo contributo potesse aiutare altre a farsi avanti, perché si svegliassero le istituzioni, perché potesse essere di monito a chiunque possa agire per cambiare le cose, anche solo (si fa per dire) le coscienze. Io sono partita a raccontare la mia storia che aveva me come protagonista ma in cui erano coinvolti tutti. Mi ha fatto particolarmente incazzare che invece nel giornale, fosse sottolineato più volte il fatto che sono la figlia del sindaco di Scandicci. Questo perché vorrei che si capisse che il fatto è preoccupante proprio perché trasversale. Era davvero necessario sottolinearlo? La cosa non ha valore in sé indipendentemente?-Io ho paura invece che abbia fatto tanta notizia anche perché sono la figlia del sindaco. Allora sia chiaro: io non voglio i riflettori addosso per questo, non voglio che sia fatta notizia principalmente per questo, non voglio che ci sia un'accuratezza speciale per questo. Io se avrò modo di rintracciare chi mi ha seguita ovviamente troverò il modo più opportuno per agire di conseguenza, ma questo deve avere l'opportunità di farlo chiunque di voi. Si doveva aspettare che succedesse a me perché avesse tutta questa notorietà? Non fraintendetemi, non attribuisco il grande appoggio che mi avete dimostrato alla mia parentela, ma piuttosto alla notorietà che la cosa ha avuto. Indi per cui mi sento di sottolineare che non si deve parlare di me ma della cosa in sé, nei giornali e a livello nazionale perché non è accettabile. Io questo voglio fare. Lotto da anni per i diritti degli studenti, e dei cittadini tutti, di certo questo non mi fermerà. Ma niente personalismi, la mia storia è solo strumento d'aiuto per cambiare le cose non voglia di avere un palcoscenico. Consentitemi di chiamarvi compagne, e di scusarmi con voi, perché vi meritate tutte di avere quest'attenzione e lotterò perché sia così".

Redazione Nove da Firenze