Il 5 maggio a Talamone per ricordare i ‘Mille’ armati in Toscana?

Il vice-presidente del Consiglio Regionale propone una manifestazione istituzionale unitaria. L’esponente IdV preoccupato per le dimissioni di Ciampi e la gestione fondi dei ‘Grandi Eventi’

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
26 aprile 2010 23:32
Il 5 maggio a Talamone per ricordare i ‘Mille’ armati in Toscana?

“La cultura delle istituzioni e l’attaccamento dei cittadini ai valori che fondano la nostra reale convivenza civile ed ogni possibilità di sviluppo come sistema paese, non possono prescindere da un maggiore impegno della Regione Toscana per celebrare l’Italia unita che permise di affermare il principio basilare di libertà dai poteri feudali ed antiliberali”. Così, il vice-presidente del Consiglio regionale e segretario toscano di Italia dei Valori, ha preso posizione a margine del dibattito sul “Programma di governo 2010-2015” presentato da Enrico Rossi.

“Dobbiamo dare un segnale contro la secessione strisciante – ha detto Fedeli - portando le istituzioni toscane il 5 maggio prossimo a Talamone, perché fu grazie alla Toscana che i garibaldini furono armati prima di sbarcare in Sicilia”. “L’Italia 150 anni fa venne unita, è bene ricordarlo ancora, in massima parte dalle forze più fresche e moderne della società come gli studenti, la piccola borghesia, gli intellettuali ed gli aristocratici illuminati, assieme ai più poveri, alle masse dei diseredati: mezzadri, contadini, operai generici.

L’unità della nostra nazione – ha continuato l’esponente di IDV - fu la grande speranza di dare vita alla società in cui diritti e dovere siano uguali per tutti, in cui la crescita economica non lasci indietro nessun cittadino, dove la scienza, l’arte, la cultura siano libere di esprimersi. Non è luogo comune riaffermare le parole di Massimo D’Azeglio: ‘Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani’. Non voglio dire con questo che siamo solo un’entità geografica, ma serve l’impegno a unire e non dividere il nostro popolo”. Le dimissioni dal ‘Comitato del 150° anniversario dell’Unità d’Italia’ prima del presidente emerito della Repubblica, il livornese Azelio Ciampi, a cui Fedeli ha indirizzato la propria gratitudine per l’impegno sempre dimostrato per la difesa della Costituzione, oltre a quelle di altri eminenti componenti, tra cui il vice-presidente Gustavo Zagrebelsky, devono far preoccupare le istituzioni territoriali su tutto l’iter del programma e dei suoi finanziamenti. “E qui - ha continuato Fedeli - non voglio riferirmi neppure a quelle contestabili procedure per le gare d’appalto dei ‘Grandi Eventi’, che utilizzano impropriamente la Protezione Civile, senza quei controlli obbligatori della pubblica amministrazione, esautorando completamente gli Enti Locali.

Proprio in questi mesi, anche in Toscana, il 150° dell’Unità del paese, invece, di accrescere la moralità e riaffermare la memoria storica, ha fatto emergere un contesto di illegalità e malaffare, negli appalti pubblici, a favore delle ‘cricche’ degli amici vicini ai centri di potere”. “Dobbiamo impedire lo svilimento di questo anniversario – ha concluso il vice-presidente del Consiglio regionale - ed assicurare un ruolo preminente all’istituzione regionale toscana, sia con impegni aggiuntivi, organizzativi e finanziari, da parte della Giunta, sia con una presa di posizione fortemente determinata da parte del Parlamento della Toscana, che vada a pesare anche in sede di accordo di Conferenza Stato-Regioni”. “Iniziamo subito.

Il 5 maggio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà a Quarto per ricordare che nel 1860 da quello scoglio partirono i ‘Mille’ verso la Sicilia. Ma se i garibaldini salparono dalla Liguria, è in Toscana, nel porto di Talamone, che caricarono le armi. Dovremmo, pertanto, pensare di fare un gesto simbolico, di recupero della memoria e di affermazione della piena condivisione di quel progetto da parte dei democratici toscani. I rappresentanti delle istituzioni regionali e locali si ritrovino a Talamone, nello stesso giorno che si avvia il programma delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, per dire che la Toscana c’è e ci sarà sempre a difesa dei principi di democrazia, libertà ed uguaglianza che nei secoli hanno costruito i nostri patrioti”.

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