​Bike Sharing a Firenze, i ciclisti esultano: non sono più soli

Da agosto maggiore attenzione alla mobilità ciclabile?


 Un servizio atteso da anni e per il quale durante le varie fasi di studio e progettazione non sono mai mancati il supporto e la consulenza delle associazioni agli uffici della direzione mobilità.

FIAB Firenze Ciclabile ONLUS dà il proprio benvenuto al nuovo Bike Sharing a flusso libero "Un primo bilancio potrà essere espresso soltanto dopo l'estate, quando il servizio sarà a regime, l’auspicio è che le 4000 biciclette del bike sharing portino ad un aumento del numero di ciclisti in circolazione con un conseguente beneficio per tutta la città".

"Sappiamo che chi prova la bicicletta difficilmente la lascia, dopo averne scoperti i vantaggi - afferma Luca Polverini, presidente di FIAB Firenze Ciclabile - Siamo quindi certi che il nuovo servizio invoglierà sempre più fiorentini ad usare la bici (superando le perplessità dovute ai furti ed alla manutenzione) ed innescheranno un ciclo virtuoso, aumentando il numero dei ciclisti abituali. Nel periodo precedente al lancio abbiamo evidenziato alcune serie criticità sul nuovo servizio, a cominciare dal problema della sosta. L'Amministrazione ha recepito e condiviso questa nostra preoccupazione e già dalla fase iniziale verranno previste aree di sosta dedicate per le bici del bike sharing. Riteniamo che il passo successivo debba essere una revisione del regolamento di polizia municipale in materia di mobilità ciclistica e sosta dei velocipedi".

L'associazione di ciclisti, infatti, fa notare che in buona parte della città la sosta in carreggiata è riservata ai "veicoli a 3 o 4 ruote"; essendo vietata dalla normativa la sosta sul marciapiede, ne consegue che lo spazio residuale per una sosta lecita rischia di essere altamente insufficiente per un sistema che fa della flessibilità e capillarità di utilizzo il proprio punto di forza. Un problema che andrà affrontato e per il quale c’è piena disponibiltà ad un confronto costruttivo per evitare che molte bici del bike sharing possano essere lasciate in posizione irregolare.

A coloro che sollevano perplessità sull'opportunità di avviare un servizio di bike sharing in una città in cui le piste ciclabili sono ancora carenti, l'associazione FIAB Firenze Ciclabile risponde che ciò che può sembrare un problema, potrebbe al contrario trasformarsi in un'opportunità. L'associazione si augura che "di fronte al successo del servizio l'Amministrazione Comunale prenda finalmente atto dell'importanza della mobilità ciclistica e proceda alla realizzazione delle necessarie infrastrutture che i ciclisti reclamano da tempo senza contare che è ormai assodato il binomio "più bici più sicurezza stradale per tutti".

"Abbiamo espresso anche altre perplessità - prosegue Luca Polverini - Temevamo, ad esempio, che l'area di effettivo svolgimento del servizio fosse troppo ristretta, pari al centro storico e poco più e che l'assenza del servizio di ridistribuzione avrebbe reso non uniforme la disponibilità delle biciclette e quindi difficoltoso l'accesso al servizio, con logiche conseguenze. Dopo averlo fatto presente con convinzione ad amministratori e tecnici del comune ieri abbiamo appreso con soddisfazione, durante la presentazione, che non ci saranno limitazioni all'area di effettiva fruibilità e che l'azienda effettuerà il servizio di ridistribuzione. Un'ultima preoccupazione riguarda la solidità dei mezzi, che non sembrano robusti come quelli utilizzati dai servizi di bike sharing più collaudati. Su questo aspetto, tuttavia, vogliamo dare fiducia alla società che gestisce il servizio e la aspettiamo alla prova dei fatti. Di sicuro da ieri la città di Firenze ha uno strumento ulteriore per combattere i problemi del traffico e dell'inquinamento e per promuovere una mobilità a misura d'uomo”

Redazione Nove da Firenze