In mille a Firenze sulle scuole di un'Italia plurale

Hanno superato quota mille gli iscritti che questo venerdì 30 settembre si ritrovano a Firenze per un confronto organizzato da Regione Toscana e Giunti Scuola sull’intercultura nelle scuole


INTEGRAZIONE — Firenze – Hanno superato quota mille gli iscritti, per la maggior parte insegnanti e dirigenti scolastici da tutta Italia, che questo venerdì 30 settembre si ritrovano a Firenze (Palazzo dei Congressi) per un confronto organizzato da Regione Toscana e Giunti Scuola sull’intercultura nelle scuole. Il convegno (con patrocinii concessi dal Presidente della Repubblica e dal MIUR) segue uno analogo svolto due anni fa e si intitola “A scuola nessuno è straniero“. Porta come logo la raffigurazione dello “stivale” coperto da volti di bambini provenienti da ogni parte del mondo.
Un’Italia plurale quella che si confronterà a Firenze anche nel contesto del 150 mo dall’unità del Paese (il sottotitolo è proprio “Nuovi cittadini nell’età plurale“).

Durante la mattina (9:30 – 12:30) gli iscritti si divideranno in cinque sessioni tematiche con un confronto anche basato sulla concreta presentazione di “buone pratiche” già portate avanti in scuole toscane e di molte altre regioni: l’integrazione nelle scuole dell’infanzia; l’insegnamento della lingua italiana in un contesto plurilingue; gli studenti stranieri nella scuola secondaria superiore; il rapporto fra scuola e cittadinanza; gli approcci ai curricula interculturali.

Nel pomeriggio (14:30 – 18:00) sessione plenaria. Saluti affidati a Stella Targetti, Angela Palamone, Carla Ida Salviati, Marina Bertiglia. Seguono relazioni tecnico e scientifiche nonché testimonianze di nuovi cittadini italiani dai nomi inequivocabilmente “stranieri”. Fra le relazioni, oltre alla illustrazione del piano di Regione Toscana per la “concittadinanza” nelle scuole, anche uno studio europeo comparato sulle scuole interculturali di seconda generazione nonchè un intervento sulle “fiabe che ahnno fatto l’Italia”.

Referente scientifica del convegno la padagogista Graziella Favaro.
Fra le buone pratiche presentate nella mattina: percorsi di integrazione nelle scuole per l’infanzia di Milano; laboratori (“Taratì Taratera: come ci si capisce quando non ci si capisce”) nelle scuole primarie di Genova; iniziative sull’apprendimento linguistico (“L’italiano in rap”) nelle scuole di Torino; percorsi di interculturalità in Toscana e a Bologna (“L’integrazione dei ragazzi stranieri durante il tempo libero); lavori di gruppi multiculturali a Pordenone e in Lombaria (“Genitori italiani e stranieri insieme”). Il programma integrale su www.regione.toscana.it

Redazione Nove da Firenze